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Termografia per il settore edilizio

La termografia viene impiegata per evidenziare e risolvere prontamente problematiche che comportano un calo nelle prestazioni energetiche dell’edificio.

A cura di: Fabiana Valentini

 

Un futuro più “verde”, dove le risorse ambientali sono valorizzate e rispettate: sulla base di questi input la bio-edilizia ha migliorato sempre di più il suo approccio, puntando su soluzioni che garantiscano risparmio energetico e al contempo alte prestazioni.

 

L’obiettivo è quello di ridurre le dispersioni di energia: uno dei metodi più efficaci si è rivelato essere quello della termografia che attraverso analisi diagnostiche riesce a individuare le problematiche dell’edificio evitando lo spreco energetico ed economico.

 

Per certificare l'efficienza energetica di un edificio occorre svolgere degli studi sfruttando la tecnica della termografia: grazie a essa, infatti, è possibile individuare in maniera efficace le dispersioni termiche riuscendo così a intervenire in modo mirato e preciso.

 

In termini di risparmio energetico è ben comprensibile quanto la termografia giochi un ruolo di notevole importanza: poter individuare il problema è il primo passo per diagnosticare anomalie e riprogettare il comfort termico in un edificio, garantendo il massimo del benessere agli abitanti.

 

Nel focus seguente analizzeremo le applicazioni dello studio termografico nell’edilizia sottolineando la sua importanza al fine di evidenziare problematiche come i ponti termici, formazione di umidità e infiltrazioni.

La termografia e l’analisi delle problematiche di un edificio

Per valutare lo stato energetico di un edificio è possibile ricorrere alla termografia edile: si tratta di una soluzione pratica e non invasiva, effettuata attraverso la termocamera. Questo oggetto va a “scattare” l’immagine termica dell’edificio attraverso una foto a infrarossi che riesce a evidenziare eventuali dispersioni energetiche. 

 

Le termocamere Flir System Serie Ebx sono piccole ed ultraleggere, progettate per garantire una risoluzione ottimale per il settore edile.

 

La termografia inizialmente interessava il campo del restauro: si trattava, infatti, di una tecnologia costosa e non diffusa. Oggi, grazie ai progressi della tecnologia, è possibile acquisire immagini inerenti a eventuali problematiche di dispersione termica.

 

Attualmente sono in commercio diversi modelli di termocamera; inoltre è possibile rivolgersi a esperti nel settore che potranno svolgere un’analisi approfondita della situazione energetica consigliando soluzioni per i problemi riscontrati.

 

La termocamera Testo 885 è ideale per la diagnostica degli edifici, grazie a obiettivi intercambiabili e altissima sensibilità termica. Ha la risoluzione migliore nella sua fascia di prezzo.

 

La termografia e le sue applicazioni: la rilevazione dei ponti termici e dell’umidità

Prima di procedere alla ristrutturazione di un edificio è opportuno ricorrere a un controllo che individui le criticità energetiche: la termografia edile si rivela, dunque, una soluzione pratica ed efficiente per svolgere delle indagini approfondite sullo “stato di salute” della struttura.

 

Nell’immagine è possibile vedere come il termografo riesca a evidenziare i ponti termici all’esterno dell’edificio.

 

Grazie alla termografia è possibile, infatti, verificare la presenza di ponti termici consentendo la valutazione accurata delle criticità energetico-costruttive e provvedere alla risoluzione in maniera efficace. Quando si verifica un ponte termico? Dall’analisi con il termografo sarà evidente la presenza di alcune zone con caratteristiche termiche diverse dalle zone circostanti: tutto ciò produce uno squilibrio di temperatura e altri effetti negativi collegati allo scarso isolamento termico.

 

Le aree poste in prossimità del ponte termico si raffreddano velocemente: ciò comporta la formazione di condensa sulle pareti dell’edificio e la formazione di muffe. Occorre individuare immediatamente questo fenomeno, prima di incorrere in problematiche più serie: la parete della costruzione potrebbe, infatti, ridurre il suo potere isolante e comportare agli abitanti un uso maggiore degli impianti di riscaldamento con conseguente aumento dei costi in bolletta.

 

Grazie al termografo è possibile individuare il fenomeno dell’umidità: le zone interessate sono caratterizzate da una temperatura inferiore rispetto a quella dell’intera superficie

 

È facilmente comprensibile come l’uso del termografo possa aiutare a combattere la formazione di umidità in casa: la termocamera va a mettere in luce le zone interessate da infiltrazioni consentendo un’azione mirata sull’area di muratura interessata.

 

Diverse sono le cause che comportano la presenza dell'umidità in casa: dalle infiltrazioni di acqua piovana, risalite capillari o perdite legate ai sistemi di riscaldamento non funzionanti. Questo fenomeno, se non corretto in tempo, provoca la formazione del sostrato fungino che provoca la nascita di muffe dannose per la salute.

 

Come è strutturata l'analisi termografica finalizzata a evidenziare la presenza di umidità? Con lo strumento di analisi si procederà a studiare la temperatura della superficie, facendo attenzione alle differenze di temperatura.

 

Il termografo, se presente umidità, indicherà delle aree con una temperatura inferiore rispetto all'intera zona studiata. In questo modo lo studio termografico consentirà di intervenire sul nascere, senza lasciar progredire il problema.

 

Per tenere sempre sotto controllo lo stato di salute delle superfici vi consigliamo di effettuare delle analisi cadenzate nel tempo: in questo modo controllerete l’evolversi del fenomeno anche in base al variare delle condizioni climatiche. 

La termografia: un metodo efficiente per individuare infiltrazioni d’aria e di acqua

L’indagine termografica è molto utile al fine di individuare la presenza d’infiltrazioni d’aria nell’edificio, dovute a squilibri di pressione. Mediante l’uso del termografo sarà possibile individuare tali problematiche: le infiltrazioni d’aria sono visualizzate, generalmente, alla base delle murature, in presenza di infissi oppure vicino le tubature.

 

Esse si presentano come dei raggi freddi (o caldi) in presenza di intercapedini e lungo le superfici: il termografo rileva la differenza di temperatura mettendo in evidenza tale squilibrio.

 

Grazie all’induzione artificiale di correnti di aria gli esperti, servendosi della misurazione termografica, potranno rilevare agevolmente il problema e calcolare di conseguenza le dispersioni termiche.

 

La termografia edile trova una delle sue applicazioni nella rilevazione di infiltrazioni d’aria

 

La termografia viene utilizzata efficacemente per "mappare" il sistema di riscaldamento a pavimento. Il funzionamento di tale sistema prevede che l'acqua (calda o fredda) scorra all'interno di tubi posti sotto la superficie calpestabile. Con l'analisi termografica è possibile controllare attentamente la temperatura dell'acqua, mantenendola nei giusti valori secondo la norma Europe e garantire così il perfetto comfort termico.

 

L’analisi termografica riesce a evidenziare eventuali perdite nel sistema di riscaldamento a pavimento

 

Oltre a controllare il livello di temperatura del riscaldamento a pavimento, il termografo consente di rilevare le perdite di acqua nel sistema evitando che venga compromesso l'intero impianto di riscaldamento.

 

Nell’immagine è possibile vedere come la termocamera metta in luce le disomogeneità murarie e il distaccamento dell’intonaco

 

Anche nel caso del distaccamento dell'intonaco la termografia si rivela essere la misura preventiva più efficace. Non sempre il distaccamento comporta la caduta d’intonaco e dunque non è evidente ad un'analisi superficiale; il termografo può far emergere le aree interessate dal problema consentendo riparazioni non invasive.

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