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Nel 2035, circa il 50% del fabbisogno globale di energia verrà da fonti rinnovabili

L'AIE (Agenzia internazionale per l'energia) ha presentato il World Energy Outlook 2012, autorevole strumento che presenta proiezioni dei trend energetici fino al 2035 e un'analisi approfondita delle relative implicazioni in termini di sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e sviluppo economico.
Lo studio analizza tutte le fonti energetiche - petrolio, carbone, gas naturale, energie rinnovabili e nucleare - e fornisce un aggiornamento sui principali aspetti relativi al cambiamento climatico. La domanda mondiale di energia, la produzione, il commercio, gli investimenti del settore energetico nonché le emissioni di anidride carbonica vengono analizzati per regione o paese, per fonte e per settore.
Dall'Outlook emerge che la domanda mondiale di elettricità aumenta ad una velocità quasi doppia rispetto a quella del consumo totale di energia e la difficoltà a soddisfarla è accentuata dalla necessità di realizzare investimenti per sostituire le centrali elettriche obsolete. Della nuova capacità di generazione elettrica che verrà costruita entro il 2035, circa un terzo servirà per sostituire gli impianti che verranno dismessi. Il 50% di tutta la nuova capacità si basa su fonti rinnovabili, anche se a livello mondiale il carbone rimane il combustibile più utilizzato per la generazione elettrica.
 
Il ruolo delle rinnovabili
La rapida espansione della generazione elettrica da eolico e solare ha consolidato il ruolo delle rinnovabili come fonti indispensabili nel mix energetico mondiale; nel 2035, le energie rinnovabili conteranno per quasi un terzo della produzione mondiale di elettricità. Il solare cresce più rapidamente di qualsiasi altra tecnologia rinnovabile. Nel 2015, le rinnovabili diventano la seconda fonte principale utilizzata nella generazione elettrica mondiale (con una quota pari a circa la metà di quella del carbone) e nel 2035 si avvicinano al carbone, prima fonte di elettricità su scala globale. 
L'Aie sottolinea che non si tratta di un dato positivo: si tratta infatti di una quota insufficiente a contenere le emissioni di gas serra nella misura necessaria. Al 2035, solo uno sviluppo organico delle politiche di efficienza potrebbe portare a una riduzione dei consumi energetici pari a un quinto del loro totale: a patto, però, che vengano rimosse le barriere di mercato e burocratiche. Servirebbe una crescita doppia rispetto a quella prefigurata: non raggiungere il 65% della quota di elettricità verde sul totale entro il 2035 equivarrebbe a confermare una tendenza al riscaldamento globale che vedrebbe aumentare le temperature tra i 4 e i 6 gradi Celsius.
Il rapido aumento delle fonti rinnovabili è sostenuto in parte dalla riduzione dei costi delle relative tecnologie, dall'aumento dei prezzi dei combustibili fossili e dalla definizione in alcuni paesi di un prezzo della CO2, ma principalmente dalla continuità degli incentivi a loro sostegno, che passano dagli 88 miliardi di dollari erogati a livello mondiale nel 2011 a circa 240 miliardi nel 2035. Cifre comunque ancora molto inferiori a quelle stanziate dai governi di tutto il mondo per sostenere i combustibili fossili. Nel tempo, le misure di incentivazione per sostenere i nuovi progetti in energie rinnovabili devono essere riviste per tener conto della riduzione dei costi delle tecnologie, conseguita con l'aumento della capacità installata, evitando che oneri eccessivi gravino su governi e consumatori.

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