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I rifugi eco-sostenibili: tra tecnologia e risparmio energetico

Hanno un design futuristico degno delle pi belle architetture, ma si trovano ad alta quota: scopriamo i tre rifugi di montagna costruiti secondo i principi della sostenibilit ambientale.

A cura di: Fabiana Valentini

Rifugio ecosostenibile Monte Rosa Hutte

 

Immaginate di fare trekking in alta montagna, scoprire il paesaggio e rilassarvi nel rifugio contemplando la natura. A questo scenario idilliaco aggiungiamo comfort ed eco-sostenibilità: sono molti i rifugi montani progettati da architetti in modo tale da coniugare efficienza e rispetto dell’ambiente.

Bivacco Giusto Gervasutti

Il Bivacco Giusto Gervasutti sul Monte Bianco

Un rifugio “futuristico” nel cuore del Monte Bianco: il Bivacco Gervasutti è una struttura che coniuga modernità ed eco-sostenibilità.

 

Il Bivacco Giusto Gervasutti, progetto LEAP (Living Ecological Alpine Pod) di Luca Gentilcore e Stefano Testa, presenta dimensioni ridotte rispetto al classico rifugio: si tratta di una struttura situata sullo splendido Monte Bianco nel comune di Cormayeur. Il Bivacco, posto su una roccia della montagna, offre ai visitatori una vista suggestiva e unica.

 

Il Bivacco, inaugurato il 2011, ha una struttura cilindrica e oblò circolari con un peso totale di appena 1980 kg per 30 mq2. Questa struttura super leggera nasce da un mix di competenze nautiche e aeronautiche ed è stato progettato per resistere maggiormente alle condizioni difficili dell’alta quota.

 

Dimenticate i rifugi montani, fatti di legno ed elementi rustici. Il Bivacco Giusto Gervasutti è una struttura hi-tech e moderna, dotata di comfort tecnologici, una vera rarità per questa tipologia di architetture.  Al suo interno gli ospiti possono trovare un sistema di autodiagnosi e di rilevamento dei dati ambientali, un punto di chiamata di soccorso e un computer connesso a internet via satellite.

 

Il Bivacco Giusto Gervasutti energeticamente autosufficiente grazie al fotovoltaico

Il rifugio di Cormayeur è autosufficiente energicamente grazie alle unità fotovoltaiche presenti.

 

La struttura è un esempio di tecnologia ed eco-sostenibilità perché a impatto ambientale ridotto grazie alla presenza di pannelli solari in grado di far funzionare l’illuminazione interna e gli apparecchi presenti. 

Monte Rosa Hutte 

Questo rifugio (img in apertura) è conosciuto con il nome di “cristallo di roccia”, merito della sua particolare struttura in lastre di alluminio: parliamo del Monte Rosa Hutte, un rifugio eco-sostenibile dotato di grande impatto visivo. Questa moderna struttura può ospitare fino a 120 persone che possono rilassarsi nel rifugio progettato dall’EPFZ (Ecole Polytechnique federale di Zurigo) in collaborazione con il Club Alpino Svizzero e l'Università di Lucerna. I 5 piani del Monte Rosa Hutte sono ancorati al terreno tramite fondamenta in acciaio; mentre l’involucro è stato realizzato in alluminio cosicché impatti visivamente il meno possibile, uniformandosi all’ambiente montano.

 

Il rifugio autosufficiente a livello energetico Monte Rosa Hutte

Il “cristallo di roccia” è autosufficiente dal punto di vista energetico: grazie a un sistema di pannelli solari e accumulatori energetici viene garantita elettricità per il funzionamento del rifugio.

 

Il Monte Rosa Hutte non è solamente un bell’edificio: ogni aspetto della struttura è stato progettato applicando la logica della sostenibilità ambientale. Punto chiave del Monte Rosa Hutte è l’autosufficienza energetica: il 90% dell’energia utilizzata da questo rifugio è prodotta mediante i pannelli solari e fotovoltaici presenta sulla copertura. Il rifugio non rimarrà mai senza elettricità grazie alla presenza di accumulatori che conservano l’energia e la mettono a disposizione in mancanza di luce.

 

Inoltre è presente un sistema di gestione delle acque reflue che sono impiegate per i servizi igienici: il funzionamento di questo complesso rifugio è garantito per opera di un sistema di regolazione integrato che gestisce le risorse in base alle condizioni climatiche.

Rifugio del Goûter 

È il nuovo punto di riferimento degli alpinisti: il rifugio del Goûter si trova sospeso a un’altitudine di 3853 metri di altezza e dà sull’incredibile paesaggio delle Alpi francesi. Un’occasione unica per poter godere dell’infinita bellezza delle Alpi.

 

Rifugio del Goûter ecosostenibile e dalla forma ovoidale

La particolare forma ovoidale del rifugio è stata ideata per resistere alle forti raffiche di vento.

 

Questa struttura dalle sembianze futuristiche è raggiungibile percorrendo la Via Normale Francese che porta al Monte Bianco e ha origine nel lontano 185. Il rifugio è cambiato molto dalla sua prima struttura in legno: la nuova versione, moderna e innovativa, è stata progettata da Hervé Dessimoz di Groupe-H, studio di architettura svizzero.

 

Scopriamo ora nel dettaglio le caratteristiche della struttura. Il rifugio del Goûter è caratterizzato da quattro piani e presenta esternamente una copertura in pannelli di acciaio inox con isolamento termico in fibra di legno riciclata, un materiale dalle alte prestazioni energetiche. La forma ovoidale del rifugio è stata ideata dai progettisti per far fronte al clima aspro dell’alta montagna: in questo modo il rifugio del Goûter è in grado di resistere a raffiche di vento che soffiano fino ai 300 km/h.

 

La struttura, dal design elegante, fa della sostenibilità il suo punto di forza: l’obiettivo dei progettisti è quello di offrire un’esperienza unica agli ospiti in un ambiente moderno e rispettoso della natura. Il legname utilizzato per la costruzione, per esempio, è della vicina Sain Gervais: in questo modo si riducono di molto i costi di trasporto della materia prima.

 

Il rifugio del Goûter sul Monte Bianco autoproduce energia Il rifugio del Goûter autoproduce energia grazie ai sistemi fotovoltaici, solari e biomasse, uniti a sistemi di cogenerazione. Un esempio di rifugio green vincente.

 

La gestione dei consumi è intelligente grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici, sistemi solari e biomasse uniti a sistemi di cogenerazione, impianti di trattamento delle acque e di raccolta della neve. Il rifugio del Goûter, dunque, rispetta i principi della sostenibilità ambientale riuscendo a raggiungere l’autonomia energetica sfruttando rispettosamente le risorse offerte dalla natura.

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