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Strategia Energetica Nazionale, firmato il decreto

Il Ministro dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera e il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini hanno approvato tramite Decreto Interministeriale il documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN) che prevede 4 obiettivi principali:
- riduzione dei costi energetici con un graduale allineamento ai prezzi europei
- pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale definiti dal ‘Pacchetto 20-20-20'
- maggiore sicurezza di approvvigionamento riducendo la dipendenza dall'estero
- sfavorire la crescita economica sostenibile attraverso lo sviluppo del settore energetico.
 
La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è il frutto di un ampio processo di consultazione pubblica, avviata a metà ottobre con l'approvazione in Consiglio dei Ministri del documento di proposta e proseguita con il confronto fino a dicembre di tutte le istituzioni rilevanti (Parlamento, Autorità per l'Energia e Antitrust, Conferenza Unificata, Cnel, Commissione Europea) e di oltre 100 tra associazioni di categoria, parti sociali e sindacali, associazioni ambientaliste e di consumatori, enti di ricerca e centri studi. Sono stati inoltre ricevuti oltre 800 suggerimenti e contributi da cittadini e singole aziende attraverso la consultazione pubblica che si è svolta on-line sul sito web del Ministero dello Sviluppo economico.

I Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico in una nota  sottolineano che rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, sono stati recepiti numerosi contributi.
Di seguito i più rilevanti:
• Una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo
• Una quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas
• Una definizione più precisa delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggioe di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per garantire l'allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso)
• Una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del Fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale
• Una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell'efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione)
• Una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore

Le azioni proposte nella strategia energetica - che ha un doppio orizzonte temporale di riferimento: 2020 e 2050- puntano a far sì che l'energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore economico di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, tracciando un percorso che consenta al contempo di migliorare fortemente gli standard ambientali e di ‘decarbonizzazione' e di rafforzare la nostra sicurezza di approvvigionamento, grazie ai consistenti investimenti attesi nel settore.

La realizzazione della strategia proposta consentirà un'evoluzione graduale ma significativa del sistema ed il superamento degli obiettivi europei "20-20-20", con i seguenti risultati attesi al 2020 (in ipotesi di crescita economica in linea con le ultime previsioni della Commissione Europea):
• Significativa riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all'ingrosso ai livelli europei. In particolare, è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro l'anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a circa 70 miliardi). Questo è il risultato di circa 4-5 miliardi l'anno di costi addizionali rispetto al 2012 (legati a incentivi a rinnovabili/efficienza energetica e a nuove infrastrutture), e circa 13,5 miliardi l'anno di risparmi includendo sia una riduzione dei prezzi e degli oneri impropri che oggi pesano sui prezzi (a parità di quotazioni internazionali delle commodities), sia una riduzione dei volumi (rispetto ad uno scenario di riferimento inerziale).
Superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020. Questi includono la riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo: 18%), riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all'andamento inerziale (obiettivo europeo: 20%) e raggiungimento del 19-20% di incidenza dell'energia rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo: 17%). In particolare, ci si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico al pari del gas con un'incidenza del 35-38%.
Maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore flessibilitàdel sistema. Si prevede una riduzione della fattura energetica estera di circa 14 miliardi di euro l'anno (rispetto ai 62 miliardi attuali, e -19 rispetto alle importazioni tendenziali 2020), con la riduzione dall'84 al 67% della dipendenza dall'estero. Ciò equivale a circa 1% di PIL addizionale e, ai valori attuali, sufficiente a riportare in attivo la bilancia dei pagamenti, dopo molti anni di passivo.
Impatto positivo sulla crescita economica grazie ai circa170-180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, solo in parte supportati da incentivi, e con notevole impatto in termini di competitività e sostenibilità del sistema.
 
Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anie Confindustria, commentando la SEN ha sottolineato "Auspichiamo che il decreto interministeriale sulla Sen presentato dai Ministri Clini e Passera sia messo in cima all'agenda delle priorità del nuovo governo, che ci auguriamo sia operativo prima possibile. Dalle scelte energetiche dipende, oggi più che mai, il futuro industriale e manifatturiero del Paese". "Dopo la consultazione pubblica a cui Anie ha partecipato  dando il suo contributo - ha proseguito Gemme - questo decreto rappresenta la seconda tappa del percorso verso quella articolata e coordinata politica energetica che tutti noi imprenditori chiediamo a gran voce per ridare vigore alla nostra già sofferente economia. Sappiamo che la Strategia, come dice il nome stesso, è solo un disegno programmatico che necessita quindi urgentemente di un piano che lo renda operativo nei tempi e nei contenuti. Ci auguriamo che questo piano vada nella direzione condivisa dalle aziende Anie di maggiore efficienza energetica e maggiore sviluppo delle rinnovabili".

Ricordiamo che noi giorni scorsi Legambiente, WWF e Greenpeace si erano espresse in modo critico rispetto al Documento approvato. 
 

Scarica il decreto interministeriale

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