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Leed Platinum al grattacielo Intesa Sanpaolo

Massimo livello attribuito dal Green Building Council, grazie allottimale contenimento dei consumi energetici complessivi

Il Grattacielo Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano e realizzato a Torino, ha ottenuto il Leed Platinum, massimo livello attribuito dal Green Building Council, il più autorevole sistema di rating internazionale per la valutazione delle caratteristiche di sostenibilità ambientale degli edifici. Si tratta, fa sapere la Banca in un comunicato, dell'unico edificio di grande altezza in Europa a essere “salito” così in alto nella scala delle certificazioni ambientali, collocandosi nella ristretta cerchia dei primi dieci al mondo per la categoria “New Construction”.

Ricordiamo che la nuova sede della Banca, grazie all'attenzione assoluta al risparmio energetico e alle energie rinnovabili che ne hanno limitato il consumo complessivo, ha ottenuto la certificazione energetica per la classe A.

Il Grattacielo Intesa Sanpaolo è alimentato con energia elettrica proveniente da fonte rinnovabile di tipo idroelettrico e da 1.600 metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sulla facciata sud; l’80% dei corpi illuminanti è a led, e il sistema di illuminazione interno regola l’intensità delle sorgenti in funzione della quantità di luce naturale e della presenza di persone. In condizioni di funzionamento normale il grattacielo non ha emissioni inquinanti. Il sistema di riscaldamento e raffreddamento a pompa di calore non fa uso di combustibili tradizionali e sfrutta l’energia termica dell’acqua di falda. L’acqua piovana, raccolta in speciali pozzetti, alimenta sia la rete di irrigazione delle aree verdi sia le cassette di risciacquo dei bagni.

Nelle parti est e ovest dell’edificio si trova la facciata vetrata a "doppia pelle", una facciata "attiva", tra le più grandi al mondo, gestita da un sistema centralizzato che regola l’apertura e la chiusura delle lamelle e permette di limitare le dispersioni termiche in inverno e  in estate dissipa il calore da irraggiamento accumulato dalle schermature solari mobili inserite tra le due vetrate grazie alla ventilazione dell’intercapedine. 

L’opera nel suo complesso ha richiesto un investimento – progettazione e allestimenti finali compresi – di circa mezzo miliardo di euro, di cui 2,5 milioni per la riqualificazione del Giardino Grosa, l’area verde pubblica situata tra il grattacielo e il Palazzo di Giustizia di Torino.

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