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Soluzioni per migliorare il comfort interno estivo

Molto spesso in fase progettuale ci si concentra sulle prestazioni invernali, ma la stessa attenzione andrebbe posta per il periodo estivo. La progettazone bioclimatica, attenta al clima e al luogo locali, offre spunti e soluzioni per un corretto raffrescamento estivo, riducendo il fabbisogno energetico dell’edificio in questa stagione.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Architettura bioclimatica per migliorare il comfort interno estivo

 

In ogni edificio l’obiettivo è quello di garantire il massimo comfort possibile per gli occupanti, tanto nella stagione invernale quanto in quella estiva. Viviamo giorni in cui il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni in atmosfera e il consumo delle risorse, sono aspetti instrascurabili per ogni progettista. Un edificio passivo, infatti, sfrutta strategie bioclimatiche per ridurre quasi a zero l’energia richiesta per il proprio funzionamento, comunque originata da fonti rinnovabili. 

Soluzioni passive: imparare dalla storia

Spesso ci si concentra principalmente sulla stagione invernale realizzando edifici ben isolati ma per i quali è poi necessario dotarsi di climatizzatori e impianti molto energivori per raffrescare gli ambienti durante l’estate.

 

Una progettazione attenta al clima locale, offre invece risposte adeguate in ogni stagione. La progettazione bioclimatica e l’approccio ecologico fondano le proprie origini nella storia.

 

Se siamo curiosi di scoprire quali strategie e soluzioni progettuali passive ci permettono di controllare il microclima interno, dovremmo cercare risposte nel passato. L’uomo si è sempre trovato a fronteggiare i problemi legati alla climatizzazione degli edifici, ricorrendo a soluzioni progettuali intelligenti e derivanti da una approfondita conoscenza del luogo in cui viveva.

 

Colori chiari per le finiture

Tutti abbiamo in mente piacevoli immagini da cartolina di borghi e città dalle pareti bianche affacciate sul Mar Mediterraneo. Non si tratta di una scelta casuale, dato che la predominanza di questo colore è dovuta alla necessità di evitare il surriscaldamento estivo.

 

Le case bianche riducono il surriscaldamento estivo

 

Il bianco, infatti, riflette la radiazione solare e riduce il calore accumulato all’interno dell’edificio. Un tempo l’utilizzo di finiture bianche era il risultato di una ricerca e conoscenza dei materiali locali e del loro comportamento. Si ricorreva a materiali naturali, come la calce spenta, di colore chiaro, traspirante e impermeabile; elementi lapidei bianchi, dotati anche di una certa massa; tendaggi e tessuti dai colori chiari.

 

Oggi la scelta dei materiali è sicuramente più ampia, ma il colore delle finiture rimane un aspetto da tenere in considerazione. È da questa consapevolezza che nasce il cool roof, coperture in grado di riflettere fino all’80% la radiazione solare, riducendo notevolmente la temperatura della copertura, ricoperta con materiali molto chiari (non metallici).

 

POLYSINT SUN REFLECT – MEMBRANA A RIFLETTANZA SOLARE

POLYSINT SUN REFLECT è una membrana liquida di Polyglass di colore bianco, ad alta riflettanza solare (83%) ed emissività termica (91%), con indice di riflettanza solare (SRI) 105, per calcestruzzo e per membrane bitume distillato polimero.


Pareti massive e sfasamento termico

Le costruzioni del passato situate in aree dal clima estivo caldo, erano di muri realizzati con elementi massivi e con spessori anche di 50-80 cm. Gli elementi murari massivi, infatti, permettono un favorevole sfasamento termico grazie alla loro inerzia.

 

Il calore viene accumulato e rilasciato solo nelle ore successive. Questo significa che il calore accumulato durante il pomeriggio, verrà rilasciato nelle ore notturne e l’ambiente rimarrà fresco più a lungo durante la giornata. Oggi molto spesso si costruiscono edifici con strutture perimetrali non solo meno spesse, ma anche meno pesanti. In questo modo si perde il contributo della massa, che invece dovrebbe rimanere elemento centrale della progettazione.

 

Case in terra cruda

 

Certamente non si propone di ritornare agli spessori del passato, ma di ricercare sempre soluzioni che raggiungano una certa massa o di rivisitare alcune tradizioni costruttive ma ricche di potenzialità, come la terra cruda.

 

Ombreggiamenti

Può sembrare scontato, ma va sempre ricordata l’importanza della progettazione di adeguati sistemi di protezione dalla radiazione solare.

 

Un esempio noto e molto chiaro dell’attenzione posta nello studio delle ombre portate naturali è quello del Cliff Palace, un insediamento roccioso nel Colorado protetto da uno sperone di roccia.

 

Cliff Palace, un insediamento roccioso nel Colorado protetto dalla roccia

Oggi rispondiamo all’esigenza di proteggerci dal sole con l’installazione di sistemi esterni di ombreggiamento, talvolta mobili e regolabili per massimizzarne la funzionalità. 

La consapevolezza del ruolo degli ombreggiamenti si ritrova anche nelle costruzioni romane dotate di grandi ambienti porticati e giardini.

 

 

Ombreggiamento naturale grazie ai portici

 

Il portico ha una lunga storia nella tradizione mediterranea e permette di ombreggiare costantemente durante la stagione estiva le pareti e gli ambienti che vi si affacciano. Questa soluzione trova ancora ampio sviluppo negli edifici contemporanei, così come lo sfruttamento della mitigazione climatica svolto dalle masse d’acqua e dalla vegetazione.

 

Torri del vento

La ventilazione naturale e il movimento di masse d’aria sono fondamentali per il raffrescamento passivo. Cercando applicazioni nella storia, l’esempio più illustre da citare è quello delle torri del vento costruite nelle città del Medio Oriente, che migliorano il comfort abitativo grazie a ventilazione e raffrescamento passivo.

 

Torri del vento per la ventilazione naturale

 

Una torre del vento è, sostanzialmente, un camino che può avere diverse forme, realizzato in muratura o alti sistemi massivi, chiuso fino in cima, dove si trovano le uniche aperture. Le torri del vento prelevano aria calda dagli ambienti e ne introducono di fresca, raffrescando gli ambienti per convezione. In alcuni casi queste torri sono collegate agli edifici attraverso canali sotterranei o contenenti acqua, che raffrescano la temperatura dell’aria entrante e passante. In questo caso si unisce il fenomeno dell’evaporazione. Il funzionamento si basa sulla differenza di pressione e temperatura che c’è tra la sommità del camino e la sua base. Questa soluzione è stata nel tempo rielaborata e migliorata, cercando nuove soluzioni funzionali. L’effetto camino, per quanto non paragonabile davvero a una effettiva torre del vento, può essere sfruttato nei vani scala, che negli edifici alti percorrono in tutta altezza la costruzione.

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