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Direzione sostenibilità

Riqualificazione e valorizzazione del sistema degli spazi pubblici e del Lungarno del quartiere Rovezzano di Firenze attraverso metodologie di analisi e valutazioni dei livelli di sostenibilità basate sul protocollo GBC Quartieri

Direzione sostenibilità[1]
Approfondimento realizzato in collaborazione con Architettura>Energia, centro ricerche del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

Oggi l’Italia si trova a dover fronteggiare numerose sfide legate alla crisi economica, alla disoccupazione ed al rilancio della competitività. Si deve allineare alle direttive europee in ambito di politiche ambientali per il raggiungimento degli obiettivi dell’Europa nel 2020 e a dover risanare porzioni di città dai rischi ambientali e dal declino sociale. E’, poi, un dato di fatto che la sostenibilità in edilizia, negli ultimi anni, abbia conosciuto una rapida e costante evoluzione e sia diventato un aspetto fondamentale nello sviluppo urbano.

In quest’ottica, GBC Italia, con il quale ho collaborato per lo sviluppo del progetto, ha indirizzato i suoi sforzi verso la stesura del protocollo “GBC Quartieri” che promuove la creazione di quartieri salutari, sicuri e sostenibili, riqualificando o realizzando aree compatte e connesse sia al suo interno sia con la realtà circostante. Il protocollo è uno strumento di misurazione ed individua una struttura di indicatori prestazionali che esprimono buone pratiche utili per una riqualificazione rispettosa dei caratteri ambientali e promotrice di indici migliorativi per la qualità della vita e della salute alla scala urbana.

Si applica a interventi di nuova costruzione e di riqualificazione inseriti in contesti multifunzionali e ad aree la cui:

- dimensione minima di progetto sia di 2 edifici;

- dimensione massima di progetto sia tale da potersi governare in un unico processo.

GBC Quartieri è strutturato in 4 aree tematiche (Localizzazione e collegamenti del sito; Organizzazione e programmazione di quartiere; Infrastrutture ed edifici sostenibili; Innovazione nella progettazione e priorità regionali) differenziate tra loro a seconda delle finalità che si ripropongono.

La certificazione del protocollo è un processo lineare che si compone nel seguente modo:

  • fase 1 - Valutazione di Compatibilità di un progetto GBC Quartieri;
  • fase 2 - Precertificazione di progetto GBC Quartieri;
  • fase 3 - Area certificata GBC Quartieri;
  • Revisioni Preliminari e Finali per ciascuna fase.

I livelli di certificazione possibili si differenziano a seconda del punteggio ottenuto dal progetto e sono 4:

  • Base (40-49 punti);
  • Argento (50-59 punti);
  • Oro (60-79 punti);
  • Platino (80 e più punti).

Contemporaneamente, a partire dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di Firenze e dell’Ente Casa Spa di intervenire riqualificando comparti urbani periferici caratterizzati da una cospicua presenza di edilizia residenziale pubblica, si è inserita per il quartiere Rovezzano di Firenze la possibilità di divenire oggetto di riqualificazione sostenibile alla scala urbana. Il comparto ha un rapporto, dialettico e difficile, con la ferrovia ed il fiume Arno ed è caratterizzato da episodi edilizi e urbani discontinui che necessitano di un disegno unitario.

L’area, pur essendo una della parti di città più dotata di spazi pubblici e verdi attrezzati, risulta carente dal punto di vista della qualità degli stessi che non sono sufficientemente caratterizzati e valorizzati. A questo aspetto si aggiunge la volontà da parte del Comune di sviluppare il Parco Fluviale dell’Arno con il compito di creare una nuova centralità ed un nuovo sistema di relazioni fra parti di città omogenee. Si denota anche, all’interno del quartiere Rovezzano, la presenza di edifici di notevole pregio storico da valorizzare ed integrare nel sistema delle connessioni quali Il Mulino di Sant’Andrea a Rovezzano e Villa Favard.

Recependo tale input, ci si è trovati quasi naturalmente ad approcciare l’area ed ad indirizzare il progetto nell’ottica della riqualificazione e della valorizzazione degli spazi pubblici già esistenti all’interno del quartiere fornendo l’opportunità, al quartiere Rovezzano di Firenze, di diventare un esempio di sostenibilità di quartiere ad alti livelli in Italia e in Europa.

 

Processo di analisi

Il primo passo nell’approccio di progetto è stato l’identificazione del confine GBC di progetto, individuato tenendo conto delle potenzialità e criticità dell’area specialmente del tracciato della ferrovia che attraversa la zona trasversalmente dividendola in due parti appartenenti alla stessa area. Con lo scopo di ridare unità al quartiere si è identificata un’area GBC di progetto pari a 61 ettari e comprendente anche le zone abitate a nord della ferrovia.

Analisi dei caratteri potenziabili allo stato attuale: l’analisi si è focalizzata sugli elementi cardine del protocollo GBC Quartieri riscontrati come potenzialmente valorizzabili nel progetto quali percorsi, funzioni, aree verdi ed aree aggregative per prendere così coscienza delle possibilità di crescita della zona.

Analisi di best practices di quartieri sostenibili europei: per capire come in altri progetti riguardanti quartieri ecosostenibili si siano gestite e valorizzate le peculiarità delle aree l’analisi si è indirizzata verso un campione di 16 quartieri situati tutti in Europa. Tutti i suddetti interventi sono stati progettati seguendo le linee guida dell’ecosostenibilità applicata all’architettura, ma pochi di essi sono stati progettati seguendo nello specifico le linee guida di un protocollo di ecosostenibilità strutturato e nessuno è stato progettato seguendo il protocollo GBC Quartieri. Di conseguenza è stata necessaria un’interpretazione dei dati condotta in modo tale da esercitare un’attenta classificazione dei dati raccolti secondo i parametri GBC Quartieri per poter ottenere un confronto ottimale. Attraverso l’elaborazione ed il confronto dei dati tramite grafici ad istogramma, si è proceduto alla redazione di una serie di considerazioni riguardanti i parametri maggiormente rispettati, e quelli scarsamente, se non in alcuni casi per nulla, adottati, ponendo così un altro passo per l’elaborazione della strategia.

 

Analisi di best practices di quartieri sostenibili europei: localizzazione e graficizzazione dei risultati secondo i parametri del protocollo GBC Quartieri

 

Linee guida di progetto

Le analisi della zona hanno portato alla redazione di una serie di linee guida differenziate per tematica affrontata, ma strettamente legate tra loro.

Polarità: lo sviluppo di due poli attrattori di riferimento, quali il potenziamento della stazione con annessi piazza, parcheggio e campeggio a nord, e la sala convegni-spettacoli “Obihall” con annesso lido dell’Arno a sud, segnano i punti di inizio e fine di un percorso capace di dare nuova vita alla zona.

Servizi: l’accentramento dei servizi commerciali lungo l’asse ne permette la valorizzazione ed il rafforzamento.

Trasporto pubblico: un servizio di trasporto pubblico elettrico su gomma connette il nodo della stazione con ogni servizio presente lungo il percorso, rendendo l’area pienamente accessibile da ogni punto per qualsiasi fascia d’utenza.

Attraversamenti: gli assi viari caratterizzati da flussi medio-bassi di veicoli saranno dotati di isole pedonali, mentre il traffico dell’asse viario ad alta percorrenza sarà superato attraverso una passerella ciclopedonale sospesa e raggiungibile tramite montacarichi inseriti in elementi architettonici.

Sostituzione di elementi: sono previste le demolizioni degli elementi più fragili del tessuto residenziale pubblico, ovvero gli edifici in linea ad est e ovest del comparto, e l’edificio centrale, quale tentativo fallito di generare un polo commerciale di quartiere.

 

L’insieme di informazioni raccolte dalle diverse analisi ed i parametri espressi dal protocollo hanno portato allo sviluppo delle strategie di progetto per il sistema dello spazio pubblico e del Lungarno.

 

Linee guida di progetto: percorsi, servizi, infrastrutture e residenze

 

Strategia di progetto

Il progetto in questione si presenta come l’unione di elementi e situazioni diverse accomunate dalla volontà di fornire un percorso di collegamento piacevole tra il nodo infrastrutturale costituito dalla stazione di Rovezzano sino al Parco Fluviale dell’Arno.

Il viale, che attraversa e divide il quartiere verticalmente, si divide in percorsi pedonali, ciclabili e per il trasporto pubblico elettrico grazie all’inserimento di zone verdi trapezoidali opportunamente attrezzate dove sono collocate piantumazioni autoctone per ombreggiare e diminuire l’effetto isola di calore. I differenti flussi vengono esplicati mediante differenziazione del colore della pavimentazione e tramite un simbolo, facilmente riconoscibile, posto all’inizio ed alla fine di ogni parte del suddetto.

In corrispondenza dei punti di maggiore interesse del viale, quali scuole di diverso grado e funzioni primarie, sono inseriti elementi architettonici a tettoia per formare luoghi di incontro per ristabilire l’unità di quartiere.

In parallelo a queste volontà, si è voluto procedere con l’accentramento e l’inserimento di funzioni primarie indispensabili per il quartiere nei piani terra liberi di edifici già esistenti.

L’inserimento, attraverso tecniche di saturazione parziale, sfalsamento ed apposizione di tettoie, di queste funzioni avviene tramite la collocazione di elementi modulari con struttura leggera, riciclabile e facilmente riconoscibili dagli edifici tipici della zona fiorentina. Le funzioni inserite hanno lo scopo di incentivare l’indipendenza del quartiere stesso e si differenziano tra loro per bacino d’utenza. Gli elementi in questione hanno due moduli base rettangolari denominati A e B (calibrati in base alle esigenze delle funzioni insediate) e rispettivamente di dimensione 5x9 m e 4x7 m. A seconda delle funzioni collocate sono state studiate delle composizioni di moduli ottenute dall’unione dello stesso modulo o di due moduli diversi (2A e A+B). Le strutture pensate sono del tipo a secco e assemblate in cantiere, riciclabili, con fondazioni indipendenti dall’edificio esistente.

Il progetto per il Lungarno, luogo di arrivo e possibile meta per turisti, si configura come parte replicabile con varianti nel sistema più ampio del Parco Fluviale dell’Arno che lega Firenze sino al comune di Pontassieve.

L’analisi effettuata sui limiti del parco fluviale del Lungarno ha richiesto una particolare considerazione in quanto obbiettivo del progetto era quello di ottenere un’area destinata al tempo libero ponendo attenzione a garantire adeguati livelli acustici e viste panoramiche piacevoli. Il limite si configura come una barriera verde nella quasi totalità del suo sviluppo tranne in corrispondenza della palestra dove verranno collocate in modo integrato attrezzature per lo sport.

Si è proceduto al mantenimento dei collegamenti già esistenti in quanto si sono reputati ideali per mantenere un’elevata integrazione con il quartiere edificato. Il progetto si completa con la sistemazione esterna del teatro “Obihall” il quale riprende gli elementi utilizzati per l’intero progetto e fornisce la possibilità di rappresentazioni serali all’aperto.

Lo spazio verde del Parco Fluviale dell’Arno viene suddiviso da percorsi di dimensioni degradanti partendo dall’interno e proseguendo verso la riva destinati ad utenze con velocità diverse. I percorsi più interni, essendo destinati a percorrenza veloce hanno una traiettoria rettilinea, mentre, i percorsi centrali, destinati a passeggiate, presentano traiettorie spezzate per aumentarne la panoramicità. Il livello più esterno prevede esclusivamente dei collegamenti tra i percorsi interni e le pedane in legno posizionate per praticare sport all’aperto e attività rilassanti in estate.

Alla testata di ciascun viale si generano, per intersezione con i percorsi, aree con diverse funzioni quali: elemento architettonico a tettoia con al di sotto strutture identiche a quelle utilizzate nel viale con funzioni di info point, deposito canoe, rent bike, bar e fontane rasoterra con soffioni d’acqua verticali e sistema di sedute e verde integrato.

Si è affrontato contemporaneamente lo studio di diverse soluzioni di arredo urbano, non da catalogo, cercando così di soddisfare tutte le esigenze della comunità utilizzando come elemento unificante per il progetto materiali sostenibili, reversibili e riciclabili come legno e acciaio. Queste soluzioni per l’arredo urbano spaziano dalle sedute, alle pedane, agli elementi per l’esercizio fisico ed alle tettoie per bus e deposito biciclette.

 

 

Strategia di progetto: la sistemazione del viale

 

 

Strategia di progetto: accentramento, inserimento e dimensionamento di funzioni primarie per il quartiere

 

Progetto: sistemazione dell’area sul Lungarno con fontana rasoterra a soffioni d’acqua verticali e sistema di sedute e verde integrato

 

 

Progetto: sistemazione dei percorsi dell’area sul Lungarno con integrati elementi di arredo urbano


Progetto: pedane in legno posizionate in prossimità della rivaper praticare sport all’aperto e attività rilassanti in estate

 

Valutazione del livello di sostenibilità del progetto tramite il protocollo GBC Quartieri

Il progetto è stato realizzato seguendo le indicazioni che sono alla base del protocollo GBC Quartieri e, a seguito del suo sviluppo, si è proceduto alla valutazione del livello di sostenibilità del progetto. GBC Quartieri suddivide le sue aree tematiche in prerequisiti obbligatori per il conseguimento della certificazione e non aventi punteggio, e crediti volontari, a ciascuno dei quali è associato un punteggio.

Localizzazione e collegamenti del sito: la categoria localizzazione e collegamento del sito si focalizza sui criteri di selezione delle aree in modo da minimizzare gli effetti negativi sull’ambiente e contrastare la dispersione degli insediamenti e le conseguenze negative che essa comporta. Il progetto totalizza in questo caso 19 punti sui 28 previsti in quanto non sono presenti terreni contaminati da riqualificare e versanti ripidi.

Organizzazione e programmazione del quartiere: la categoria organizzazione e programmazione del quartiere si focalizza sul corretto collegamento dell’area di progetto alle comunità adiacenti, alle dotazioni di servizi ed al sistema di connessioni. In particolare vengono prese in considerazione l’efficienza delle infrastrutture e della compattazione urbana, viene promossa la mixité urbana con i servizi e gli spazi pubblici, fortemente connessi da reti ciclabili e pedonali. Si arriva in questo caso a 32 su 43 punti a causa della ristretta dimensione della totalità dei viali che non possono essere di conseguenza alberati.

Infrastrutture ed edifici sostenibili: la categoria infrastrutture ed edifici sostenibili focalizza l’attenzione dei requisiti sulla riduzione degli impatti ambientali che la costruzione e la manutenzione di edifici e infrastrutture comportano. Il punteggio risultadi 20 punti su 29 non potendo modificare l’orientamento solare degli isolati essendo già costruiti.

 

Valutazione del livello di sostenibilità del progetto tramite il protocollo GBC Quartieri: schematizzazione area tematica Localizzazione e collegamenti del sito 

 

 

Valutazione del livello di sostenibilità del progetto tramite il protocollo GBC Quartieri: schematizzazione area tematica Organizzazione e programmazione di cantiere


 

Valutazione del livello di sostenibilità del progetto tramite il protocollo GBC Quartieri: schematizzazione area tematica Infrastrutture ed edifici sostenibili

 

Risultati ottenuti

Il progetto per il quartiere Rovezzano di Firenze ottiene così un punteggio di 72 punti che lo colloca potenzialmente al livello oro della certificazione.

Il progetto in questione, potrebbe raggiungere la certificazione livello oro in parte grazie allo sfruttamento delle sue peculiarità intrinseche, ma soprattutto grazie alla guida fornita dal protocollo. Queste caratteristiche hanno garantito, attraverso il conseguimento dei crediti, la possibilità di valorizzare e riqualificare il quartiere rendendo possibile la progettazione di una zona periferica vivibile ed adeguatamente attrezzata e di trasformare un quartiere che, senza l’ausilio del protocollo, avrebbe potuto avere altrimenti un livello di certificazione base.

Il quartiere Rovezzano si configura come possibile espressione di uno dei probabili esempi di sostenibilità del quartiere ad alti livelli in Italia e in Europa ponendo l’accento su aspetti della sostenibilità quali mobilità pubblica, spazi pubblici, funzioni primarie, progettazione partecipata e protezione degli habitat naturali.

 

Bibliografia

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Sitografia

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Profilo biografico

[1] Carmen Minafra si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Ferrara. Durante gli anni universitari ha partecipato ai concorsi “Contenuti per un contenitore”(segnalata) e “Costruire con sistemi in legno” (vincitrice).

Tesi di laurea in Architettura “Direzione sostenibilità: riqualificazione e valorizzazione del sistema degli spazi pubblici e del Lungarno del quartiere Rovezzano di Firenze attraverso metodologie di analisi e valutazioni dei livelli di sostenibilità basate sul protocollo GBC Quartieri” Relatori: Prof. Paola Boarin e Prof. Emanuele Piaia, Correlatore: Prof. Roberto Di Giulio. Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura, Anno Accademico 2013/2014 Sessione Ordinaria Luglio 2014.

 

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