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Solar Energy Report: presente e futuro dell'energia solare in Italia

E' stata presentata ieri mattina di fronte a un'ampia platea di circa 1000 persone, la 4a edizione del Solar Energy Report, appuntamento annuale realizzato dall'Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano.
La pubblicazione fornisce come di consueto un quadro sulle diverse modalità di sfruttamento dell'energia solare: fotovoltaico, termico e termodinamico - con particolare attenzione al mercato del fotovoltaico - esaminando aspetti di natura tecnologica, normativa e relativi alle dinamiche della domanda e dell'offerta. 
 
Ha aperto i lavori Vittorio Chiesa, Direttore dell'Energy & Strategy Group, che ha sottolineato che, come per lo scorso anno, l'uscita del Rapporto coincida con un'incertezza normativa dovuta in questo caso all'emissione del V Conto Energia, cui viene attribuito un impatto molto negativo sulle dinamiche di sviluppo future del settore.

Il fotovoltaico
Per quanto riguarda i principali dati che emergono dal Solar Energy Report, si evidenzia che dopo un inizio del 2011 particolarmente burrascoso, a causa del Decreto del 3 marzo 2011 che di fatto ha sospeso il sistema di feed-in-premium stabilito dal Terzo Conto Energia, determinando di conseguenza il blocco dell'attività degli operatori del settore, l'approvazione del Quarto Conto Energia emanato con il D.M del 5/5/11, ha permesso al settore di ripartire pur con un cambiamento del modello di business degli operatori italiani del fotovoltaico, tradizionalmente concentrati sui grandi impiani a terra che si sono dovuti riconvertire sul mercato più frammentato e complesso degli impianti a tetto, divenuti più interessanti con il IV Conto Energia.
Inoltre il settore ha risentito dell'onda lunga del decreto Salva Alcoa che ha generato una "corsa" per connettere entro giugno 2011 gli impianti già installati negli ultimi mesi del 2010, termine ultimo stabilito per godere dei benefici del Secondo Conto Energia. Dai primi mesi del 2012 è stata prospettata dal Governo una prossima interruzione del Quarto Conto Energia, già a partire dal secondo semestre dell'anno, per effetto del raggiungimento, anticipato rispetto alle attese, del limite di 6 mld € di costo annuo degli incentivi. L'11 aprile 2012 il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini e il ministro dell'Agricoltura, Mario Catania hanno emanato i due nuovi decreti dedicati al Quinto conto energia e alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche.  
 
I numeri del 2011 del fotovoltaico
All'Italia spetta nel 2011 il primato degli impianti fotovoltaici entrati in esercizio nel mondo, ben 9.37 GW di potenza (il 45% del totale a livello europea, quasi il 34% nel mondo).
 

 
 
 
Si deve però tener conto che questi numeri cambiano se depurati dall'effetto del Decreto Salva Alcoa: considerando quindi solo le nuove installazioni avvenute in Italia nel 2011, si parla di 5.65 GW di nuova potenza fotovoltaica, in calo di quasi il 7% rispetto al picco di oltre 6GW del 2010. La Germania quindi risulta ancora saldamente in testa alla classifica mondiale sebbene lo scenario globale stia cambiando con una fetta sempre crescente di installazioni al di fuori dell'Europa: il peso percentuale dei paesi extra-europei è costantemente aumentato dall'11% sull'installato 2010 al 25% del 2011.
 


 
I due aspetti più significativi del mercato italiano fanno riferimento all'incremento della quota degli impianti di taglia superiore a 1MW ("centrali fotovoltaiche"), passata dal 22% nel 2010 al 31% e, più in generale, della quota di impianti "grandi", ossia sopra i 200 kW, passati dal 67% della nuova potenza installata nel 2010 al 71% nel 2011. Ciò è soprattutto imputabile all'estrema turbolenza normativa che ha colpito maggiormente gli operatori più deboli della fascia 20-200 Kw.; le installazioni residenziali sono sostanzialmente rimaste costanti attorno al 12% della potenza totale.
 


 
Inoltre si è verificato un aumento della quota degli impianti realizzati su tetto rispetto a quelli al suolo, arrivati nel 2011 al 38% della nuova potenza installata, grazie alla maggiore appetiibilità delle tariffe incentivanti fissate dal IV Conto Energia.
Tra gli aspetti più critici rilavati dal Rapporto, va segnalata la contrazione delle marginalità per gli operatori del settore, che in molti casi si è attestata a livelli inferiori a quelli registrati nel 2009, con anche ricadute occupazionali (l'occupazione diretta ha fatto segnare un calo di circa il 3% rispetto all'anno precedente).

Il volume di affari generato nel 2011, relativamente agli impianti effettivamente realizzati, è stato pari a 14.8 mld di euro, in calo di circa il 31% rispetto al 2010, a causa della diminuzione del volume di impianti installati e per il significativo calo del prezzo chiavi in mano, in tutti i principali segmenti di mercato. La "leadership relativa" va al segmento dei grandi impianti, con taglia compresa tra i 200 e i 1.000 kW, che ha generato un volume d'affari complessivo di 5,7 mld €.  Il comparto degli impianti residenziali e commerciali (che comprende gli impianti fino a 20 kW di potenza installata) ha fatto registrare il volume d'affari più basso tra tutti i segmenti di mercato, con una riduzione rispetto al valore 2010 di oltre il 30%.

Il futuro del fotovoltaico in Italia 
In relazione al V Conto Energia, le previsioni riportate da Chiesa parlano di una netta riduzione della potenza fotovoltaica installata in Italia nel 2012.
In particolare, secondo le stime del Solar Energy Report, il mercato 2012 del fotovoltaico in Italia potrebbe attestarsi attorno a 2,7 GW, in calo del 53% rispetto al 2011. Il 2013 sarà ancora meno "generoso" con una stima "realistica" di circa 1,5 GW di nuova installazione. Gli impianti residenziali e commerciali potrebbero nel complesso arrivare a circa 800 MW di nuova potenza installata (-48% rispetto al 2012), mentre i grandi impianti potrebbero essere giustificati solo nel caso si preveda un significativo auto-consumo dell'energia.

 

Tra i provvedimenti più importanti del V Conto Energia va sottolineato l'irrigidimento del vincolo di spesa, con un limite semestrale di potenza incentivabile basato sul costo di incentivazione di volta in volta richiesto per le nuove installazioni. Il principio viene "aggravato" dalla proposta di estendere il meccanismo di accesso tramite "registro" per tutti gli impianti di taglia superiore ai 12 kW. L'impatto di questa novità potrebbe essere tuttavia pesante per il mercato italiano, visto che l'esempio di applicazione del "registro" nell'ambito del Quarto Conto Energia si è già dimostrato un palese insuccesso.
"Le nostre analisi - ha detto Vittorio Chiesa -hanno permesso di evidenziare come, complessivamente nei cinque semestri previsti dal Quinto Conto Energia, la potenza incentivabile potrebbe raggiungere i 4 GW alla luce dei limiti di costo definiti in precedenza".
Il punto chiave del Quinto Conto Energia si riferisce senza dubbio alle nuove tariffe incentivanti, per le quali è previsto - a seconda della taglia, ma anche delle diverse "versioni" di cui si dispone - un "taglio" che va da un minimo del 38,5% per gli impianti di taglia più piccola ad un massimo del 65% per gli impianti di taglia maggiore rispetto a quanto già comunque previsto dal Quarto Conto Energia. "Le nostre analisi - ha continuato Chiesa - dimostrano che il taglio "drastico" delle tariffe avrebbe un effetto assai importante, in particolare per gli impianti fotovoltaici di grossa taglia (anche se installati su edificio), che diventano chiaramente non appetibili per gli investitori. Anche gli impianti di medie e piccole dimensioni si allontanano dalla soglia "psicologica" del 10% di rendimento economico, pur mantenendo una discreta redditività. Lo scambio sul posto che invece diventa, con il Quinto Conto Energia, un'opzione non più associabile all'ottenimento della tariffa incentivante rischia di porre un freno alla tanta "agognata" generazione distribuita dell'energia elettrica".
Il suggerimento emerso è quello di affiancare, partendo dall'esempio tedesco, al Quinto Conto Energia e al suo taglio "vigoroso" delle tariffe una maggiore semplificazione e lo sviluppo di altri strumenti indiretti di incentivazione (come la fiscalità o la disponibilità di capitali per gli investimenti).
 
Il Solar Energy Report infine offre ampi approfondimenti intorno a temi particolarmente "caldi": dalla "grid parity" (il rendimento dell'investimento stesso in assenza di incentivi), alle ricadute fiscali che il settore fotovoltaico genera per lo Stato (le fonti di entrata fiscale fanno riferimento a due categorie di imposte, dirette - IRAP ed IRES ed indirette - IVA e ICI/IMU), dall'impatto sulle bollette dei consumatori dall'incentivazione del fotovoltaico, alle opportunità e potenzialità di impiego delle tecnologie di storage in applicazioni fotovoltaiche, dalla dismissione dei pannelli fotovoltaici, alle possibilità di business relative al loro riciclo.

 
Approfondisci il Solar Energy Report 2012
 
 

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