IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Approfondimenti > L’efficienza energetica del laterizio

L’efficienza energetica del laterizio

Realizzato in collaborazione con:
Logo ANDIL

ANDIL ha sviluppato il concept NZEB di un edificio di housing sociale in laterizio, sostenibile e confortevole

Per ridurre significativamente e ‘realmente’ i consumi in edilizia, oltre a quelli imputabili al riscaldamento, è fondamentale contenere anche quelli estivi, finora sottostimati. La spinta all’isolamento eccessivo sul modello dei Paesi del nord Europa, infatti, comporta nel contesto mediterraneo condizioni di insalubrità, di disagio e un discomfort termico che l’utente, troppo spesso, contrasta con l’ausilio di energivori impianti di climatizzazione.
Inoltre, considerando l’analisi costi-benefici per valutazioni di tipo energetico, introdotta dalla EPBD recast, le soluzioni con bassissime trasmittanze si caratterizzano per costi di investimenti più elevati in fase di costruzione, non compensati dalla riduzione dei costi energetici di gestione.
A titolo di esempio, un articolo, apparso qualche tempo fa su una rivista tecnica italiana, faceva riferimento alle case del Regno Unito particolarmente surriscaldate a causa dell’eccessivo isolamento. Secondo il Dipartimento di Ingegneria Civile e Costruzioni della Loughborough University (GB), sulla base di una ricerca sul fenomeno dell’eccessivo isolamento: “il surriscaldamento viene spesso trascurato nelle abitazioni e ci si preoccupa solo
di rendere ermetica o isolata la propria casa per il freddo invernale. Questo perché le persone pensano più che altro a risparmiare sulla bolletta energetica invernale, trascurando del tutto la stagione estiva“.
In Gran Bretagna le ristrutturazioni edilizie, agevolate dagli incentivi per l'efficienza energetica, si sono concentrate sulla riduzione del consumo di energia e delle emissioni di CO2 durante la stagione invernale. Tuttavia, sono sempre più frequenti - anche in quella parte di Europa - le cosiddette "ondate di calore" estive, ma la maggior parte delle pianificazioni di retrofit energetiche elaborate dai progettisti sembrano non tenerne conto. La rilevanza che la problematica sta avendo sui media inglesi è legata al grande successo degli edifici isolati grazie ai programmi incentivanti del Governo: si parla di milioni di abitazioni.

In Italia, l'isolamento dell'involucro è un intervento che è stato poco sfruttato in seno alla detrazione del 55%. Tuttavia, il rischio di seguire le mode dell'eccesso di isolamento c'è, e con il nostro clima mediterraneo sarebbe un grossissimo errore poichè il discomfort si comincia ad avvertire già nelle mezze stagioni.
È l’ennesima conferma dei problemi derivati dal “superisolamento” e del troppo spesso sottovalutato valore della massa, ovvero dell’inerzia termica, ovvero della capacità di accumulo e regolazione igro-termica (comfort ottimale per gli utenti) delle murature massive, parametri che sono valorizzati più che dalle norme cogenti da quelle volontarie, quale, ad es., il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici.
Nella fase attuale, in rapida evoluzione, del quadro normativo, alla luce della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia, si evidenzia il rischio che normative parziali o distorte impediscano una corretta progettazione che tenga conto del clima e dell’architettura nel Mediterraneo.
L’obiettivo, proposto dalla Direttiva, di una forte riduzione dei consumi energetici è oggi quanto mai importante, per le famiglie, sempre più in difficoltà economiche, e per la collettività. Una diminuzione dei costi di gestione energetica del patrimonio edilizio pubblico, quale quella richiesta dall’applicazione della Direttiva a partire dal 2013, potrebbe essere un valido contributo alla riduzione del debito pubblico, attraverso il miglioramento delle prestazioni, piuttosto che con le dismissioni immobiliari. Ricerche documentate attestano che i metodi di calcolo della prestazione energetica degli edifici attualmente in uso non riescono a cogliere adeguatamente il contributo dell’inerzia termica dell’involucro edilizio che incide sulle condizioni di comfort, in particolare in periodo estivo, con conseguenze sui consumi energetici reali, in modo rilevante soprattutto negli edifici pubblici.
Le norme Uni TS 11300, adottate per la certificazione energetica degli edifici, possono in alcuni casi non cogliere pienamente alcune peculiarità del comportamento termo-fisico dell’edificio e in particolare alcuni aspetti inerziali dello stesso. Questi metodi possono tuttavia essere facilmente integrati da una semplice valutazione delle temperature operative interne in fase estiva, che permette di cogliere il reale comportamento della struttura in
termini di comfort.

Lo standard Passivhaus, nato per i climi freddi, dev’essere dunque opportunamente adattato ai climi caldi dei Paesi mediterranei, per i quali le esigenze del raffrescamento estivo prevalgono su quelle del riscaldamento invernale. Questo nuovo standard, per garantire non solo bassi consumi energetici, ma anche un adeguato comfort ambientale, è opportuno che attinga alle soluzioni dell’architettura vernacolare, quali l’impiego di murature massive, la limitazione e la schermatura delle aperture e la ventilazione naturale.
Su questi aspetti, ANDIL ha sviluppato varie attività di ricerca, con il supporto scientifico delle principali Università italiane, che hanno poi trovato espressione in casi esemplificativi. In particolare, nel Salone dell’Edilizia SAIE 2013 è stato presentato da ANDIL e  Confindustria Ceramica: il concept NZEB di un edificio di housing sociale in laterizio. Fornendo così indicazioni puntuali dal punto di vista della progettazione ed esempi reali, certificati e tangibili delle prestazioni delle soluzioni costruttive in laterizio, conformemente alle indicazioni della direttiva EPBD2.
Sono stati eseguiti alcuni interventi progettuali migliorativi della “qualità energetica” dell’edificio che hanno portato il consumo invernale dell’edificio da oltre 70 kWh/m2a a valori compresi tra 32‐40 kWh/m2a, utilizzando 24 nuove ed altamente performanti stratigrafie d’involucro. Tale consumo viene annullato utilizzando sia la ventilazione meccanica controllata che le fonti rinnovabili (coperture laterizie fotovoltaiche, geotermico, ecc.), secondo diversi scenari.

 

Quadro schematico degli interventi di miglioramento energetico dell’edificio di social housing analizzato dal progetto Casa NZEB in laterizio, antisismica, sostenibile e comfortevole. 

 

Variazione dei costi energetici globali rispetto alla superficie utile dell’edificio, in rapporto alla parete conforme al D.Lgs. 311/ 06

 

Il conseguente restyling dell’attuale normativa in materia energetica, con la “rivoluzione” dell’edificio di riferimento, potrà creare finalmente le condizioni per affrontare il tema dell’efficienza energetica in edilizia nella sua complessità, dando il giusto rilievo anche alla questione “estiva”, che rappresenta, in alcuni casi, la componente prioritaria Com’è stato detto, un altro aspetto da considerare ai sensi della EPBD2, è l’analisi costi‐benefici associata alle valutazioni di tipo energetico: non necessariamente la soluzione a minore trasmittanza è quella più conveniente; soluzioni a bassissima “U” si caratterizzano normalmente per costi di investimento più elevati in costruzione, non compensati dalla riduzione dei costi di gestione (consumi energetici). Con lo spostamento verso soluzioni a minore trasmittanza, si generano costi energetici maggiori, rispetto ad un edificio realizzato tenendo a riferimento il D.Lgs. 311/06, del 5-15%. La parete leggera, posta come elemento di raffronto dà luogo ad aumenti di quasi il 25%. È importante osservare anche che appaiono del tutto equivalente all’analisi costi benefici anche soluzioni che distano tra loro più del 30% in termini di trasmittanza.


La durabilità del laterizio è la chiave della sua sostenibilità

Le stratigrafie e le soluzioni costruttive della casa NZEB in laterizio sono state analizzate con il software LATERLIFE (messo a punto dall’Università di Firenze e disponibile gratuitamente su www.laterizio.it) che, sulla base della banca dati LCA dei laterizi, consente la valutazione delle caratteristiche prestazionali ambientali di sistemi costruttivi in laterizio, secondo la metodologia Life Cycle Assessment.
Inoltre il concept della casa NZEB in laterizio, intesa come modellazione di edifici con caratteristiche antisismiche, sostenibili, confortevoli ed a consumo zero ha ricevuto il riconoscimento 'Make it sustainable', lo schema di certificazione sviluppato secondo protocolli internazionali da ICMQ (Organismo di certificazione che opera nel settore dei prodotti e dei servizi delle costruzioni e dell'edilizia).

 

Hopkins Architects, University of East London: Stratford Library , London (GB), 2013. L' edificio è stato progettato per raggiungere un obiettivo di valutazione ambientale BREEAM di 'Excellent', in funzione dell' obiettivo del Piano di Londra di una riduzione del 20 % delle emissioni di C02

 

Scarica l'approfondimento Andil "La casa NZEB in laterizio, antisismica, sostenibile e confortevole"

Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici

Commenta questo approfondimento

Altri approfondimenti realizzati in collaborazione con ANDIL