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Rinnovabili, Rossi: attenti all'effetto delocalizzazione

La bocciatura sostanziale da parte della Commissione europea dei decreti sulle rinnovabili ha generato qualche commento da parte degli europarlamentari italiani.
Oreste Rossi, che sta seguendo la tematica dei costi energetici da vicino ( e che in passato non ha risparmiato critiche all'operato dell'esecutivo di Bruxelles, stavolta ha accolto con favore la presa di posizione di Gunther Ottinger.

«Bene ha fatto la Commissione europea a strigliare l'Italia in merito al decreto sulle rinnovabili - ha espresso in una nota - chiedendo una riduzione delle procedure amministrative che finiscono per complicare l'accesso agli incentivi».

«In Italia - ha affermato - uno dei principali oneri per le imprese è proprio il costo elevato della burocrazia, che costringe spesso le nostre aziende a delocalizzare».

Rossi poi cita uno studio elaborato dalla società di consulenza Ecoway secondo cui alcune Regioni (Veneto, Piemonte, Lombardia e Trentino) sono particolarmente virtuose nel rispettare i limiti di emissioni di gas serra fissati da Bruxelles.

Ma la definisce «una notizia positiva che potrebbe celare dati allarmanti», dato che il virtuosismo di queste regioni, le più industrializzate, si accompagna a un forte calo della produzione industriale, e quindi «a una forte spinta alla delocalizzazione».

«Se vogliamo evitare che il nostro sistema industriale collassi - ha concluso Rossi - non dobbiamo appoggiare la folle politica ambientale dell'Ue che vorrebbe ridurre le emissioni del 30% entro il 2020 e addirittura dell'85% entro il 2050».
 
Fonte europarlamento24.eu

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