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Tra il 2006 e il 2012 consumi energetici in calo dell’8% in UE, Italia a -12%

A livello UE l'energia rinnovabile nel 2012 ha contribuito per il 22%

L’ultimo studio presentato dall’Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione europea, evidenzia che i consumi energetici del nostro Paese tra il 2006 e il 2012 sono crollati del 12%, settimo decremento più significativo dell’area UE, mentre la media europea si attesta sull’8%.
Inoltre l’Italia continua ad essere particolarmente dipendente dall’estero, con un tasso di quasi l’81% di energia importata (seguita da Spagna, Germania e Francia), contro un 53% a livello Ue. D’altra parte il nostro è il quarto Paese UE per livello di produzione di energie rinnovabili (10%) dietro a Germania (19%), Francia (12%), Svezia (10%) e davanti alla Spagna (8%).
I cinque più grandi consumatori di energia in Europa sono stati la Germania, che ha registrato un calo del 9,2% rispetto ai livelli del 2006, la Francia (-5,3%), Regno Unito (-12,2%), Italia (-12%) e Spagna (-11,9%). I Paesi in cui si sono riscontrati i decrementi maggiori tra il 2006 e il 2012 sono Lituania (-17%), Portogallo (-15,2%), Grecia (-14,4%), Ungheria (-14,2%) ma anche Danimarca (-13,9%) e Gran Bretagna (-12,2%).
Nel 2012 l'energia nucleare ha contribuito per il 29% alla produzione totale di energia nella Ue a 28, seguita dalle energie rinnovabili (22%), combustibili solidi (21%), gas (17%) e petrolio (10%).


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