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Clamoroso passo indietro del Governo su detrazioni per ecobonus e sismabonus?

Presentato in Commissione Bilancio un emendamento che limita la cedibilità delle detrazioni ecobonus e sismabonus alla sola no tax area, chiara rinuncia alla potenzialità di stimolo del provvedimento. Il punto di Manuel Castoldi - Presidente di Rete IRENE e Virginio Trivella - Coordinatore Comitato Tecnico scientifico di Rete IRENE

 

 

Rete IRENE chiede che il Governo faccia un passo indietro sull’emendamento presentato in Commissione Bilancio che, se attuato, limitando la cedibilità delle detrazioni ecobonus e sismabonus alla sola no tax area, di fatto impedirebbe il dichiarato indirizzo di sviluppo avviato con la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) presentata solo pochi giorni fa.

 

Manuel Castoldi e Virginio Trivella ricordano che le linee guida della SEN, presentata dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, sostengono il ruolo centrale dell’efficienza energetica soprattuttoin ambito residenziale, convenendo sull’esigenza di potenziare i meccanismi di stimolo. In particolare tali linee guida ben si coniugano con i nuovi incentivi a favore della riqualificazione energetica profonda (ecobonus) e del miglioramento strutturale (sismabonus) degli edifici condominiali introdotti dal 1° Gennaio 2017, che assicurano la possibilità per tutti i beneficiari di cedere le detrazioni ad altri soggetti capienti. Si tratta di un particolare fondamentale perché capace di risolvere l’incertezza congenita delle detrazioni fiscali, che dipende dalla mutevole situazione soggettiva dei beneficiari.

L’emendamento del ministro dell’Economia rischia di vanificare un processo virtuoso di stimolo dell’economia e di vantaggio per la protezione dell’ambiente ancor prima che parta, visto che non sono ancora state pubblicate le regole che l’Agenzia delle Entrate avrebbero dovuto emanare entro il 1° marzo.

 

L’emendamento che limita la facoltà di cessione ai soli contribuenti appartenenti alla no tax area (reddito annuo inferiore a circa 8 mila euro) presenta, si legge nel comunicato di Rete Irene, alcuni aspetti pessimi per l’incisività del meccanismo di stimolo:

• abolisce la facoltà di detrazione per tutti, introdotta dal 1° gennaio 2017 sia per l’ecobonus per condomini (art. 14, comma 2-quater del DL 63/2013) sia per il sismabonus per condomini (art. 16, comma 1-quinquies del medesimo DL), mantenendola esclusivamente a favore dei soli incapienti totali come già era in vigore, senza successo, dal 2016

• è cancellata la facoltà di ulteriore cessione

• la condizione di incapienza totale deve essere presente nell'anno precedente a quello di sostenimento delle spese: di conseguenza chi diventa incapiente in seguito non potrà usufruire della cessione.

 

La detrazione ceduta sarebbe fruibile dal cessionario esclusivamente in compensazione di imposte e contributi in 10 quote uguali annuali, così come già definito dall'Agenzia delle entrate per il 2016. L’unico miglioramento rispetto al meccanismo già in vigore l’anno scorso è che la cessione può essere fatta a favore di soggetti privati diversi dalle imprese che hanno eseguito i lavori.

 

È scomparso anche il divieto di cessione agli istituti di credito e agli intermediari finanziari ma, da quanto si può intendere dalle parole di chi ha presentato l’emendamento, è dubbia la reale disponibilità del Governo ad avallare questa possibilità.

 

Molto duro Manuel Castoldi , Presidente di RETE IRENE  che sottolinea che se approvato questo emendamento rappresenta un clamoroso passo indietro rispetto all’apertura del Governo di soli pochi mesi fa, che rende del tutto inefficace la soluzione del problema dell’incapienza fiscale, che è di importanza strategica. Non è sufficiente infatti pensare solo alla no tax area e non considerare la ben più vasta area di coloro che al momento non vi appartengono ma che vi potrebbero rientrare negli anni successivi, o che comunque non hanno prospettive certe di reddito tali da assorbire in tutto o in parte le detrazioni. Significa non risolvere affatto il problema dell’incertezza e rinunciare alla potenzialità di stimolo del provvedimento. La conseguenza pratica è che sui progetti (e sono tantissimi) che oggi sono fermi in attesa di disposizioni dell’Agenzia delle entrate che consentano di dare applicazione alla norma introdotta dalla Legge di Bilancio, sarà messa una pietra tombale.

Si tratta di una decisione che, se approvata, può impattare significativamente sullo sviluppo economico e sociale del nostro Paese, bloccando lo sviluppo di un intero settore strategico e in grado rilanciare l’economia dell’intero sistema, che andrebbe viceversa sostenuto.

 

Virginio Trivella, Coordinatore Comitato Tecnico scientifico di RETE IRENE considera che si tratta di un emendamento miope e non comprensibile. L’intento del provvedimento, contenuto nella Legge di bilancio 2017, di stimolare l’economia dando una forte mano all’ambiente, viene completamente disatteso in cambio della riduzione del disavanzo per una manciata di milioni di euro. Contemporaneamente si mantengono 17 miliardi (calcolati per difetto dal Ministero dell’Ambiente) di sussidi pubblici dannosi per l’ambiente a cui si potrebbe facilmente attingere per raggiungere lo stesso risultato, ma senza mandare al macero un provvedimento che, se ottimizzato, può innescare la trasformazione del panorama immobiliare del Paese.come peraltro evidente nella nella bozza di Strategia Energetica Nazionale. Passaggi di questo tipo non fanno che confermare il comune sentire di una politica fatta di molti annunci e di poca coerenza”.

 

Rete Irene si augura in un ripensamento del Governo e che si uniscano a questo appello tutte le  istituzioni e le associazioni ambientaliste, con la consapevolezza che il sostegno dell’attività edilizia diffusa e il potenziamento dei nuovi meccanismi di incentivazione, rappresenta uno dei migliori driver per il rilancio dell’economia.

Per questo motivo è importante che in occasione della conversione in legge del decreto 50/2017 (Manovrina), non venga eliminata l’ottima caratterizzazione già fornita dalla Legge di bilancio per il 2017 ai nuovi meccanismi di incentivazione. E’ necessario dunque che l’Agenzia delle Entrate fissi al più presto le regole attuative che individuino i confini entro i quali gli operatori del settore possano lavorare.

 

Rete IRENE in questi mesi ha perfezionato molte proposte di emendamento in grado di superare i limiti ancora presenti e di dotare il provvedimento di un’incisività compatibile con il ruolo fondamentale attribuito all’efficienza del comparto immobiliare dalla nuova Strategia Energetica Nazionale. La loro approvazione consentirebbe di fornire una rapida risposta alla maggiore esigenza di stimolo, ora esplicitamente riconosciuta dal più alto livello istituzionale, offrendo soluzioni immediatamente applicabili. 

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