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Energy [R]evolution 2010: ridurre le emissioni di CO2 e salvare l'economia con le rinnovabili

L'industria delle rinnovabili può creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030 se i governi colgono l'opportunità di investire in un futuro più verde, sostituendo i combustibili fossili con efficienza energetica e rinnovabili. E' quanto emerge dalla terza edizione dello studio Energy [R]evolution presentato ieri da Greenpeace e dall'EREC (European Renewable Energy Council). Lo scenario mostra il percorso che si deve compiere per giungere ad un sistema energetico sostenibile che permetta di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, favorire l'indipendenza degli approvvigionamenti, aumentare la sicurezza energetica e tagliare la dipendenza da combustibili fossili, eliminando i costi imprevedibili degli stessi, compresi i disastri ambientali legati all'estrazione mineraria e all'esplorazione petrolifera, come l'ultima catastrofe causata da BP nel Golfo del Messico.
L'Energy [R]evolution sottolinea che le fonti rinnovabili stanno diventando sempre più competitive, non hanno bisogno di alcun "combustibile" per funzionare se non gli elementi della natura e sono in grado di soddisfare il crescente fabbisogno energetico mondiale. Alcune tecnologie sono già oggi altamente competitive. L'energia eolica, ad esempio, ha continuato a crescere nonostante la crisi economica mondiale raggiungendo nel 2009 i 158 GW di potenza installata, un aumento del 31,7% rispetto all'anno precedente. La capacità di penetrazione delle diverse tecnologie rinnovabili aumenterà ancora grazie al progresso tecnologico, all'aumento del prezzo dei combustibili fossili e fino a quando verrà assegnato un premio alle emissioni di CO2 evitate.

Secondo lo studio entro il 2030 è possibile creare dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale.
Attuando Energy [R]evolution, invece, si creerebbero 3,2 milioni di nuovi 'green jobs', il 33 per cento in più di quelli attuali, sempre nel settore dell'energia. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l'anno, a più di 600 miliardi di dollari.
La chiave per rendere Energy [R]evolution una realtà sta nel creare un sistema in cui i costi degli investimenti nel settore siano condivisi in modo equo. Uno di questi meccanismi è il "Greenhouse Development Rights" che calcola quote nazionali di obbligazioni globali di gas a effetto serra. Il sistema valuta le specifiche responsabilità dei diversi Paesi nei cambiamenti climatici (in termini di emissioni di CO2 cumulate) e le loro possibilità economiche (in termini di PIL procapite aggiustato per il potere d'acquisto), escludendo dall'obbligo di intervento i Paesi con PIL procapite inferiore ai 7.500 dollari annui.
Il rapporto Energy [R]evolution 2010 delinea i percorsi possibili per raggiungere il 100 per cento di energie rinnovabili. Non ci sono ostacoli tecnologici, ma solo politici. Anche in Italia assistiamo al tentativo miope del governo di bloccare - nella proposta della legge Finanziaria - quegli strumenti e incentivi che hanno permesso solo negli ultimissimi anni il decollo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese.
Greenpeace sottolinea la necessità che il Governo cancelli la norma che elimina il ritiro obbligatorio dei certificati verdi e rifinanzi gli incentivi fiscali del 55% su efficienza e rinnovabili nell'edilizia.

 
Ipotesi e metodologia
Il rapporto delinea tre diversi scenari di sviluppo del sistema energetico mondiale da qui al 2050: uno scenario "Reference" di riferimento, uno scenario "Energy [R]evolution" con l'obiettivo di ridurre le emissioni globali di gas serra del 50% al 2050, e uno scenario "Energy [R]evolution avanzato" con l'obiettivo di ridurre le emissioni globali di CO2 di oltre l'80% entro il 2050.
Verso un futuro rinnovabile
Oggi le fonti rinnovabili forniscono circa il 13% della domanda mondiale di energia primaria. La biomassa, utilizzata prevalentemente per la produzione di calore, è la fonte principale. La percentuale di rinnovabili nel settore elettrico si attesta attorno al 18%, per il termico al 24%.
L'80% circa del fabbisogno mondiale di energia primaria deriva, ancora oggi, da fonti fossili inquinanti. I due scenari Energy [R]evolution descrivono un percorso di sviluppo che trasforma l'attuale situazione in un sistema energetico sostenibile. Lo scenario avanzato mostra come anticipare le riduzioni di CO2 di circa un decennio rispetto allo scenario base.
Nello scenario di Energy [R]evolution, le emissioni globali di CO2 raggiungerebbero il picco nel 2015 per poi cominciare a scendere. Rispetto al 1990, nel 2050 le emissioni di CO2 diminuiranno dell'ottanta per cento se l'approvvigionamento energetico sarà basato esclusivamente su fonti "pulite". Entro il 2050, circa il 95 per cento dell'elettricità potrebbe essere prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
 

Studio Energy [R]evolution

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