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I sussidi alle fossili e gli attacchi alle rinnovabili

Lanalisi del M5S sui tanti sussidi alle fonti fossili, a discapito delle energie green e dell'efficienza energetica

 

Il M5S ha pubblicato un documento in cui vengono analizzate le azioni che il Governo ha intrapreso a favore delle fonti fossili, ostacolando nei fatti, con il supporto dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeegsi), le nuove installazioni per la produzione di energia da fonte rinnovabile e gli interventi di efficientamento e risparmio energetico, nonostante i continui proclami a sostegno delle energie green.

 

Intanto, si legge nel comunicato del M5S i sussidi alle fonti fossili in Italia ammontano a 13 miliardi di euro e le recenti azioni del Governo non favoriscono di sicuro le rinnovabili. A livello comunitario la normativa chiede lo sviluppo di installazioni da fonte rinnovabile negli edifici verso obiettivi di efficienza energetica che garantiscano che i consumatori non paghino sull’energia prodotta in loco gli oneri di cui è invece gravata l’energia in bolletta.

 

Vediamo alcuni dei provvedimenti che il documento del M5S ha approfondito:

Il Milleproroghe ha dato il via libera alla riforma della bolletta domestica promossa dall’Autorità, in vigore dal 1 gennaio 2016, per cui di fatto gli oneri sono indipendenti dal consumo di energia prelevata dalla rete, quindi se si consuma meno energia non si paga meno, come sarebbe ovvio.  “Il principio della riforma riguarda lo spostamento degli oneri dalla componente della bolletta legata al consumo di energia prelevata dalla rete (c.d. variabile) alla componente fissa, in tal modo praticamente azzerando la convenienza della produzione in autoconsumo da fonte rinnovabile”. In questo modo naturalmente decade l’incentivo ad investire in sistemi efficienti e a minore consumo.

 

Nonostante la normativa (articolo 11, decreto legislativo 28/2011) obblighi ad installare gli impianti fotovoltaici per incentivare l’autoconsumo di energia, di fatto tale autoconsumo viene poi vietato dall’Articolo 5 della Delibera 539/2015 dell’Autorità per l’Energia che vieta l’impiego di Sistemi di Distribuzione Chiusi permessi invece dalla normativa europea. La norma impedisce il consumo in loco dell’energia prodotta sul tetto degli edifici commerciali, industriali e di servizi (ospedali, stazioni, aeroporti, etc.) quando all’interno degli stessi c’è più di un utente, cioè praticamente sempre.

 

Lo spalma-incentivi introdotto dal D.L. 91/2014, articolo 26, ha cambiato regole già in essere prevedendo nuove modalità di erogazione degli incentivi riconosciuti all’energia prodotta da impianti fotovoltaici di potenza incentivata superiore a 200KW. E' già stata fissata per il 6 dicembre la prima udienza per l'esame da parte della Corte Costituzionale della legittimità o meno dello spalma incentivi.

 

Sul Nuovo Conto Termico il M5S sostiene che ci siano troppe limitazioni al ricorso alle ESCO, che possono intervenire solo con contratti di prestazione energetica o di servizio energia, non si prevede la incentivazione della trasformazione degli edifici di privati in edifici a energia quasi zero; non si prevedono adeguate misure di aiuto alle pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle gare.

 

Nonostante un’interrogazione del luglio 2015 non sono ancora attuate le disposizioni che permettono ai produttori di energia da fonte rinnovabile, ed in generale ai piccoli impianti di produzione di energia, di garantire i servizi necessari alla stabilità ed al funzionamento delle reti, resi invece dagli altri produttori.

 

Nonostante le interroogazioni presentate prima dal M5S e poi da Ermete Realacci, non è stato attuato il Fondo Nazionale per interventi di Efficienza Energetica.

Sono inoltre bloccati i meccanismi di Fondo di Garanzia che dovrebbero sbloccare la capacità delle ESCO di dare sostegno finanziario.

 

Sulla mobilità elettrica il documento del M5S denuncia che non è stata ancora data attuazione alla Direttiva comunitaria in materia di mobilità elettrica, non sono state aggiornate le linee Guida del Ministero per le Infrastrutture riguardo la mobilità elettrica e nulla è stato previsto per la integrazione fra la mobilità elettrica e la produzione di energia da fonte rinnovabile.

 

C'è da segnalare anche il grave ritardo la pubblicazione del decreto per l’incentivazione degli impianti di produzione di energia rinnovabile diversa dal fotovoltaico che è in attesa del parere della commissione europea.

 

E poi bisognerebbe snellire la burocrazia, proporre un quadro normativo chiaro e completo in materia di teleriscaldamento, attuare le disposizioni per un processo di progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili.

 

Il M5S sottolinea che l'Italia ha già raggiunto l'obbiettivo europeo del 17% "solamente perché abbiamo ridotto i consumi di energia. Riduzione dovuta non per gli interventi di efficienza energetica nel settore produttivo ma per la crisi economica. Il dato del 17% viene determinato dal rapporto tra i consumi e la produzione di energia rinnovabile. Ebbene dal 2010 al 2014 siamo passati da 187,8 mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a 166".

Senza dimenticare che con la fine dei Conti Energia il fotovoltaico ha patito una crisi molto seria che non sappiamo quanto durerà, considerando che nei primi 11 mesi del 2015 si sono installati poco meno di 270 MW fotovoltaici.

 

 

 

 

 

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