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Rinnovabili non programmabili sempre più diffuse in Italia

Dall'Autorità una fotografia della diffusione delle fonti rinnovabili in Italia per la produzione di energia elettrica


L’Autorità per l’Energia, il Gas e il Sistema idrico ha pubblicato lo scorso giugno la relazione 339/2016 dedicata allo stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento. La relazione presenta un quadro generale sulla variazione del mix produttivo di energia elettrica e sulla diffusione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.
Una parte dell’analisi è dedicata al recente sviluppo del sistema elettrico, sia in termini di accesso alle reti elettriche sia in relazione all’evoluzione dei mercati e del dispacciamento.


Spazio anche ai dati dedicati all’impatto degli strumenti di sostegno alle fonti rinnovabili e alla cogenerazione ad alto rendimento, considerando anche i Sistemi Efficienti d’Utenza (SEU) e i sistemi ad essi equiparati (SEESEU) sulla base dei dati numerici resi disponibili dal GSE.


Nel 2014 e 2015 è aumentata la diffusione delle rinnovabili nel nostro paese, sia in termini di potenza installata (circa 51 GW nel 2014 su un totale nazionale di 125 GW, pari al 40,3% a fronte del 24% nel 2004), sia in termini di produzione (circa 121 TWh nel 2014 su un totale nazionale di 280 TWh, pari al 43,1% a fronte del 18% circa nel 2004), con un ruolo sempre più rilevante di fotovoltaico ed eolico e di impianti di media e piccola taglia, e conseguente riduzione dell’incidenza delle fonti fossili.

 

Sulla base dei dati di preconsuntivo 2015 appare che la produzione da fonti rinnovabili abbia subito una diminuzione legata alla scarsa idraulicità (da 121 TWh a circa 107 TWh), mentre la potenza efficiente lorda è comunque aumentata di circa 1 GW, evidenziando una crescita, in termini di nuove installazioni, superiore rispetto a quella dell’anno precedente.

 

 

L’evoluzione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili, soprattutto fotovoltaici, è stata molto rapida negli ultimi anni e si è stabilizzata negli ultimi anni.
La crescita del fotovoltaico ha registrato un andamento particolare, influenzato dagli strumenti incentivanti nella relazione definiti "troppo generosi", mentre la crescita (pur rilevante) degli impianti eolici è stata molto più lineare nel tempo.

 

 

 

Complessivamente, per l’anno 2015, si stima che i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili, a consuntivo, siano pari a circa 12,5 miliardi di euro (di cui circa 12,3 coperti tramite la componente A3), in linea rispetto all’anno precedente, per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 65 TWh.

 

Si stima che per l’anno 2016, i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili siano pari a circa 13,5 miliardi di euro, interamente coperti tramite la componente A3 per effetto del venir meno del meccanismo dei certificati verdi, e che gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate siano superiori a 14,2 miliardi di euro. In relazione agli anni successivi al 2016 ci si attende una riduzione dell’impatto in A3 derivante dagli strumenti incentivanti: tali oneri dovrebbero stabilizzarsi intorno ai 12,5 miliardi di euro l’anno (ormai quasi tutti imputabili alle fonti rinnovabili).

 

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