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Il mercato del green building in Italia

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Il ruolo di efficienza energetica e sostenibilità per il futuro del mercato delle costruzioni

Obiettivo di questo articolo è fare il punto della situazione sull’incidenza e sul potenziale di crescita che l’efficienza energetica e la sostenibilità hanno sul mercato delle costruzioni. Per farlo sono stati analizzati e messi in relazione tra loro 3 diversi rapporti e studi sul tema:

  • Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, Dicembre 2013
  • Rapporto Annuale Efficienza Energetica RAEE 2012, Dicembre 2013, ENEA
  • “Greenbuilding sustainability and market premiums in Italy” di Giacomo Morri e Federico Soffietti della SDA Bocconi

Del primo rapporto interessano soprattutto i dati relativi all’andamento del settore delle costruzioni in Italia e alla correlazione e all’influenza che possono avere su questo l’efficienza energetica applicata all’edilizia e gli incentivi ad essa correlati.


Del rapporto Annuale dell’Enea è interessante rilevare i dati sull’importanza dell’efficienza energetica nel mercato immobiliare dal punto di vista degli agenti immobiliari.


Del terzo studio risultano interessanti per le finalità di questo articolo i risultati dell’analisi campionaria che gli autori hanno condotto su un ampio gruppo di operatori immobiliari italiani per verificare la percezione e l’esistenza di premi “economici” legati all’applicazione della sostenibilità in edilizia (intesi come maggiori canoni di locazione, prezzi di vendita o risparmi nei costi operativi) da parte del mercato.

L’analisi dei tre rapporti dimostra, con il supporto dei numeri e delle indagini, che gli investimenti di questi prossimi anni verteranno essenzialmente nella riqualificazione e recupero dell’esistente in un’ottica di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, come leva per dare maggiore valore economico agli immobili e orientare il mercato verso una progettazione attenta alle tematiche energetiche e ambientali.


L’andamento del settore edilizio dal punto di vista dei costruttori

Il settore delle costruzioni ha subito un continuo e inarrestabile abbassamento degli investimenti, che ha portato ad una ulteriore flessione di più del 6% nell’ultimo trimestre del 2013. E’ il quadro settoriale che emerge dai risultati dell’indagine condotta dall’Ance presso le imprese associate e dagli indicatori relativi alle costruzioni che continuano a segnare andamenti negativi.

Unico ambito di investimento delle costruzioni che registra un segno positivo è quello della manutenzione straordinaria, grazie soprattutto alla proroga e al temporaneo potenziamento degli incentivi fiscali relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.

 

Se si guarda nello specifico all’edilizia abitativa si osserva che gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo hanno rappresentato nel 2013 il 37,3% del valore complessivo, costituendo l’unico comparto a mostrare un aumento dei livelli produttivi. Questo proprio grazie alla possibilità di accedere alle detrazioni e agli incentivi fiscali.

 

 

Il giro di affari collegabile agli incentivi fiscali risulta di 15,5 miliardi di euro nel 2011, di circa 16 miliardi di euro nel 2012 e di 17,9 miliardi nei primi dieci mesi 2013 a fronte dei 12,1 dello stesso periodo dell’anno precedente. La stima per l’intero anno 2013 è di circa 21 miliardi. (Ad oggi non sono ancora disponibili i dati definitivi del 2013 per questo si parla ancora di stima).

 

 

La scelta di potenziare dal 36% al 50% la detrazione Irpef per le ristrutturazioni edilizie e dal 55% al 65% la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, sta dimostrando la sua efficacia in termini di spinta allo sviluppo urbano e di traino per l’attività produttiva.

Sulla base dei dati Cresme è stato possibile scindere il peso delle detrazioni fiscali riferite ad interventi di riqualificazione energetica da quelli di ristrutturazione e sulla base degli importi detratti dai contribuenti nei vari anni d’imposta, si evince che, nel triennio 2009-2011, circa il 30% della spesa sostenuta si riferisce a interventi finalizzati al risparmio energetico.

La conclusione essenziale dell’analisi di questo primo rapporto porta ad affermare che:

  1. gli interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare residenziale, costituiscono l’unico settore di investimento attuale e dei prossimi anni
  2. in questi interventi un ruolo essenziale è dato agli aspetti energetici, da una parte, (nella misura crescente del 30%) grazie proprio agli incentivi dall’altra per gli obblighi in vigore e per gli obiettivi di efficienza energetica da perseguire fino al 2020, quando il residenziale dovrà contribuire con  3,8 Mtep/anno al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio di energia finale pari a 15 Mtep/anno, secondo quanto comunicato  dall’Italia alla Commissione europea in ottemperanza della Direttiva sull’efficienza energetica 2012/27/UE.

L’impatto dell’efficienza energetica nelle transazioni immobiliari dal punto di vista degli operatori

Proprio i sopracitati obiettivi ambiziosi di efficienza energetica implicano un ripensamento dell’intera filiera edilizia in un’ottica di piena valorizzazione delle variabili energetico/ambientali di un edificio. ENEA nel suo esteso rapporto 2012 ha deciso di indagare, attraverso il filtro degli agenti immobiliari, la percezione del mercato e degli agenti stessi rispetto ai temi dell’efficienza energetica, le principali barriere e le possibili soluzioni.

Si riportano di seguito i risultati di tale indagine condotta con la collaborazione dell’Istituto per la Competitività e la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionisti (FIAIP). Nella figura seguente è riportata sotto forma di istogramma la distribuzione degli immobili compravenduti per classi energetiche (%), anno 2012.

 

 

Nelle figure che seguono è riportata la Distribuzione degli immobili compravenduti per classi energetiche (%), anno 2012.

È evidente che gli edifici da ristrutturare sono concentrati nelle classi energetiche basse, a differenza dei pochi nuovi, inoltre all’aumentare del pregio dell’edificio c’è una corrispondente diminuzione dellaclasse energetica a conferma del fatto che alla base di edificio efficiente c’è un edificio di qualità.

 

 

Il dato su cui occorre lavorare soprattutto in termini culturali, di divulgazione e diffusione, è quello legato alla percezione che l’acquirente o il locatario ha del certificato energetico e dell’importanza che attribuisce a questo strumento nella sua scelta. Oltre il 50% degli acquirenti non ha una percezione adeguata dell’importanza del tema dell’efficienza energetica (ritenuta sufficiente per il 30% del campione), mentre quasi il 70% di chi vende casa non considera questo un tema importante, segno che l’efficienza energetica non è percepita come un valore per i proprietari degli immobili.

 

L’incidenza della sostenibilità in edilizia sul mercato immobiliare

Lo studio condotto dai docenti della SDA Bocconi sul mercato immobiliare e sulle certificazioni green nasce dall’interesse di valutare gli eventuali benefici economici che possono derivare dall’applicazione di certificazioni di sostenibilità in edilizia e prenderne consapevolezza non facendo della sostenibilità solo una moda del momento ma un nuovo modo di progettare e realizzare. Lo studio ha visto il supporto tra gli altri di Green Building Council per cui le domande poste agli operatori del settore sono riferite al sistema di valutazione della sostenibilità LEED, sarebbe stato interessante porre ulteriori quesiti anche sul protocollo di sostenibilità ITACA che è di fatto il sistema di riferimento di diverse regioni.

La parte che si riporta di tale studio è costituita dall’indagine campionaria su circa 270 utenti, tra costruttori, progettisti, investitori, con circa 22 domande poste tramite mail siti web-survey.

Lo strumento dell’indagine è stato individuato come l’unico adeguato per indagare le percezioni degli operatori del settore visto che in Italia il mercato immobiliare è caratterizzato da un limitato numero di edifici sostenibili e da un ancor più limitato numero di transazioni.

 

 

Visto l’obiettivo dell’indagine si è provato anche a definire quale possa essere un premio di valore associato alla sostenibilità degli edifici, gli autori hanno individuato :

  • Maggiori canoni di locazione e prezzi di vendita
  • Minore deprezzamento dell’asset (c.d. brown discount)
  • Riduzione dei costi operativi
  • Riduzione del tasso di sfitto
  • Riduzione del rendimento richiesto dagli investitori
  • Incremento della produttività dei lavoratori

 

DOMANDA: Quale ritiene sia stato l’andamento della domanda di mercato (locazione e acquisto) per edifici ecosostenibili negli ultimi 5 anni?

 

DOMANDA: In quanto può essere quantificato, rispetto a un edificio “tradizionale”, il “premio di valore” (maggior prezzo di vendita percentuale) di un edificio sostenibile?

 

DOMANDA: In quanto può essere quantificato, rispetto a un edificio “tradizionale”, il “premio di valore” (maggior prezzo di vendita percentuale) di un edificio sostenibile?

 

DOMANDA: In quanto può essere quantificato il differenziale di costo da sostenere per costruire “green”, in percentuale, rispetto al costo da sostenere per un edificio “tradizionale”?

 

DOMANDA:Ritiene che la presenza di una certificazione (es. LEED), in aggiunta alle caratteristiche “green” dell’edificio, consenta di ottenere un ULTERIORE premio di valore sul mercato?

 

 

Le conclusioni di tale indagine portano di certo a confermarel’esistenza di premialità associate al green e la possibilità di spunti di ottimismo per il futuro legati proprio all’applicazione della sostenibilità, spunti che nascono anche dalla contingente crisi immobiliare in corso.
E’ più che mai attuale l’idea che Einstein  aveva della crisi : “Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

 La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare  per superarla.”

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