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Rinnovabili. Fotovoltaico ed eolico a rischio, mancano metalli rari

Lo sviluppo di alcune tecnologie a basse emissioni di carbonio potrebbe essere compromesso dalla carenza di alcuni metalli. L'allarme arriva dall'Istituto Energia e Trasporti del Centro Comune di Ricerca (JRC - Joint Research Centre) della Commissione Europea, che ha condotto uno studio specifico sull'approvvigionamento dei metalli fondamentali per sei tecnologie a basse emissioni, e precisamente: nucleare, eolico, solare, bioenergie, Smart Grids e cattura e stoccaggio della CO2 (CCS). La conclusione dello studio è che cinque metalli (indio, gallio, tellurio, neodimio e disprosio) si trovano in una situazione di rischio particolarmente elevato, in termini di disponibilità di riserve mondiali, con possibili carenze di fornitura che nei prossimi anni potrebbero avere pesanti ripercussioni per alcune tecnologie, e in particolare per l'eolico e il fotovoltaico. Negli ultimi anni - si osserva nel rapporto - si è manifestata una rapida crescita della domanda di molti metalli con conseguenze importanti sul piano dell'approvvigionamento determinate anche dalla concentrazione geografica di alcune di queste riserve. A risentirne è stata soprattutto l'Europa dove lo sviluppo di molte tecnologie avanzate dipendono in misura pressoché totale dalle importazioni di materie prime. Lo studio del JRC ha analizzato il possibile andamento della domanda dei metalli fino al 2020 e al 2030, individuandone 14 per i quali si potrebbero verificare carenze di disponibilità sui mercati internazionali rispetto alla domanda dei Paesi industrializzati. Le maggiori criticità potrebbero riguardare il fotovoltaico per l'approvvigionamento di tellurio, indio e gallio, e l'industria eolica con riferimento al neodimio e al disprosio. Nel rapporto vengono anche suggerite opportune strategie di mitigazione per poter affrontare le carenze future, che vanno dalle possibilità di riciclaggio e riutilizzo dei materiali impiegati alla loro completa sostituzione con materiali alternativi.
 
 
Fonte lastampa.it - ambiente

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