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Ok all’accordo UE per obiettivo efficienza energetica del 32,5%

Commissione europea, Consiglio Ue e Europarlamento hanno raggiunto un nuovo accordo su efficienza energetica e Governance che prevede un obiettivo di efficienza del 32,5% entro il 2030 e dello 0,8% di risparmio energetico annuo per il 2021-2030.

 

Efficienza energetica: obiettivo UE al 32,5%

 

Raggiunto un nuovo importante accordo provvisorio, nell’ambito del "Pacchetto Energia Pulita 2030”, su efficienza energetica e Governance, dopo quello recentemente siglato sulle energie rinnovabili, tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europei.

 

Per quanto riguarda l’efficienza energetica è stato siglato un obiettivo del 32,5% per il 2030, dal 20% del 2020, con pianificazione degli step a lungo termine necessari per rispettare gli obiettivi fissati dall'accordo di Parigi. Entro il 2023 è prevista una clausola di revisione al rialzo. E’ fissato inoltre un obbligo di risparmio energetico annuo dello 0,8% per il periodo 2021-2030.

 

Secondo l’accordo provvisorio raggiunto sulla Governance, ogni Stato membro deve presentare un "piano nazionale integrato per l'energia e il clima" entro il 31 dicembre 2019, successivamente entro il 1° gennaio 2029, quindi ogni dieci anni. Il primo di questi piani coprirà il periodo dal 2021 al 2030, tenendo conto anche di una prospettiva a più lungo termine.

La Commissione valuterà i piani nazionali integrati per l'energia e il clima e formulerà raccomandazioni o adotterà misure correttive qualora ritenga che i progressi siano stati insufficienti.


Questi piani nazionali integrati per l'energia e il clima comprenderanno obiettivi, contributi, politiche nazionali per ciascuna delle cinque misure dell'Unione dell'energia:

  • decarbonizzazione,
  • efficienza energetica,
  • sicurezza energetica,
  • mercato interno dell'energia
  • ricerca, innovazione e competitività.

L’accordo prevede anche misure per aumentare la trasparenza sulle bollette del riscaldamento in modo che gli utenti, in particolare coloro che vivono in condominio, possano avere informazioni più chiare sui propri consumi

 

Si tratta secondo Claude Turmes (Verts/ALE, LU), co-relatore della Commissione per l'industria dell'Unione europea, di un accordo trasparente ed efficace, che invita gli stati membri alla cooperazione, per garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030 in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Per quanto riguarda la visione climatica al 2050, rappresenta un grande passo avanti in quanto per la prima volta inserisce il concetto di "bilancio del carbonio" nel diritto dell'UE e sottolinea la necessità di realizzare quanto prima un'economia a emissioni zero di carbonio.

 

Michele Rivasi (Verts/ALE, FR), correlatore della commissione per l'ambiente e la sanità pubblica sulla governance dell'Unione dell'energia, ha sottolineato che per rispettare l'accordo di Parigi sono necessarie regole di governance rigorose. E’ fondamentale che i piani nazionali siano compatibili con l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, con l'ambizione di raggiungere 1,5°C.

"Accogliamo inoltre con favore l'istituzione di un meccanismo in grado di garantire un equo contributo da parte degli Stati membri alla transizione energetica. Infine, i nostri sforzi per garantire che il problema della povertà energetica sia preso sul serio a livello europeo hanno dato i loro frutti".

 

Miroslav Poche (S&D, CZ), relatore per l'efficienza energetica, ha sottolineato i vantaggi derivanti dall’aumento dell'efficienza energetica, per i cittadini, perché dalle riduzioni del consumo energetico deriveranno bollette più basse e ci saranno benefici su salute e benessere, contribuendo a combattere la povertà energetica. Ma è anche una grande notizia per la competitività dell'industria europea, perché riduce i costi e stimola nuovi investimenti, crescita e occupazione, in particolare nel settore delle costruzioni. “Infine, si tratta di una notizia ancora migliore per il nostro pianeta, dato che l'efficienza energetica è un elemento chiave della nostra politica climatica e questa direttiva svolgerà un ruolo cruciale nell'adempimento dei nostri obblighi derivanti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici".

 

Il commissario Ue all'energia Miguel Arias Canete, nel discorso di apertura del MoCA, la conferenza sul clima organizzata da Ue, Cina e Canada che riunisce a Bruxelles rappresentanti di 35 Paesi all'Unione europea, ha sottolineato che grazie ai nuovi obiettivi recentemente raggiunti per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, l'Unione europea potrebbe essere in grado di aumentare il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni dall'attuale 40% a poco più del 45% entro il 2030.

 

Legambiente esprime soddisfazione pur con qualche perplessità, considera infatti che l’accordo sia fortemente inadeguato rispetto agli impegni di Parigi che richiedono almeno il 40% per efficienza energetica ed il 45% per le rinnovabili.

I prossimi step

L'accordo provvisorio sulla governance dell'Unione dell'energia deve essere approvato dalle commissioni per l'energia e l'ambiente, mentre quello sull'efficienza energetica deve essere approvato solo dalla commissione per l'energia. Entrambi i testi devono essere approvati dal Parlamento nel suo insieme, cosa che potrebbe accadere durante la sessione plenaria di ottobre. Una volta che anche il Consiglio dei ministri dell'UE avrà dato il suo via libera, la legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Dopo la pubblicazione, il regolamento sulla governance sarà applicato direttamente in tutti gli Stati membri, mentre per la nuova direttiva sull'efficienza gli Stati membri disporranno di 18 mesi per recepirlo nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali.

TEMA TECNICO:

Efficienza energetica

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