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Abitare Ferrara. Progetti per nuove opportunità di Vivere la città estese

Il Laboratorio di Progettazione Architettonica 1A del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, nell’ambito del progetto ABITARE FERRARA ha realizzato una residenza unifamiliare di 110 mq netti, in un lotto nel centro storico della città, con particolare attenzione alla qualità di vita dell'abitazione, a densità e innovazione.

 Progetto Abitare Ferrara per la realizzazione di una residenza unifamiliare in centro città

 

La ricerca che ci spinge a comprendere che cos’è l’Abitare oggi, come si relazione al Costruire e perché, è un percorso che nella storia dell’Uomo non conosce cedevolezza. Partendo della consapevolezza che Abitare sono Azioni che si compiono in uno spazio virtuale e fisico, in cui si riconoscono obiettivi di carattere ambientale, sociale ed economico, risposta concreta alla qualità del vivere nel tempo presente e futuro.

Abitare è la condizione che si crea nell’atto della costruzione e nel vivere all’interno o all’esterno di un edificio e che contempla il prendersi cura di se, della comunità in cui si vive e dell’immenso patrimonio naturale, urbano ed umano che si è chiamati a organizzare e restituire, nell’avvicendarsi di ogni singola vita.

 

Quindi formulare il pensiero di che cos’è l’Abitare ci riporta ai suoi valori sociali intrinsechi di esperienza nella conoscenza culturale ed emozionale, più intima e personale dell’individuo, correlate ad azioni di correttezza nell’attivare rapporti di equilibrio fra uomo e natura.

 

Una cura all’azione del costruire che influenza il bene comune nella collettività, e che avrà responsabilità rispetto il futuro assetto delle relazioni umane nella vita pubblica e nella gestione delle risorse, puntando alla qualità del progetto d’architettura come uno dei fattori essenziali per raggiungere questi obiettivi.

 

Questo definendo un Pensiero ed un’Idea del progetto, che delinei spazi e luoghi in cui l’Uomo potrà rifugiarsi per soddisfare le proprie esigenze primarie e i suoi bisogni, nel quale ritrovare se stesso e gli obiettivi di funzionalità e benessere di vita.

 

Ed ecco che il pensiero dell’abitare si rivela nell’opera costruita e si esprime nello studio dei caratteri di forma, tipologia, morfologia e caratteristiche tecnologiche, che di volta in volta saranno rispondenti all’esigenza del vivere contemporaneo, in stretta relazione al contesto in cui l’opera si inserisce.

 

Interpretando esigenze che rivelano i cambiamenti dovuti al rapido mutare del tempo ed alla necessità di innovare, sotto un profilo spaziale, strutturale, culturale e spirituale, i luoghi abitati, in un percorso di continuità, lineare o decostruita rispetto la storia. In cui essa trasmette i principi basilari che saranno riletti alla luce delle esigenze dell’Uomo contemporaneo.

 

Quindi ci troveremo sempre a chiederci quale sarà la casa del futuro. Quella casa che vorremmo, che immaginiamo o pensiamo possa essere risolutiva a specificità d’interesse. Ad aprire una nuova piattaforma di riflessioni 999 quesiti sull’Abitare contemporaneo, alla triennale di Milano, attualmente in corso, domande di differente carattere, che lasciano importanti punti di sospensione alla riflessione, come:

 

001/999 - Tu ce l’hai una casa?

009/999 - In che casa ti piacerebbe abitare?

123/999 - E se la tua casa non finisse con i muri del tuo appartamento, ma si estendesse fino ai confini della città?

504/999 - Come dovrebbero essere le case in periferia?

516/999 - Dove inizia e dove finisce la mia casa?

Progetto e obiettivi

Progetto su tema dell'Abitare Ferrara dell'università di ferrara

 

Quesiti sociali e pratici che ci forniscono anche gli strumenti per leggere i risultati progettuali del percorso seguito dal Laboratorio di Progettazione Architettonica 1A del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, che si è confrontato con il tema dell’ABITARE FERRARA progettando una residenza in un lotto nel centro storico della città.

 

Questo lavorando in un vuoto urbano stretto e lungo, della sezione di circa 11 ml, che percorre trasversalmente un intero isolato, inserito fra via Croce Bianca a sud-ovest e via Della Secca a nord-est. Spazio che attualmente è denominato Piazza Croce Bianca.

 

Il lotto di progetto, quadrato di lato circa 11 ml si appoggia sul fronte di Via Croce Bianca a relazionarsi con la continuità del fronte strada, nei differenti profili dei fabbricati ad esso adiacenti e quelli prospicienti, e sul retro con la piazzetta pubblica.

 

L’obiettivo è l’inserimento di un’abitazione unifamiliare di 110 mq netti, pensata per quattro persone, che prevede la presenza di almeno due stanze da letto di cui una doppia e due bagni oltre il soggiorno, il pranzo e un’autorimessa, più uno spazio dedicato all’ospitalità o altra funzione integrata alla residenza, di tipo privato o pubblico. Spazio che potrà essere dedicato al componente della famiglia o anche ad un’attività attività di tipo commerciale, ricettivo, ricreativo a discrezione del giovane progettista, per la quale si prevedeva un locale di dimensione massima 75 mq.

 

Sviluppando un approfondimento dell’opera che va dall’inserimento della casa nel lotto, con la scelta di soluzione tipologica e morfologica, lo studio della forma che si potrà articolare su più livelli fuori terra, fino allo sviluppo del dettaglio tecnico costruttivo dell’edificio per un controllo complessivo del progetto.

 

Ponendo particolare attenzione alla qualità di vita che nell’abitazione si potrà generare. Alla densità, in quanto il lotto s’inserisce nel centro città dove le aree da costruire sono sempre più rare, piccole e costose, lavorando per questo su una saturazione, efficace anche  per minimizzare  l’impatto ambientale. Innovazione, nelle scelte di forma, spazio, linguaggio e costruzione operate per condurre ad un cambiamento positivo nel generare spazi di vita interessanti. 

Riferimenti

Al fine di spiegare l’idea di progetto inziale si è chiesto di descrivere la percezione, le caratteristiche intrinseche della costruzione e le relazioni che in essa si volevano generare, utilizzando parole chiave. Fra le principali: luce, verde, trasparenza, chiusura, apertura, tranquillità, benessere, silenzio, semplicità e paesaggio urbano. Alla ricerca di una soluzione architettonico formale, che rispetti l’identità del luogo come stratificazione storica ed al contempo si apra alla luce e alla natura.

 

Intervenendo in relazione al contesto, in armonia o contrasto armonico con esso, al fine di ottenere il completamento dell’attuale vuoto urbano, come azione integrata che ritrovi dei riferimenti, rispetto i profili architettonici esistenti e le esigenze contemporanee del vivere.

 

Oltre quaranta soluzioni sono state sviluppate, in esse è prevalsa la scelta di una morfologia compatta, articolata su uno o più volumi. Prevalentemente introversa ed al contempo porosa e propensa ad un contatto con la città, di relazione visiva o percettiva.

 

Capace di accogliere  il verde come componente proprio del costruito e spazio della casa, intimo di patio sospeso, spazio esterno di verde privato o semipubblico, anche alberato, al fine di poter fruire di elementi naturali di pregio nei nuovi ambienti domestici. O come verde tecnico integrato alla copertura per migliorare le sue prestazioni energetiche ambientali. Privilegiando, grazie anche alla morfologia della residenza,  l’ingresso di luce.

Progetti

Francesca Renato

 progetto di Francesca Renato per il progetto ABITARE FERRARA

 

Un esempio ne è il progetto di Francesca Renato che sviluppa un’abitazione pensata come due volumi distinti per composizione, rafforzati da un opposto cromatico di finitura.

 

Due parallelepipedi, il primo a sinistra, di colore bianco, in cui s’inserisce la residenza, con altezza che segue l’edificio esistente a cui si affianca verso sud. All’interno sono stati ricavati quattro piani fruibili. Ed un secondo volume, di colore nero, dell’altezza di due piani in cui si trova lo spazio di caffè letterario pubblico a piano terra, che si affianca all’edificio esistente verso nord, con ampio giardino in copertura, spazio praticabile, come prolungamento del locale pubblico sottostante.  

 

progetto ABITARE FERRARA, il progetto di progetto di Francesca Renato

 

I due volumi hanno una sezione di circa 4 ml, con sviluppo longitudinale della casa per tutta la profondità del lotto, mentre gli ambienti pubblici hanno una dimensione minore. Il loro distacco fisico di circa 1,5 ml genera un luogo di passaggio a piano terra di separazione netta e continuità fra i due edifici, spazio privato aperto e libero, percorribile e vivibile come ambito condiviso e fuso con gli spazi pubblici. Luogo verde con la presenza di alberature.

 Abitare Ferrara, Progetto di Francesca Renato

 

Il volume della residenza in sezione organizza le stanze di vita come una torre e in direzione nord-ovest permette un ampio ingresso della luce grazie uno spazio esterno libero a due livelli, su cui si affacciano gli ambienti di vita in completa privacy. Spazio definito volumetricamente da una pelle costruita che permette di delineare i profili del volume pieno ma che lasciano spazio a un giardino pensile vivibile, visivamente e percettivamente, a piano primo. La copertura è a falde inclinate introverse.

 Abitare Ferrara Progetto Francesca Renato

 

I due volumi opposti per cromie e differenza di proporzioni, ritrovano formali riferimenti nell’inserimento del contesto che visivamente genera equilibrio visivo. Una cucitura di storici profili urbani data dalla continuità intuita attraverso la tensione delle relazioni di prossimità e vicinanza dei due opposti.

Arianna Cassetta

 

Abitare Ferrara progetto di Arianna Cassetta

 

Una soluzione più compatta è proposta da Arianna Cassetta che ha come riferimento il tema  dell’alveare. Suggerito dal compatto sistema di isolato storico che caratterizza l’intorno, come un alternarsi di spazi pieni e vuoti che si organizzano planimetricamente nelle tipologie di patio, e che nel nuovo progetto si sviluppano in facciata in cui i vuoti sono i grandi cannocchiali visivi, di celle libere che consentono una percezione ed unità visiva con il contesto.

 Abitare Ferrara progetto di Arianna Cassetta

 

L’articolazione del volume modella un profilo crescente e decrescente sul fronte della via e della piazza che consente alle altezze di ritrovare riferimenti e richiami visivi ai profili degli edifici esistenti, generando una continuità fisica con essi. Profilo che satura l’intero lotto e separa in modo netto Via Croce Bianca con la piazzetta.

 Abitare Ferrara, progetto di Arianna Cassetta

 

Sui due prospetti sud-est e nord-ovest si evince un sistema, composto da una base, cromaticamente chiara e completamente chiusa, che all’interno ospita zone di servizi a cui sopra s’innestano i due volumi neri in cui si trovano gli spazi di vita della casa e del locale pubblico.

In particolare il volume di base ha una sezione costante di 6,42 ml e si distacca dal filo strada e piazza di 1,30 ml profondità di sbalzo dei due grandi volumi di alveare. Un arretramento che accoglie l’accessibilità.

La continuità con la superfice dei fronti è data dalla percezione di linearità discontinua trasmessa dai due piani rettangolari dei volumi sospesi nello spazio .  

 Abitare Ferrara, progetto di Arianna Cassetta

 

All’interno a  piano terra si colloca la funzione pubblica di locale, e collegamenti di servizio per raggiungere l’abitazione ai piani superiori. Ad ogni livello i setti portanti che disegnano i profili esterni rimarcano in maniera ordinata e modulare l’intero sistema spaziale anche attraverso il loro colore e la combinazione con l’ingresso della luce percepibile negli spazi di soggiorno, camere e balconi privati.

Michela Chiozzini

 

Abitare Ferrara progetto Michela Chiozzini

 

Non poteva mancare una riflessione sull’abitazione tradizionale con copertura inclinata che Michela Chiozzini interpreta con grande raffinatezza. Un volume unico che si accosta all’edificio esistente più alto, da cui trae ogni riferimento, distaccandosi sul lato opposto dal sistema esistente a lasciare uno percorso di passaggio fra Via Croce Bianca e la piccola piazza.

 

E proprio sui fronti ed il passaggio che si rivela la nuova essenza di questo modello abitativo, in cui il volume scompare per lasciare spazio ad una grande membrana che avvolge la grande ed unica forma.

Membrana che ha una sua profondità e consistenza materica, quella di pelle tecnologica performante al cui interno in posizione più arretrata si sviluppa l’abitazione.

 Abitare Ferrara progetto Michela Chiozzini

 

Sotto questa pelle dialogano spazi chiusi abitati e l’esterno di giardino coperto, dal grande piano nero, luogo vivibile e protetto in estate ed inverno. La cui conformazione, favorita da un ampio taglio in copertura, permette un misurato passaggio della luce che consentirà un controllo energetico naturale, negli ambienti chiusi di casa e aperti di giardino, nelle diverse stagioni. Gernando all’esterno uno spazio a differente temperatura, capace di migliorare il comfort di vita psico-fisica nella residenza, come un grande portico.

 

Abitare Ferrara progetto Michela Chiozzini

 

All’esterno, sulle facciate, come la stoffa di un vestito di sartoria, sono tracciate sottili linee che richiamano i marcapiani di profili esistenti, linee impercettibili ma riferimenti dei solai interni che ne simulano un’apparente inconsistenza.  Solo in punti controllati due aperture ritagliano la  membrana rivelando con il chiaroscuro del suo spessore la pelle più interna della costruzione.

Sofia Boccanera

 

Abitare Ferrara, progetto Sofia Boccanera

 

Sofia Boccanera accoglie nella sua abitazione a piano terra uno spazio dedicato alla musica aperto al pubblico e questo utilizzando un sistema articolato di piani e recinti che chiudono e aprono agli spazi fruibili dalla famiglia o da utenti esterni, guidando alle opportunità d’uso dei differenti luoghi.

 

Abitare Ferrara progetto Sofia Boccanera

 

 

Come in un piccolo ed ordinato labirinto di piani misiani su cui in forma sospesa di colloca il volume della casa. Cubo bianco che ha un distacco netto dal profilo sottostante, vuoto e sospeso, grazie un sistema di sottili pilastri. Capace di trasferire come percezione una sensazione di leggerezza che all’interno si rivela nella libertà della pianta. Il guscio cubito sarà trattato in maniera differente sui due fronti, più chiuso verso la strada, con una scansione di piccole finestre secondo i riferimenti della tradizione e aperture grandi sul retro a percepire una maggiore quantità di luce naturale.

 Abitare Ferrara, progetto Sofia Boccanera

 

Conclusioni

Il percorso di ricerca della nuova casa da abitare, proseguirà con le idee che si matureranno nel nuovo corso che avrà inizio giovedì 1 marzo e consentirà ai giovani progettisti di sperimentare ed immaginare soluzioni per un vivere contemporaneo. Nella ricerca di forma e soluzioni tecniche rispettose delle risorse per un abitare sostenibile.

 

Approfondimento realizzato in collaborazione con Architettura>Energia, centro ricerche del Dipartimento Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

Laboratorio di progettazione architettonica 1A

Università degli Studi di Ferrara | Dipartimento di Architettura

 

Anno Accademico 2016/2017

 

Docenti

Composizione architettonica | Prof. Andrea Rinaldi

Teorie della ricerca architettonica contemporanea | Prof. Valentina Radi

Disegno dell’architettura | Prof. Federica Maietti

Supporto alla didattica | Prof. Stefan Hitthaler

Collaboratori | arch. Sara Codarin, Mattia Bocchini [tutor]

 

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