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ABI: priorità alle energie rinnovabili, ma in un quadro di regole certe

Energia verde in primo piano. Ed anche riflessi sulla filiera industriale e sull'attività di finanziamento degli investimenti, alla luce dei nuovi meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Questi i temi del primo Forum ABI "Green Energy: rinnovare il credito alle energie rinnovabili", che si è svolto ieri a Roma.
Secondo le stime del Piano di Azione Nazionale (PAN) del Ministero dello Sviluppo Economico, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'UE al 2020, è previsto nel corso dei prossimi dieci anni un investimento complessivo per circa 52 miliardi di euro, di cui 40 miliardi solo nei comparti dell'eolico e del fotovoltaico. "In questo scenario - ha sottolineato Giovanni Sabatini, Direttore generale dell'ABI - la certezza delle regole per gli operatori chiamati a supportare questo comparto è un aspetto fondamentale".
Numeri e risorse
Nel 2010 si è registrata una forte crescita delle rinnovabili, con una potenza installata che ha raggiunto 30.000 Mw (+12% rispetto al 2009) e una produzione complessiva di oltre 75.000 Gwh (+9%).
Le banche svolgono un duplice ruolo: da un lato, soggetti finanziatori di nuovi impianti e della relativa filiera di produzione; dall'altro, soggetti utilizzatori di energia, impegnati a garantire la continuità dei servizi offerti.
Con un accresciuto livello di concorrenza nel settore, negli ultimi anni le banche italiane hanno assunto impegni di finanziamento pari a 13 miliardi di euro tra il comparto eolico e fotovoltaico, relativamente a operazioni di project financing e leasing. E, come si è detto, le stime del Piano di Azione Nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico prevedono nei prossimi dieci anni un investimento per circa 52 miliardi di euro.
Il quadro regolamentare
Secondo l'ABI è importante una sinergia forte con istituzioni e imprese in una cornice di regole certe. Il susseguirsi di modifiche normative e di interventi correttivi negli ultimi anni non ha contribuito a definire chiaramente il quadro operativo. Con il rischio di incidere negativamente su presupposti e condizioni base che hanno determinato l'equilibrio economico - finanziario dei progetti già finanziati o deliberati dalle banche, e in particolare sulle previsioni di flussi di cassa elaborate a suo tempo sulla scia dei meccanismi di incentivazioni vigenti. Ne consegue che iniziative originariamente bancabili possano non esserlo più e il problema è trasferito sui soggetti finanziatori che dovranno concordare con le imprese la ristrutturazione delle operazioni.
Nel frattempo l'entrata in vigore del nuovo "IV Conto Energia" apre nuovi scenari agli operatori che intendono investire in tale comparto. Al riguardo, è certamente condivisibile lo spirito del decreto e in particolare l'esigenza di una progressiva riduzione delle tariffe e di un contenimento del costo complessivo del sistema di incentivazione, necessari per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari. Condivisibile inoltre l'esigenza di razionalizzare il sistema al fine di controllare più efficacemente l'onere sulla bolletta elettrica a carico dei cittadini e delle imprese. Fondamentali gli strumenti previsti dal decreto per potenziare la filiera industriale italiana, attiva nella produzione di impianti solari fotovoltaici.
Il ruolo delle banche
Tutte le maggiori banche italiane hanno costituito in questi anni specifiche strutture e desk dedicati al finanziamento delle energie rinnovabili, creando centri di eccellenza in grado di offrire un'ampia gamma di servizi finanziari tarati sulle specifiche esigenze di famiglie, imprese ed enti pubblici. In questo quadro, l'ABI ha avviato l'Osservatorio Rinnovabili che aspira a diventare un punto di riferimento per lo sviluppo, l'approfondimento e l'aggiornamento sul tema delle rinnovabili in banca.

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