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Rinnovabili, Ue boccia decreto incentivi: troppa burocrazia

I servizi della Commissione europea hanno inviato una lettera di richiamo all'Italia in cui criticano severamente il nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo economico che riforma il sistema di incentivi per le energie rinnovabili.

Le nuove norme che impone il decreto, in discussione oggi alla riunione Stato-Regioni, renderanno «molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti», scrive l'esecutivo comunitario in una missiva dei servizi del commissario all'Energia, Guenter Oettinger. «Insieme alla riduzione degli incentivi finanziari - si legge nella lettera inviata lunedì - le procedure amministrative che si applicano agli incentivi devono essere semplificate. L'introduzione del meccanismo dei registri per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbero aumentare l'onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario». Una preoccupazione, nota Bruxelles, aumentata dall'attuale «clima finanziario difficile».

I servizi della Commissione sottolineano inoltre che «l'obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kW per il fotovoltaico e ai 50 kW per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario». La Commissione chiede anche una «differenziazione» nella riduzione delle tariffe elettriche a seconda della «maturità» delle diverse tecnologie. Il richiamo di Bruxelles sollecita poi «periodi di transizione più lunghi di quelli attualmente previsti» per poter «accompagnare l'adattamento del mercato ai nuovi sistemi d'incentivi e proteggere gli investimenti esistenti», considerando anche che «le procedure d'attuazione delle procedure dei nuovi meccanismi d'asta non sono ancora stati definiti».
Non sono ancora stati adottati, infine, lamenta Bruxelles, «i sistemi di sostegno per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento». Oltre alla «necessità di un'adozione tempestiva» di queste misure, Bruxelles chiede «chiarezza sulla continuazione» del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e «la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di "certificati bianchi"».
 
Fonte lastampa.it

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