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Le case del futuro: edifici a energia quasi zero

L’edilizia del futuro ha un nome ed è quello di nearly zero energy building, ossia edifici a energia quasi zero

A cura di: Fabiana Valentini

 

I nearly zero energy building sono edifici realizzati con criteri all’avanguardia: fonti rinnovabili, isolanti, in grado di produrre da sé l’energia utile al proprio funzionamento diminuendo così l’impatto sull’ambiente.

 

La direttiva dell’Unione Europea: verso degli edifici eco sostenibili

Il concetto di edifici a energia quasi zero è stato disciplinato dall’Unione Europea con l’art. 9 della direttiva 2010/31/UE ossia la EPBD (Energy Performing Building Directive). Realizzare degli edifici che siano il più possibile eco compatibili e che rispettino l’ambiente è diventato un monito e una responsabilità per gli Stati membri dell’UE: il settore dell’edilizia è infatti quello che detiene la fetta più grande per quanto riguarda il consumo energetico, secondo solo al settore dei trasporti (fonte dei dati: DG Energy, 2012).

 

 Il grafico mostra il consumo energetico nell’Unione Europea

 

Dallo studio condotto si evince un dato molto chiaro: è necessario attuare delle misure molto precise sia per ridurre i consumi che per diminuire la dipendenza da fonti energetiche importate al fine di limitare i danni provenienti dalle emissioni di gas nocivi.



Per l’Unione Europea il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente sono diventati un punto focale di azione, tanto che la direttiva emanata riporta chiaramente che ogni Stato membro dell’UE dovrà dunque assicurare che i nuovi edifici, entro il 31 dicembre del 2020, siano conformi allo standard di edificio a energia quasi zero.

L’edilizia ecologica ha fatto dei notevoli passi avanti verso un futuro più green definendo il concetto di nZEB: questi edifici sono definiti a energia quasi zero poiché riescono a bilanciare l’energia consumata e quella che viene prodotta.
Altri elementi riportati nella Direttiva UE sono inerenti alla definizione dei requisiti minimi per il rendimento energetico e in ottica dell’ottimizzazione dei costi. Punto importante toccato da queste norme riguarda la certificazione energetica da dover presentare sui nuovi edifici: sarà dunque obbligatorio esporla, come per le ristrutturazioni, la vendita o della locazione di un edificio.

 

Un esempio di struttura di edificio ad energia quasi zero nZEB

 

Va specificato che non esistono dei parametri univoci europei per definire i criteri energetici relativi agli edifici a energia quasi zero: sono dunque gli Stati e le loro commissioni a definire realtà per realtà gli standard da seguire in materia di edilizia sostenibile.


Fintanto che non verrà adottata una norma comune possiamo intanto stabilire che la visione europea vuole che gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno attenersi al concetto di edificio a energia quasi zero entro il 31 dicembre 2020, mentre le residenze private entro il 2021.

Le certificazioni Europee in materia di edilizia a basso consumo energetico

Con la Direttiva Europea in merito agli edifici eco sostenibili è importante fare un focus quali siano le metodologie di certificazione più utilizzate in Europa.

Con Green Building si parla di un programma della Commissione Europea rivolto agli edifici commerciali per aiutarli nell’estensione di politiche di efficienza energetica nei loro edifici. Mentre la tipologia di valutazione ambientale e di certificazione più diffusa è denominata BREEAM, i cui parametri per la valutazione di un edificio sono diventati ormai delle pietre miliari da tener presente.

Infine citiamo Leed, ossia la Leadership nella Progettazione Ambientale sviluppato nel 1998 dal Green Building Council e focalizzato sulla tutela delle risorse eco-compatibili.

Cosa s’intende per edifici a energia quasi zero

Anche se ogni Paese tende ad adottare una linea di gestione differente in merito ai parametri che definiscono il consumo energetico di un edificio, proviamo da fornire una definizione comune per quanto riguarda gli edifici nZEB.

Un edificio a energia quasi zero, come dice il nome stesso, è un edificio il cui consumo energetico proviene in maniera significativa da fonti di energia rinnovabile, consentendo di ridurre al massimo l’impatto nocivo sull’ambiente.
Questo è il futuro che si prospetta per il panorama abitativo; case a energia quasi nulla che riescono a produrre quasi tutta l’energia da sé.

La Direttiva Europea, come specificato in precedenza, non è particolarmente esaustiva in merito alla corretta definizione di un’abitazione nZEB, ma grazie agli esempi delle certificazioni di PassivHaus e di CasaClima è possibile farsi un’idea dei consumi (davvero molto bassi) prodotti da queste case.

Per la PassivHaus si parla di un fabbisogno energetico annuale per il riscaldamento davvero impressionante: parliamo di 15Kwh al metro quadro. Consumi ancora più bassi per CasaClima, ossia 10Kwh/ mqa.
Il risparmio energetico, se messo a confronto con gli edifici medi, è molto alto: basti pensare che un’abitazione costruita negli anni '90 consuma tra gli 80 e i 120 Kwh/mqa.

 

Un esempio di struttura interna di una casa passiva: tutti gli elementi naturali concorrono al suo fabbisogno

Come si realizza un edificio a energia quasi zero

Ma quali sono gli accorgimenti da dover tenere presenti per realizzare un’abitazione che rispetti i dettami della nZEB e che soddisfi i criteri di comfort climatico e abitativo?

La casa “PassivHause” ha alla base un concetto all’apparenza complesso: deve produrre e conservare energia. La scelta più economica da fare in questo senso è quella di ottimizzare gli isolamenti, riducendo la dispersione di calore. In pratica il comfort termico di questi edifici viene garantito da sistemi di riscaldamento “non tradizionali”, dove viene sfruttato l’irraggiamento dei raggi solari e il calore generato all’interno della struttura.

La prima regola da tener presente è quella di considerare la captazione termica dell’edificio: sarà dunque fondamentale studiare il luogo in cui verrà costruita la casa al fine di sfruttare al meglio i raggi solari specie nel periodo invernale.

Andrà anche valutata la protezione dal sole, sfruttando adeguatamente la vegetazione presente nella location.

La casa ad energia quasi zero deve considerare le stagioni: in inverno dovrà sfruttare al massimo il calore del sole, massimizzare l’accumulo e garantire l’isolamento termico. Per assicurare un clima fresco in estate occorre schermare bene l’edificio, studiare la tecnica di isolamento termico più performante e i sistemi di ombreggiamento.

Esempi di case nZEB, dove il comfort e il rispetto per l’ambiente diventano una cosa sola

Come vivranno gli uomini del futuro? Nelle abitazioni in grado di provvedere da sé alla produzione di energia, per un vantaggio sia economico sia ambientale. Questi capolavori edilizi sono disseminati nel mondo; vediamo alcuni dei più spettacolari edifici a energia quasi zero.

 

Il nuovo campus della Bocconi a Milano, tra innovazione e sostenibilità

 

Il nostro viaggio inizia in Italia, dove uno studio di architettura giapponese ha realizzato il progetto del nuovo Campus dell’Università Bocconi a Milano. Il progetto, che terminerà nel 2019, è un vero e proprio gioiello in termini di edilizia eco sostenibile: si tratta infatti di una struttura con sistemi di ventilazione e sistemi di illuminazione studiati per sfruttare al massimo i raggi solari, inserimento di pannelli fotovoltaici e un sistema di sfruttamento dell’acqua piovana.

 

Non solo “green”, ma anche esteticamente molto interessante: il Campus della Bocconi sarà progettato per sfruttare la sua multifunzionalità, essendo dotato di centro sportivo, piscine e dimore per gli studenti.

 

A Londra troviamo il progetto BedZED: ossia un edificio che si trova a Hackbrig (Sutton) e si caratterizza perché è completamente ecosostenibile. L’idea e il progetto sono stati curati dall’architetto Bill Dunster che ha realizzato questa struttura dotata di 82 abitazioni e 777 mq di pannelli solari.

 

Il progetto tedesco della Heliotrope, progettato dall’architetto RolfDisch, rispecchia tutti i canoni di un’abitazione nZEB. Nel periodo estivo l’edificio letteralmente “ruota” per schermare il fronte dai raggi solari, mentre in inverno sfrutta al massimo l’orientamento solare.  L’acqua calda è garantita dai pannelli solari: in questo modo la casa tedesca non spreca energia e concorre al suo stesso sostentamento energetico.

 

Sfrutta tutte le energie alternative: la casa passiva di Edmonton in Canada

 

I canadesi hanno degli interessanti esempi di casa ecosostenibile. Parliamo della casa di Edmonton, ovvero una casa passiva di oltre 220 mq che ottiene il riscaldamento sfruttando le fonti di energia alternativa. L’architetto ShafraazKaba è l’ideatore e l’abitante di questo singolare edificio, il quale riesce a sfruttare persino il calore proveniente dal terreno grazie ai pavimenti realizzati in cemento.

 

Il quartier generale del “futuro”: il Greenstone Building

 

4 piani ricoperti da celle fotovoltaiche: questo è il Greenstone Building sede di 16 agenzie federali governative. L’architettura dell’edificio è davvero particolare e studiata per ottenere la massima resa dalle fonti di energia rinnovabili. Sul tetto è presente infatti un giardino che raccoglie acqua piovana, mentre il costo dell’energia elettrica viene abbattuto grazie alla facciata in vetro che lascia filtrare la luce.

 

Rendere il pianeta un posto migliore sembra essere possibile grazie agli sforzi in materia di edilizia eco sostenibile: ad attendere il nostro futuro ci saranno infatti sempre più edifici “green”.

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