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IV Conto Energia, al via il nuovo decreto rinnovabili

Ieri, dopo che il CDM ha dato il via libera al nuovo testo del decreto interministeriale sugli incentivi alle fonti rinnovabili, il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato il decreto ministeriale che determina una nuova disciplina delle modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.

Ricordiamo che il decreto doveva esser firmato a fine aprile ma un disaccordo tra i due ministeri relativo in particolare alla certezza dell'investimento legata all'allaccio sulla rete ha causato il ritardo. Per mettere d'accordo le due parti il testo prevede un indennizzo in caso di ritardo di allaccio entro 30 giorni. 
 
Principali caratteristiche del provvedimento 
• Il provvedimento, si legge in una nota del ministero dello Sviluppo, pone le basi per lo sviluppo di medio-lungo periodo del comparto, accompagnandolo al raggiungimento dell'autosufficienza economica. Attraverso la razionalizzazione e  una progressiva riduzione delle tariffe, sarà possibile controllare e impiegare con maggiore efficacia l'onere a carico di cittadini e imprese.
• Nel decreto non c'è traccia della proroga al 31 agosto 2011 della scadenza del terzo Conto Energia annunciata la scorsa settimana dal Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo: il provvedimento infatti "si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro".
Nuovo regime di programmazione degli incentivi: il testo elimina ogni limite alla produzione con un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013.
Nel periodo transitorio, fino al 2013, è prevista una diminuzione graduale degli incentivi per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari. Inoltre un tetto di spesa massima ed un registro tenuto dal GSE solo sui grandi impianti (superiori a 1 mw su tetto e 200kw a terra), consentiranno di limitare i fenomeni speculativi.
Per i "piccoli impianti" ("realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1.000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165 del 2001") non è previsto alcun tetto di spesa.
• La tariffa percepita viene determinata dal momento dell'entrata in esercizio dell'impianto, con la garanzia del rispetto dell'iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relative sanzioni previste dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Nel caso in cui i ritardi facessero perdere il diritto a una determinata tariffa incentivante, il proprietario dell'impianto avrà diritto a ricevere un indennizzo.
• Con questo nuovo sistema si prevede di raggiungere la grid parity - e cioè la competitività della tecnologia - già al 2017.
 
Il decreto prevede inoltre una serie di strumenti per rafforzare e potenziare la filiera industriale italiana attiva nella produzione di impianti fotovoltaici, quali:
• premialità per le installazioni finalizzate alla sostituzione di amianto (premio di 5 €cent/kWh), per la realizzazione di impianti in aree da bonificare o soggette a recupero ambientale, per i moduli su barriere fonoassorbenti.
• a vantaggio dei consumatori e della qualità del Made in Italy, vengono inoltre introdotti determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati.
 
Le reazioni dei protagonisti e delle Associazioni di categoria
"Questo importante provvedimento - ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani - consente finalmente di dare stabilità e prospettive di lungo periodo al mercato fino al raggiungimento della competitività tecnologica. E' una riforma strutturale per le imprese e i cittadini, raggiunta dopo una complessa e laboriosa concertazione. Per il futuro energetico del Paese - ha aggiunto il ministro - siamo impegnati a raggiungere e superare gli obiettivi di Europa 2020. Attraverso la competizione tra diverse fonti di produzione, potremo garantire la copertura del fabbisogno energetico nazionale sfruttando tutti i vantaggi dell'innovazione tecnologica. Le energie rinnovabili avranno, assieme all'efficienza energetica e alle reti intelligenti, un ruolo fondamentale nella nuova strategia energetica nazionale che presenteremo nella Conferenza Nazionale per l'Energia" ha concluso Romani.
 
Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha dichiarato: "Il provvedimento sulle rinnovabili rappresenta una grande vittoria per l'ambiente e una grande sfida di sviluppo sostenibile". "E' un intervento che sostiene un settore strategicamente decisivo per il futuro dell'energia rafforzando le prospettive di crescita di un comparto in espansione. Abbiamo anche dato un sostegno serio alla diffusione di quel piccolo solare diffuso che punta all'autonomia energetica di aziende e abitazioni e che rappresenta un importante elemento nella strategia di riqualificazione del territorio e dei centri urbani. Il provvedimento assicurando certezze per gli investimenti nel breve e nel lungo periodo alimenterà la spinta virtuosa verso nuove tecnologie energetiche amiche dell'ambiente e aiuterà in maniera decisiva l'Italia a raggiungere i target di riduzione di C02 fissati a livello internazionale.  E' un obiettivo, raggiunto attraverso un confronto schietto e serrato a tutti i livelli, che alla fine premia il futuro dell'Italia".
 
Intanto SOS Rinnovabili, associazione promotrice di numerose iniziative di contestazione al decreto, anticipa sul proprio sito che già 150 aziende le hanno affidato mandato per avviare contro il decreto un'azione legale collettiva, che verrà presentata alla Corte di Giustizia UE, "perché il decreto del 3 marzo scorso - così come il Commissario europeo all'energia Oettinger ha sottolineato in una lettera inviata al ministro Romani - non recepisce la direttiva europea che prevede lo sviluppo delle rinnovabili, ma anzi limita lo sviluppo delle energie dal sole".  La seconda azione già studiata dall'associazione "sarà invece avviata nei confronti del TAR. E non è improbabile che si finisca davanti alla Corte costituzionale: perché il provvedimento danneggia le aziende  che, pur avendo rispettato le norme di legge vigenti, avranno un diverso trattamento a livello di tariffe incentivanti". Tra le altre azioni risarcitorie SOS Rinnovabili individua anche "un ricorso alla Corte dei Conti perché il decreto espone lo Stato al rischio di esborsi pesanti; e, infine, una segnalazione all'Antitrust: il provvedimento emanato dal governo falsa i termini della concorrenza, avvantaggiando i grandi gruppo oligopolistici".
 
Il GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane di Confindustria ANIE, esprime soddisfazione per l'emanazione del nuovo Conto Energia "Il testo condiviso e approvato garantisce un futuro importante e sostenibile all'intero settore, fornendo i presupposti per uno sviluppo industriale di medio lungo periodo.
Rispetto alle ipotesi di partenza e alle molteplici versioni circolate, sono stati raggiunti obbiettivi importanti e migliorativi per il mercato: l'innalzamento della potenza incentivabile da 8.000 MW a 23.000 MW è sicuramente uno degli elementi più positivi del decreto, così come l'innalzamento sino a 1.000 kW per gli impianti su edificio che resteranno fuori dal registro, oltre ad altri molteplici meccanismi premianti.
"E'un momento storico - interviene Valerio Natalizia Presidente di ANIE/GIFI. Finalmente è stato firmato il decreto che permette all'intero comparto di ripartire e pianificare i prossimi 5 anni di attività. GIFI/ANIE è orgogliosa di aver contribuito in maniera sostanziale alla stesura del testo definitivo. La politica del dialogo portata avanti dalla nostra associazione ci ha permesso di portare dei correttivi fondamentali che hanno portato all'approvazione di un testo che garantisce lo sviluppo del mercato.
Se rimarrà confermata la versione ad oggi circolata, sarà necessario proseguire il lavoro sugli aspetti da migliorare, costituendo, come da noi già proposto, un tavolo tecnico permanente con le istituzioni per la semplificazione delle procedure autorizzative e di connessione alla rete.
"E' un passo importante anche per l'intera filiera nazionale delle tecnologie elettromeccaniche  - interviene Claudio Andrea Gemme Presidente di ANIE Energia - I Ministeri hanno preso atto che il comparto fotovoltaico rappresenta un'importantissima realtà e un motore di sviluppo per il paese. L'obbiettivo di 23 GWp di potenza installabili contribuirà in maniera sostanziale al conseguimento degli obbiettivi definiti per il 2020 e alla maggiore indipendenza dall'approvvigionamento energetico dall'estero."
 
Francesca Marchini, segretario generale di Assosolare, l'associazione che rappresenta anche gli operatori aderenti a Confindustria Energia ha espresso invece un parere molto negativo sul decreto: "Esprimiamo con grande forza tutte le criticità riguardanti il testo. Il governo ci è venuto incontro con quello che possiamo definire un 'aperitivo', ma in realtà non ha cambiato la sostanza. Sono state anche ignorate alcune delle posizioni delle Regioni, ma soprattutto non sono stati ascoltati gli operatori del settore".

Edoardo Zanchini responsabile energia di Legambiente commenta invece "Dopo aver bloccato per diversi mesi lo sviluppo delle rinnovabili, il Governo finalmente ha compiuto un passo indietro rispetto all'idea di cancellare o ridimensionare le energie alternative in Italia. Seppure, infatti, rimaniamo ancora in attesa dell'approvazione di decreti attuativi per le altre fonti pulite, con il decreto di oggi, almeno per il solare fotovoltaico, potranno ripartire gli investimenti. Questa scelta politica è anche frutto di una protesta di settore senza precedenti che dimostra l'affermarsi nel nostro Paese di un forte settore industriale rispetto al quale anche il Ministero dell'Ambiente ha offerto un ruolo di supporto, sostenendo le legittime richieste delle imprese".
"Il nuovo sistema di incentivi - continua Zanchini - creerà ancora problemi alle imprese per gli interventi nel 2011 e 2012 con tetti di spesa e decrementi mensili delle tariffe, mentre a partire dall'anno successivo entrerà in vigore il cosiddetto sistema tedesco con maggiore trasparenza e certezze. L'importante, è che ora ci siano le condizioni per far ripartire gli investimenti e rafforzare un settore energetico, motore di economia e innovazione. Un settore che ora il Governo ha la responsabilità di accompagnare nella sua crescita con una concreta politica industriale".
 
Fortemente negativo il giudizio delle opposizioni. "Il compromesso raggiunto -  affermano i senatori del Pd Francesco Ferranti e Roberto Della Seta - non risolve i problemi fondamentali innescati dal provvedimento del 3 marzo scorso e che avevano determinato il blocco degli investimenti e che questo decreto non scioglie. Le criticità rimangono, e non sono di poco conto: gli effetti rimangono sostanzialmente retroattivi e nella fase transitoria da qui al 2013 il brusco decalage delle tariffe previsto richiederà agli operatori del settore uno sforzo molto pesante per evitare il rallentamento delle installazioni e il conseguente effetto nefasto sull'occupazione".
"E' vero che si va verso il sistema tedesco, ma questi continui stop and go hanno già indotto diffidenza nel sistema bancario, vitale per futuro di queste imprese. Bisogna cambiare passo. Ci continueremo a battere per garantire un futuro certo a tutto il settore delle rinnovabili che attende numerosi altri decreti attuativi, sui quali speriamo si ascolti di più la voce e e le competenze del ministero dell'Ambiente, e auspichiamo - concludono i senatori del Pd - che le imprese italiane del settore riescano a trovare la strada del successo nonostante questo governo nemico del futuro".
Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecologisti Democratici, sul decreto approvato dal governo esprime un giudizio molto critico:  "Il decreto sul nuovo conto energia per il fotovoltaico è un colpo duro per le energie rinnovabili. Il governo non ha dato ascolto alle preoccupazioni di migliaia di imprese ed operatori, nè ha tenuto conto del parere delle Regioni e delle indicazioni del Parlamento". "Il brusco calo degli incentivi, al posto di una graduale e equilibrata riduzione commisurata allo sviluppo di tecnologie a più basso costo, mette a rischio il futuro di decine di migliaia di lavoratori e di imprese. E' una politica totalmente insensata: - conclude Fabrizio Vigni - proprio mentre l'Italia stava finalmente recuperando il terreno perduto, facendo delle rinnovabili il settore più dinamico e innovativo dell'economia, il governo ha inferto un colpo al cuore alla certezza del diritto e pesantemente compromesso le prospettive di crescita della green economy".

Il WWF, commentando il trend tracciato dal Gruppo di Lavoro 3 del Panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (IPCC), in una nota sottolinea che "Il futuro energetico mondiale sarà ‘verde' e sostenibile sia per l'economia che per l'ambiente".
"Secondo lo studio dell'Ipcc le energie rinnovabili sono, tra tutte, la fonte energetica in crescita, al punto da superare in fatto di disponibilità quelle fossili sia a livello regionale che globale con una notevole riduzione dei costi nel corso dei prossimi decenni, soprattutto per l'energia solare", spiega Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. "Se vogliamo portare le energie rinnovabili fuori dalla nicchia e sostituirle ai combustibili fossili e nucleari, abbiamo bisogno di vedere un cambiamento sostanziale della politica e il sostegno finanziario in tutte le parti del mondo",  ha detto Stephan Singer, direttore di politica energetica globale del WWF Internationale.
 

Paolo Rocco Viscontini, Presidente e AD di Enerpoint ha commentato: "Dopo mesi di disinformazione ed incertezza dobbiamo far sapere agli italiani che il Conto Energia è tornato, lo scenario normativo è finalmente chiaro e gli incentivi sono equi e consentiranno sin da subito di far ripartire il settore fotovoltaico. Nessuna fonte energetica riesce a raggiungere obiettivi così importanti in breve tempo.
Gli impianti installati negli ultimi 2/3 anni hanno già permesso di superare la copertura del fabbisogno di energia elettrica del 2% e grazie al 4° Conto Energia potremo arrivare al 10% al 2016. Risultati ancora più importanti nel momento in cui si considera l'indotto che il fotovoltaico genera per il paese.
In particolare il Ministero dello Sviluppo Economico ha compreso il ruolo chiave che il fotovoltaico può assumere per lo sviluppo industriale e occupazionale del Paese."
 
Francesco Zorgno, AD di Enfinity Italia, multinazionale belga che sviluppa, progetta e finanzia impianti ad energia rinnovabile, ad oggi il sesto player del settore delle rinnovabili al mondo, dichiara: "Abbiamo sempre affermato che servono chiarezza e stabilità. Siamo felici che la strada indicata dal Ministero sia perfettamente in linea con la strategia di Enfinity, che ha focalizzato i propri sforzi sui tetti e sugli impianti di piccole dimensioni. Infatti Enfinity non ha puntato su progetti di enormi dimensioni, ma ha sviluppato e investito molto sui tetti".
"Una nota negativa del Quarto Conto Energia va tuttavia evidenziata: la brusca riduzione degli incentivi per gli impianti di grandi dimensioni. Queste restrizioni, che non sono state programmate in modo graduale, come sarebbe stato auspicabile, avranno gravi ripercussioni. Tutti coloro che avevano progettato impianti di questa tipologia, non potranno portarli a termine, e questo causerà gravi perdite".

 

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