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Involuzione architettonica: l’attraversamento dei vuoti urbani come strategia di risignificazione

L’ambiente delle costruzioni sta attraversando un momento di difficoltà, oggi la possibilità di un cambiamento dipende da un deciso cambio di rotta, che vira verso un ritorno alla natura, una cultura di tutela della risorsa suolo e dei paesaggi

La rivoluzione architettonica porta a un ritorno alla natura e al rispetto del territorio

 

L’evoluzione della città nel suo insieme tenderà non più all’aumento della sua superficie, ma molto più probabilmente all’incremento della qualità della stessa, con la sostituzione di edifici datati, ampliamento delle zone verdi per il pubblico, riprogettazione dei percorsi e implementazione della tecnologia nell’edilizia.

 

L’occasione è quella di tentare una “Involuzione architettonica”: portare queste aree ad un più basso livello di impermeabilizzazione, ricreare un luogo rispettoso della natura e del suolo, cercare di dare alla città quegli spazi pubblici, di socialità che aumenterebbero il benessere e la vivibilità di una città ormai grigia e opaca.

Tutto ciò deve mettere in moto un nuovo spirito comune che punti ad una rivoluzione ideologica e conseguentemente politica, capace di cambiare l’inesorabile flusso attuale. La possibilità di cambiare esiste, sta solo alla nostra società convincersi dell’utilità del cambiamento e iniziare il nuovo viaggio verso il domani. 

Involuzione architettonica 

Il metodo e il progetto proposto hanno come scopo principale individuare una strategia d’azione per controllare e gestire le nuove dinamiche di crescita urbana, salvaguardando la risorsa suolo e valorizzando il bene comune di una città.

La metodologia è divisa in due fasi:

I tre sistemi: nella quale viene suddivisa la superficie del comune in analisi secondo diverse caratteristiche.

Involuzione architettonica: un approccio basato sulla missione di restituire quei terreni antropizzati e successivamente abbandonati, alla natura, intervenendo con elementi temporanei, tecnologici e reversibili.

 

Area ex poligono di tiro le brecce a Fano

L'area dell'ex poligono di tiro a segno nella periferia a sud di Fano

 

La superfice del territorio viene suddivisa in tre sistemi:

Sistema iperstatico: Il “back-ground” costruito della città, le infrastrutture e i segni stabili, fissi.

Sistema Isostatico: Lo spazio non costruito sotto forma si superfici naturali, semi-naturali o ad uso agricolo che si intersecano con l’ambiente antropico.

Sistema Labile: Identifica l’insieme di aree o singoli edifici che contengono all’interno una condizione di labilità. Tale labilità può essere di diversa natura storica, economica o sociale ed oggi può diventare una risorsa locale, ovvero una possibilità per rispondere alle esigenze della città senza utilizzare altro suolo libero.

Tutti gli spazi labili saranno affiancati da una “Scheda Tecnica di Catalogazione”. Uno strumento grafico che permette di informare riguardo a tutti i dati raccolti sullo spazio. Le schede saranno il punto di partenza da cui avviare i progetti di de-impermeabilizzazione, riqualificazione, risignificazione, recupero. Il metodo sarà inoltre in grado di fornire un database on line in continuo aggiornamento degli spazi labili individuati. Inoltre con le nuove tecnologie di monitoraggio satellitare si potrà avere un quadro d’insieme dello stato del consumo di suolo in tempo reale che transcalarmente partirà dal territorio regionale fino ad arrivare all’individuazione puntuale.

 

Una tipologia di intervento che può essere applicata a queste aree labili catalogate è l’Involuzione architettonica. Il termine involuzione, può apparire un’accezione negativa, indicando un ritorno ad una fase precedente. Prendere in esame un vuoto antropizzato e riportarlo al livello precedente di permeabilità, di rispetto per il bene comune suolo, creando un’architettura che abbia attenzione per il paesaggio e l’ambiente in cui si trova, utilizzando tecniche reversibili, temporanee e materiali che siano compatibili e riutilizzabili. L’intervento deve essere in grado di portare alla città un beneficio pubblico, deve conferire una risignificazione all’area in fase di cambiamento, migliorando la qualità e il benessere di tutto ciò che in essa insiste e che attorno ad essa si sviluppa.  

Caso studio di progetto 

Prendendo il caso studio del comune di Fano, l’area di progetto si inserisce nel contesto urbano della zona di Sassonia Sud, nella fascia territoriale fra la linea ferroviaria e la linea di costa. La superficie che viene interessata dal progetto di involuzione architettonica è individuata urbanisticamente da due aree dominate:

Area Ex Poligono di Tiro Militare “Le Brecce”

Area Ex pista dei Go Kart


Caso Studio di riqualificazione nel comune di Fano 

 

Questa zona racchiude quindi due spazi che sono stati catalogati nel “Sistema Urbano Labile”. La labilità della zona è data dal fatto che attualmente si trova in uno stato di abbandono e degrado, nonostante il grandissimo potenziale che racchiude. Si tratta infatti di un luogo costiero libero e attrezzabile come spazio pubblico per la cittadinanza e per il turismo. L’occasione è anche interessante per provare a progettare un parco pubblico con diverse funzioni ed elementi di alta tecnologia per una completa interconnessione degli elementi con i cittadini. Fano, conosce e ricorda questo spazio, simbolo in passato di due caratteri che contraddistinguono la città:

- Luogo di leva militare

- Cultura dello sport

Nonostante oggi sia in uno stato di abbandono i cittadini continuano a frequentare la zona, sia per andare al mare sia per fare una passeggiata; questo sta a sottolineare il grande potenziale inespresso.
L’idea che sta alla base del progetto è riportare idealmente l’area ad uno stato precedente e proporre un progetto che sia rispettoso dell’ambiente in cui si inserisce.

 

Quindi i principi cardine saranno:

  • Consumo di suolo zero
  • Temporaneità delle strutture
  • Reversibilità
  • Utilizzo materiali di riuso
  • Funzioni pubbliche
  • Virtualità
  • Permeabilità
  • Tecnologia
  • Connettività

Questo anche nell’ottica che sotto il profilo urbano diventi il nuovo e pulsante nodo che riqualifichi parte del lungomare della città di Fano, connettendosi alla passeggiata pedonale nel tratto nord del litorale e definendo nuove connessioni leggere in direzione sud sulla costa. 

 

La pista di Fano prima dell'allungamento del 1985

La pista di Fano prima dell'allungamento del 1985

Stato attuale

L’ex poligono militare di tiro denominato le “Le Brecce”.

Il Poligono di tiro, nasce in quest’area nella seconda metà dell’800 per poi raggiungere la forma attuale verso il 1940. Essendo stato costruito dal Ministero della Guerra, ha una forma e un’organizzazione standard, secondo le indicazioni fornite da tale organo. La configurazione è pianeggiante in direzione Ovest-Est, con una dimensione del campo di 300m di lunghezza e 30 m di larghezza. Sono presenti un edificio per il rimessaggio delle armi, un’area di smistamento, una quinta principale con 5 postazioni di tiro, 2 quinte secondarie e una montagnola in terra con funzione di fermapalle. Tutta l’area compresa la direzione di tiro è posta sotto vincolo storico militare dalla soprintendenza. L’area ha subito negli anni il fenomeno dell’erosione che ha più che dimezzato la montagnola in terra. Non solo, tutti gli elementi sono danneggiati dalla mancata manutenzione e dai forti venti di bora che spirano durante il periodo invernale.

L’ex pista dei Go-Kart

Chiamata “La Pista del Mare”, nasce a cavallo tra gli anni ‘59-’60 e diventa subito uno dei circuiti più belli e famosi d’Italia. Il debutto è datato 16 luglio 1961, 56 anni fa. Il tracciato inizia ad inserirsi all’interno della rete nazionale, acquistando importanza con diverse tappe del campionato e raggiunge l’apice nel 31 agosto 1974 quando viene scelto come tappa del campionato europeo. A seguito delle continue lamentele da parte dei cittadini, a causa del rumore e dell’inquinamento, la pista viene chiusa definitivamente nell’aprile 2009.  

Il progetto attraverso l’involuzione architettonica

La conoscenza storica e morfologica complessa dell’area di progetto, viene semplificata dal processo di involuzione architettonica che si sviluppa in quattro passaggi.

La definizione dell’area d’intervento

Partendo dall’unione delle aree dell’ex poligono e della ex pista, si osserva come queste si relazionino con l’intorno. In questo caso, sono presenti delle strisce di verde che si posizionano tra l’abitato e la linea di costa che possono incrementare l’area progettuale, in quanto al momento inutilizzate, ma aventi un grande potenziale. Quindi lo spazio considerato diviene la fascia costiera composta dal poligono, dalla pista dei go kart e dalla striscia di verde verso sud fino alle stazioni balneari. Si deduce però che questo spazio è direttamente dipendente dallo specchio d’acqua con cui confina e che quindi le due entità non possono essere separate. L’idea è ancora più rafforzata dal fatto che con la costruzione delle barriere a mare si crea una superficie d’acqua racchiusa tra le scogliere e la linea di costa che effettivamente diventa uno spazio ben definito. Dall’analisi si evidenzia come la passeggiata ciclo-pedonale cittadina si interrompa all’inizio di viale lungomare, per questo l’area progettuale si espanderà anche per tutta la linea stradale fino a riconnettersi con il percorso già esistente. Questo creerà una continuità di percorsi sia parallelo alla costa che perpendicolare verso il centro storico.


I tracciati

Una volta definiti i confini di progetto, si individuano quali siano le direttrici principali che caratterizzano e segnano in maniera importante lo spazio progettuale. I tracciati più importanti evidenziati non solo circondano l’area, ma sono anche all’interno. Vengono quindi evidenziati, a partire da Nord-Ovest, il tracciato di viale Ruggeri (strada lungomare) che viene prolungato fino a penetrare all’interno dell’area progettuale, la linea di traiettoria del poligono di tiro, il prolungamento del percorso del cavalcavia e una linea perpendicolare alla scogliera che arriva a terra, la quale mette in relazione mare e terra.

 

Influenza di progetto

Una volta individuata la griglia fisica si aggiunge un nuovo livello basato sulle influenze di progetto. Queste devono essere preservate per non disarcionare e separare l’idea progettuale dal contesto ed evitando quindi di proporre un progetto avulso e freddo, senza legami solidi con le radici presenti sul posto. I soggetti principali che influenzano il progetto sono: l’ex poligono di tiro e l’ex pista dei go-kart. Per il primo, la particolarità che lo contraddistingue è la linearità nelle forme che lo compongono, nella rigidezza che è intrinseca, nella staticità e nell’obbligo. Invece la ex pista dei go-kart è raccontata dalla forma del circuito, piena di curve, sinuosa, dinamica; esattamente il contrario del poligono. Sono quindi due anime opposte che convivono nello stesso spazio. Un’interessante situazione che convive da anni, e che non può essere sottovalutata, diventando un’immagine da cui partire.

 

Il concept

Tutte queste informazioni vanno a completare un quadro chiaro che esprime lo spirito del luogo: La staticità del poligono, contrapposta alla dinamicità del circuito della pista. Da questo immagine si arriva al concept: il CONTRAPPUNTO: un gesto lineare importante assume più valore se interagisce con la presenza di un contrappunto che nel caso nostro sarebbe la linea curva. Il progetto quindi sarà impostato su una serie di percorsi lineari principali, i quali incroceranno lungo il percorso delle aree curve, chiamati Blob, i quali saranno i contenitori delle funzioni del nuovo parco tematico, a terra e a mare che si verrà a definire.

 

Area da riqualificare nel comune di fano tra ex poligono ed ex pista go Kart 

Da questo concept si chiarisce come l’elemento lineare ha il compito di rappresentare l’attraversamento e il collegamento tra aree, invece la linea curva è l’elemento che racchiudendo le funzioni conferisce all’area un nuovo significato. Il progetto prevedrà quindi una distribuzione degli spazi funzionali attraverso diversi percorsi tra loro connessi, con la montagnola che diventa la cerniera principale. La funzione principale del progetto sarà quella di parco pubblico per la cittadinanza per i turisti e bagnanti. Questo ospiterà tante funzioni che permetteranno all’ambiente di essere frequentato e vivo. L’idea riconsegnerà importanza alla zona che riprenderà ad essere un luogo simbolo della città. 

 

Il ruolo del percorso e la pineta

Il percorso non solo ha come ruolo la risignificazione di tutta l’area progettuale, ma rappresenta anche un elemento che ideologicamente separa la zona dei bagnanti verso mare, rispetto alla zona dei servizi verso monte. La prima è una spiaggia ghiaiosa per i bagnanti, e la seconda diventa un bosco marino nel quale sorgeranno vari servizi, ma in particolare garantirà all’interno dell’area progettuale una zona ombreggiata dove poter riposare e ripararsi dal sole. 

 

Il rapporto con il territorio

Il progetto, porta con se gli elementi di riqualificazione dell’area individuata, e del sistema urbano in cui esso s’inserisce. In termini di ridefinizione di connessione di percorsi per uno sviluppo e vivibilità dell’imminente intorno in una connessione continua con la città. Per una visone organica di questa un’area con i più vicini insediamenti e viabilità ad oggi frammentati, al fine di diventare elemento stimolo di riqualificazione e sviluppo di un più complesso sistema.

 

In qualità di parco pubblico sarà ponte della rete ciclo-pedonale della città, infatti presso il lungomare si riallaccerà alla passeggiata della zona di Sassonia già esistente più a nord, e punto di partenza per un nuovo tratto di linea ciclo-pedonale che andrà a completare il tratto mancante che collegherà Fano alla vicina Marotta, a sud, in modo da avere una viabilità ciclo-pedonale continua da Pesaro a Senigallia.

 

La vicina linea ferroviaria che si pone come limite fra la zona costiera, il centro urbano, l’area di progetto e la vicina zona residenziale. Sarà risolta da un sottopasso ciclo-pedonale che arriva direttamente all’interno del parco e che lavorerà in sinergia con un parcheggio per automobili.  

 

Soluzioni urbane che porteranno benefici all’area d’intervento, diventando opportunità per incrementare la qualità dei servizi della città stessa e la valorizzazione del sistema residenze e delle attività commerciali presenti nel sistema microurbano preso in considerazione; ma soprattutto lo sviluppo collaterale di un insieme di azioni economiche che porteranno investimenti e lavoro.

 

La zona da riqualificare nel comune di Fano, dall'ex poligono all'ex pista di go kart 

 

Le funzioni

 

 

Blob di servizi e sport. Nel momento in cui il percorso incrocia il blob, il primo appartenendo ad un livello gerarchico superiore, attraversa il secondo sottraendone una parte e dividendolo in due spazi.

 

Successivamente il perimetro del blob, a contatto con il percorso, invade questo e si richiude su sé stesso a ricciolo. Questo movimento porta alla definizione di diversi spazi all’interno di ogni blob.

 

 

All’interno di questi nuovi spazi sorgeranno i volumi che accoglieranno al loro interno le funzioni.  Il perimetro dei blob è composto da una serie di pali in legno, fissati con un passo costante di 50cm, in successione che variano in altezza.

 

Il motivo di tale scelta è la curiosità che innesca una sequenza di elementi che permette solo di intravedere e scoprire solo una volta entrati nell’ambiente la vera funzione che contiene.

 

I volumi avranno una struttura portante in acciaio in modo da essere completamente smontabili e riutilizzabili in un futuro; mentre il rivestimento sarà in materiale platico (ETFE). Nell’intercapedine tra la struttura e il rivestimento saranno installate delle luci che permetteranno la sera ad ogni fabbricato di diventare un elemento luminoso. Nel caso dello spazio dei servizi e dello sport questa idea progettuale, i materiali e gli spazi sono ben chiari.

 

Il blob contiene al suo interno, nella parte verso monte un bar e degli spogliatoi per i vicini capi sportivi, mentre nella parte verso mare i servizi per i bagnanti.

 

Riqualificazione a fano area ex Poligono e ex go kart

 

 

Riqualificazione a Fano area ex Poligono ed ex Go Kart

 

Blob free climbing. Nell’area del poligono di tiro si installeranno delle pareti per il free climbing sportivo, che giocheranno in contrapposizione ai muri della struttura militare. Inoltre saranno posizionati lungo la traiettoria di tiro vari punti di esposizione che racconteranno la vita militare della città.

 

Riqualificazione area ex poligono a Fano con inserimento area free clambing 

 

Blob area fitness

Il tracciato della ex pista dei go-kart sarà reso completamente permeabile e il bosco marino garantirà ombra su tutto il percorso. L’intero ambiente diventerà una palestra all’aperto con varie stazioni di allenamento e vari programmi per i diversi lavori fisici. Inoltre ci saranno punti dove rinfrescarsi e aree per il relax e anche stazioni di ricarica per apparecchi elettronici.

 

Riqualificazione area go kart a Fano con inserimento area fitness

 

 

 

Blob teatro all’aperto

Il teatro all’aperto è la struttura più complessa del parco. La forma deriva da un’ellisse che viene prima diviso in due parti e poi tagliato con due piani inclinati. Questa forma viene da una parte completamente svuotata, dalla quale si ricaverà la platea, l’altra parte viene invece scavata in modo da ricavarne delle gradinate dove sorgerà la tribuna. La forma non è simmetrica per cercare di dare dinamicità e sfruttare il palco in maniera non convenzionale. Questa non simmetricità e la separazione tra i due elementi viene superata con l’inserimento di una parete in metallo rossa che unisce i due blocchi, creando un’unica forma. La struttura in acciaio si sorregge su una fitta maglia di pali, sempre in acciaio, trattati con una finitura bianca. La forma curva del teatro è in realtà un rivestimento microforato che di notte può illuminarsi sprigionando una serie di fili di luce. Le sedute, dovendo rimanere completamente all’esterno sono realizzate in plastica rossa trasparente ed hanno ognuna una luce interna che si spegne solo per l’inizio dello spettacolo.

 

pianta teatro all'aperto realizzato a fano nell'ex area go kart

 

 

Render teatro realizzato a fano nell'area ex go kart

 

 

Blob amaca sul mare

Questo blob prende ispirazione dalle reti che connettono le due parti di un catamarano. L’idea è quella di creare uno spazio sospeso sopra l’acqua per poter guardare il mare dall’alto e potersi sdraiare e prendere il sole come se si fosse su un’amaca. All’interno di questa sono presenti anche delle isole circolari in vetroresina che hanno sia la funzione di scaricare parte della tensione a cui è sottoposta la rete, ma anche per realizzare dei punti di seduta. Dall’amaca il percorso poi continua fino a dopo la scogliera dove si potrà scegliere tra una discesa a mare dolce o un trampolino per tuffi.

 

l'amaca sul mare, uno spazio sospeso per il relax a Fano 

 

Montagnola

La montagnola, ovvero il vecchio fermapalle del poligono è tra gli elementi posti sotto vincolo dalla soprintendenza. Proprio per questa condizione inequivocabile, il suo aspetto non può essere variato, quindi viene ricavato uno spazio internamente, che sarà perciò completamente buio. Questo elemento è pensato come un oggetto tecnologico avanzato e sfruttando la non presenza di luce naturale diventa un luogo per proiezioni olografiche in 3D, realtà virtuale e cinema sensoriale. Può essere anche utile per l’informazione sugli eventi nel parco oppure per tenere delle lezioni multimediali per le scuole. L’obiettivo è creare un punto centrale non convenzionale che dia diversità ad un progetto omogeneo.

 

la riqualificazione del vecchio fermapalle all'ex poligono di Fano 

Service

La possibilità di progettare uno spazio dotandolo di nuove tecnologie e i nuovi device per rendere tutto il sistema interconnesso e sempre in continuo aggiornamento è sicuramente una scommessa più che valida per il futuro. Attraverso un accesso totale al web mediante la rete Wi-Fi, postazioni informative digitali sulle attività del parco, aree per esperienze virtuali, la struttura architettonica si arricchisce di un’ulteriore caratteristica in modo da renderla dinamica e più fruibile da parte della persona.

 

Conclusioni

Il metodo d’Involuzione Architettonica potrà essere una opportunità che permette di fronteggiare le esigenze attuali di riqualificazione dell’esistente, alla ricerca dell’incremento di qualità architettonica di interventi edilizi e la riqualificazione di quartieri ed ampie realtà urbane, restituendo loro identità. Il nuovo obiettivo è quello di cercare l’occasione non più nel suolo vuoto ai confini della città, ma analizzare il territorio già “consumato”, per attivare un processo rigenerativo di quelle aree, utilizzando un nuovo approccio. L’obiettivo diventa quindi trovare una nuova metodologia di lavoro che parta dal monitoraggio satellitare del consumo di suolo in continuo aggiornamento fino ad arrivare al progetto particolare, cercando di seguire delle linee guida fondamentali da applicare nella progettazione di tutti gli spazi labili:

-  Uso del suolo “innovativo”

-  Integrazione del sistema costruito e del sistema degli ambiti di paesaggio

-  Proposta di nuovi modelli di residenza, lavoro e spazi della collettività e dello sport

-  Up-grade sociale e sensibilizzazione sul tema del consumo di suolo

-  Utilizzo della tecnologia in modo intuitivo e adattante

 

L’auspicio è che dopo un lungo periodo di benessere prodotto dall’investimento nel mattone, in questo momento di difficoltà, i tempi sono maturi per nuove idee di gestione dello spazio urbano. Gli spazi labili saranno l’occasione per riconsegnare alla popolazione i luoghi del futuro mediante un’azione decostruzione. 

 

Approfondimento realizzato in collaborazione con Architettura>Energia, centro ricerche del Dipartimento Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

Riferimenti tesi di laurea

Laureando: Dott. Ing. Arch. Francesco Menghini

Anno accademico: 2016/2017

Relatore: Prof. Paolo Bonvini

Correlatori: Prof. Antonello Alici e Prof. Valentina Radi

Tesi di laurea elaborata presso l’Università Politecnica delle Marche.

La sezione di selezione aree della città di Fano (PU) e schedatura delle stesse è un percorso condiviso con il laureando Mirco Santi.

 

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