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Dall'Agenzia delle Entrate un nuovo attacco al fotovoltaico

Stime catastali ridefinite che aumentano le accise sul fotovoltaico e diminuiscono quelle sul carbone

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 1 febbraio 2016 la circolare 2/E che ha introdotto adeguamenti di carattere generale in materia di identificazione e caratterizzazione degli immobili nel sistema informativo catastale.
In particolare la circolare stabilisce che gli impianti fotovoltaici negli immobili urbani speciali e particolari concorrono alla determinazione della stima catastale, mentre gli impianti delle raffinerie e delle centrali elettriche sono esclusi dalla tassazione. Ciò significa che nonostante a parole il Governo si impegni per la salvaguardia dell’ambiente e il sostegno alle rinnovabili, di fatto dal 1 febbraio 2016 gli impianti che producono energia pulita da fotovoltaico sono tassati mentre sono escluse le centrali e industrie inquinanti.

 

Nella circolare infatti si legge che la Legge di Stabilità, con riferimento al tema della determinazione della rendita catastale delle unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare, ha introdotto sostanziali cambiamenti al pregresso quadro normativo di riferimento. In particolare, l’articolo 1, comma 21, della Legge ridefinisce l’oggetto della stima catastale per gli immobili in argomento, stabilendo quali siano le componenti immobiliari da prendere in considerazione nella stima diretta, finalizzata alla determinazione della rendita catastale, e quali, al contrario, siano gli elementi - tipicamente di natura impiantistica - da escludere da detta stima, in quanto funzionali solo allo specifico processo produttivo.

"A far data dal 1° gennaio 2016, per le specifiche attività sotto riportate si opererà come segue: Centrali di produzione di energia e stazioni elettriche. Non sono più oggetto di stima le caldaie, le camere di combustione, le turbine, le pompe, i generatori di vapore a recupero, gli alternatori, i condensatori, i compressori, le valvole, i silenziatori e i sistemi di regolazione dei fluidi in genere, i trasformatori e gli impianti di sezionamento, i catalizzatori e i captatori di polveri, gli aerogeneratori (rotori e navicelle), gli inverter e i pannelli fotovoltaici, ad eccezione, come detto, di quelli integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni (cioè che costituiscono struttura di copertura o di chiusura verticale delle costruzioni, come quelli integrati architettonicamente)".

 

Molto duro il commento dell'Associazione Italia Solare: "La revisione delle stime catastali dell'Agenzia delle Entrate è un ulteriore tassello di quello che ITALIA Solare vede come il progetto strutturato dalla lobby delle fonti fossili per penalizzare le generazione distribuita a favore delle centrali a carbone (il combustibile fossile più economico ed inquinante) e delle centrali a ciclo combinato, quindi gas. Un progetto avallato dal governo ed in netta contro tendenza con tutte le preoccupazioni dei grandi scienziati di tutto il mondo sulle conseguenze del riscaldamento globale. Nel dettaglio, il mercato del fotovoltaico è sceso di circa 40 volte negli ultimi quattro anni: valeva 18 miliardi di euro nel 2011, ora siamo a 600 milioni. Il che vuol dire che abbiamo perso posti di lavoro e opportunità. Abbiamo speso per aprire la strada al settore e, ora che c’è da incassare i benefici, ci tiriamo indietro. Un comportamento autolesionista".

 

Il verde Angelo Bonelli ha dichiarato: “All’agenzia delle Entrate sono nemici dell’ambiente e della modernizzazione dell’Italia perché attraverso la tassazione degli impianti del fotovoltaico si infligge un durissimo colpo ad un settore che già è stato messo in ginocchio dalle politiche contro le energie rinnovabili. Mentre l’Italia si trova ad affrontare una grave emergenza smog e siccità le autorità di governo invece di favorire l’uso delle energie rinnovabili le tassano mentre detassano quelle industrie che hanno una responsabilità nel disastro climatico in corso. Perché questo regalo a chi inquina l’ambiente e il futuro degli italiani? Questa politica fiscale non consentirà mai di rilanciare l’economia, l’occupazione e la modernizzazione in Italia”.

 

Scarica la circolare 2E dell'Agenzia delle Entrate

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