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Costruire naturalmente, se ne parla tanto ma c'è ancora molto da fare

La bioedilizia vista dall'Anab, la prima associazione italiana del settore
 
Legno, paglia, canna palustre: sono alcuni dei materiali entrati nel glossario dei materiali naturali per l'edilizia. Sono un po' il simbolo di un cambiamento in atto, una "nuova frontiera" come afferma Paolo Callioni, responsabile ufficio stampa e relazioni esterne di Anab, l'Associazione nazionale architettura bioecologica nata più di 20 anni fa e prima in Italia a portare avanti l'idea che costruire in modo ecologico, o quanto meno più attento all'ambiente, è possibile. Perché, come ricorda l'Associazione, la casa è un bisogno primario per l'uomo; il costruire, paradossalmente, è diventato una delle attività umane a più alto impatto ambientale.
Ecco allora l'importanza di una visione olistica, "integrale ma non integralista", che cerca il più possibile di fare ricorso a materiali e tecniche quanto più rispettose dell'ambiente. La storia dell'uomo in rapporto alla costruzione edilizia, illustra Callioni, "ha vissuto diverse fasi: a partire dalla concezione di costruire utilizzando materiali vicini al luogo della realizzazione dell'abitazione, si è passati poi a utilizzare materiali disponibili in larga scala. Con la rivoluzione industriale poi sono entrati in gioco materiali come il cemento, mattoni, acciaio, vetro.Oggi noi scopriamo una nuova frontiera che è quella di riprendere in esame i materiali provenienti dalle filiere agroforestali perché sono quelli più ecologici, hanno minor impatto anche in termini di produzione di energia e di rifiuti oltre che di minor impatto ambientale, valutando l'impronta ecologica dei singoli materiali. Vi sono poi altri, quali pietra o terra cruda ma privilegiamo prodotti provenienti direttamente dalla natura che, dalla loro nascita al termine del loro utilizzo, possano comunque rientrare nel ciclo ecologico. Ecco allora l'uso di legno, paglia, isolanti naturali quali sughero, fibra di legno, canna palustre...".
Ma una visione di questo genere non fa lievitare i costi di realizzazione? "La risposta è sì: se si comparano i costi necessari per realizzare un'abitazione di stampo tradizionale a quelli di una ecologica, in termini di materiali c'è un risparmio medio del 10-15%; l'approccio ecologico, però, a differenza del modello classico, consente di applicare una serie di soluzioni tali per cui se alcune componenti in gioco possono avere un costo maggiore, altre spesso permettono di risparmiare - risponde Callioni -. Basti pensare al fatto che spesso la bioedilizia si giova di tecniche di costruzione basate sulla prefabbricazione che permette di avere una qualità del costruito ai più elevati standard possibili il cui ciclo edilizio anziché durare anni, dura settimane o mesi al più con conseguenti risparmi". Non solo ma, segnala sempre il membro Anab, costruire in modo sostenibile "significa andare nella direzione dell'innovazione tecnologica che porta anch'essa risparmi".
Costruire naturalmente, quindi, è possibile, relativamente economico, ma soprattutto necessario. "Si parla spesso di costruire in modo attento all'ambiente ma spesso la realtà è diversa, e nel concreto l'approccio industrialistico tende a prevalere. Inoltre c'è una percezione molto superficiale e c'è molta confusione: c'è quindi bisogno di molta chiarezza. La stessa amministrazione pubblica pur avendo fatto passi avanti, procede però lentamente e su questo tema fa fatica a comprendere i vantaggi di un approccio ecologico. Il problema del consumo dei suoli è però una realtà che assume dimensioni sempre più drammatiche".
 

a cura di Andrea Ballocchi

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