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Uncsaal: studio strategico sui sistemi solari-termici e fotovoltaici nel mercato italiano

L’Ufficio Studi Economici Uncsaal - associazione industriale italiana che raccoglie i produttori di serramenti, facciate continue e tecnologie per l’involucro edilizio - in collaborazione con l’Istituto di Management dell’Università di Lugano, ha realizzato una ricerca dedicata all’offerta di sistemi solari-termici e fotovoltaici nel mercato italiano.
La ricerca, prodotta in un’agile forma grafica a dispensa di 62 pagine, è focalizzata sulle aziende che progettano ed installano impianti fotovoltaici ad uso civile e industriale nel mercato italiano e fornisce informazioni competitive ed economiche utili alle aziende che desiderano allargare il proprio campo di attività a questo settore innovativo, eventualmente integrandolo nei sistemi dell’involucro edilizio.
Il periodo analizzato va dal 2002 al 2007 e si caratterizza per uno straordinario processo di sviluppo del mercato degli impianti fotovoltaici stimolato dalla crescita del prezzo del petrolio, da incentivi fiscali nazionali e da contributi regionali.
Nel mercato italiano si è passati da 50.000 KW di impianti installati annualmente nel 2002 su una superficie di 50.000 mq ad oltre 172.000 KW installati su una superficie di 250.000 metri quadrati nel 2007.
Lo studio si struttura in due parti: la prima analizza l’evoluzione di medio periodo (dal 2002 al 2007) e si focalizza sulle performance dei produttori di componenti e degli installatori. La seconda è dedicata al periodo che va dal 2005 al 2007 (quello di massimo sviluppo della domanda) e si concentra sull’analisi delle imprese installatrici di impianti.
 
Trend di medio periodo 2002-2007
L’analisi dell’evoluzione di medio periodo è stata realizzata sulla base delle performance di un campione di 31 aziende, di cui 27 aziende di piccole e medie dimensioni impegnate nella progettazione e nell’installazione di impianti e 4 aziende di grandi dimensioni produttrici di componenti per impianti, quali pannelli, inverter etc.
Lo straordinario processo di sviluppo del settore è ben rappresentato dall’evoluzione del valore della produzione aggregata del campione, che è cresciuta da 280 ad oltre 500 milioni di euro, ovvero di circa l’80% in sei anni. La redditività delle vendite (ROS) è passata da poco più del 2% al 4%, la redditività operativa (RONA) si attesta ad oltre il 12% ed è quasi raddoppiata nel periodo considerato.
Focus installatori 2005 – 2007
Il campione degli installatori è costituito da 37 imprese di cui 10 imprese nate nel 2003-2004 in seguito alla fase di rilevante crescita del settore. Il valore della produzione aggregato di queste aziende è aumentato del 130% in tre anni, passando da 100 a 230 milioni di euro, contro un aumento di circa il 40% del valore della produzione aggregato dell’intero settore nello stesso periodo. Le dimensioni medie delle imprese sono più che raddoppiate passando da 3 ad oltre 6 milioni di euro di valore della produzione. Le imprese con RONA superiore alla media del settore sono prevalentemente quelle di medie e grandi dimensioni (relativamente al settore), ovvero quelle che hanno un valore della produzione superiore ai 10 milioni di euro.
L’analisi della produttività evidenzia un aumento molto rilevante del valore della produzione per addetto che in 3 anni è raddoppiato, anche grazie al maggior utilizzo di manodopera a contratto e di posatori esterni. La produttività delle immobilizzazioni materiali è aumentata di circa il 60%, quella delle immobilizzazioni immateriali del 30%. La produttività dell’attivo totale netto è aumentata di circa il 10%. Si tratta di performance soddisfacenti che evidenziano come gli investimenti effettuati all’inizio della fase di espansione del settore permettano oggi di contribuire alla generazione di redditività operativa.
I risultati evidenziano una dinamica di crescita molto rilevante del settore, della quale sono protagoniste imprese di medie dimensioni che hanno ottenuto performance reddituali estremamente soddisfacenti. Nel medio periodo questo trend e’ destinato probabilmente a rallentare, ma non ad invertirsi, questo per via del crollo del prezzo
del petrolio. Tuttavia pur in presenza di una crescita continua della domanda si assisterà ad una riduzione dei margini causata da dall’ingresso di nuove imprese (attratte dalla notevole crescita del settore) che potrebbero praticare prezzi inferiori innescando una riduzione dei margini commerciali. 
 
Coordinatore della ricerca:
Carmine Garzia
Istituto di Management - Università della Svizzera Italiana USI
Coordinatore della Commissione Studi Economici di Uncsaal
 
Per ulteriori informazioni
www.uncsaal.it

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