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V Conto Energia, Clini: niente stop per le rinnovabili

Al via da oggi i rincari sulle bollette di luce e gas che incideranno sulle tasche dei cittadini con un iniziale aumento di circa il 5.8 per cento, che potrebbe ulteriormente crescere nei prossimi mesi. A partire da questi aumenti è in corso in questi giorni un  dibattito tra il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini sugli incentivi alle rinnovabili.
Il ministro Passera, considerando gli incentivi come i responsabili del caro bollette, nei giorni scorsi ne ha annunciato i tagli con l'arrivo dei nuovi decreti ministeriali. Passera ha in particolare sottolineato l'importanza di arrivare a "un riallineamento degli incentivi a quelli che si pagano negli altri Paesi". Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in un'intervista a Repubblica ha invece confermato la necessità di mantenere gli incentivi, sottolineato che  "Fermando le rinnovabili, rischiamo l'autogol e non tagliamo i prezzi, meglio tagliare gli aiuti al nucleare e alle acciaierie. Per abbassare le tariffe, ha continuato il ministro, innanzitutto bisogna pulire le bollette eliminando gli oneri impropri, a partire da quanto paghiamo per il Cip 6, per il nucleare, per gli sconti concessi alle grandi industrie energivore come le acciaierie".
Per Clini, "mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili" è "un errore strategico" perchè "rischieremmo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l'industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom".

In un'intervista rilasciata a Rainews 24 Clini ha tenuto a precisare che il ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico stanno lavorando insieme e d'accordo per una riduzione degli incentivi per il fotovoltaico, per riportare il valore dell'incentivo al prezzo reale dei moduli fotovoltaici oggi e per correggere le speculazioni che ci sono state in particolare nel 2010. "Io e il ministro Passera - ha dichiarato Clini - siamo d'accordo e stiamo lavorando insieme alla revisione degli incentivi. La revisione deve però assicurare il futuro del fotovoltaico e degli investimenti nell'energia solare. Quello dell'energia solare è uno dei settori di punta dell'innovazione tecnologica a livello globale, che dovrebbe portare nel giro di pochi anni ad un aumento dell'efficienza dei moduli fotovoltaici dai 10-12% di oggi al 25%, e anche un'innovazione in termini di dimensioni, attraverso le nanotecnologie si sta puntando infatti a ridurre le dimensioni dei moduli. E' un settore in grande evoluzione che va sostenuto".
"Più aumenta la quota di rinnovabili nel nostro portafoglio energetico - ha continuato il Ministro Clini - più diminuisce la necessità di importazione in particolare di petrolio e di gas naturale. C'è una certa rigidità del sistema italiano, probabilmente la produzione di elettricità dalle nostre centrali è in eccesso e vincolata alle forniture che sono forniture di lungo periodo per cui paradossalmente siamo costretti a tenere alto il livello di importazione, anche se non ne avremmo più bisogno. E' evidente che man mano che cresce la quota delle rinnovabili si riduce il costo di importazione della materia prima energetica nazionale. Ci sono molte voci in bolletta che pesano sui cittadini e non hanno diretta relazione alla fornitura di elettricità".
 
Secondo Legambiente è in corso  una campagna mediatica che punta a fermare le energie pulite, mettendo in luce solo l'impatto in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, per i cittadini e le aziende, derivanti da una prospettiva di investimento su un  modello energetico pulito, efficiente, distribuito.
Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente intervenendo nel dibattito di questi giorni ha apprezzato l'intervento di Clini  "Bravo Clini, e basta bugie sui costi delle rinnovabili in bolletta. Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio. I vantaggi delle tecnologie pulite diventano, invece, sempre più evidenti: abbassano il prezzo dell'elettricità al picco della domanda proprio grazie al solare fotovoltaico, riducono le importazioni grazie a una produzione pari al 26,6% dei consumi elettrici, abbassano i costi legati al protocollo di Kyoto. Invitiamo quindi il Ministro Passera a leggere con attenzione lo studio della Bocconi che mette in luce i risparmi che gli investimenti nelle rinnovabili produrranno nei prossimi anni, invece di ascoltare solo le solite lobby delle centrali inquinanti".
"E' stupefacente che tutta l'attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell'acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse. E' evidente la regia di questa operazione da parte di chi ha interesse a difendere la produzione termoelettrica convenzionale e a fermare il nuovo che avanza - ha continuato Zanchini -. Come non appare certamente neutrale l'atteggiamento del Ministro Passera, che in questi mesi invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e elettriche, fermi da settembre, ha preferito rinviare ogni decisione e confronto, per arrivare ora a parlare solo di tagli e tetti alle rinnovabili ‘per aiutare le bollette di famiglie e aziende', riproponendo una strada vecchia, sbagliata e che non fa gli interessi del Paese.".
 
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia ha evidenziato che "Il caro bollette, non può e non deve giustificare alcuna bugia. La vera causa di questi aumenti non sono gli incentivi alle fonti rinnovabili. La vera causa degli aumenti è la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili e il fatto che il costo della maggior parte dei nostri consumi sia determinato dal prezzo del petrolio sulla piazza di Londra. Un prezzo da lungo tempo impazzito. Le rinnovabili pesano sulla bolletta degli italiani per quote proporzionalmente modestissime. Inoltre è singolare il fatto che nel valutare il peso degli incentivi non si tenga quasi mai conto di quello che le misure di sostegno producono. Ce lo ha ricordato l'Università Bocconi, con una ricerca specifica, proprio pochi giorni fa: i benefici netti delle fonti rinnovabili, al 2030, ammonteranno a 79 miliardi di euro sotto forma di maggiore occupazione, mancata importazione di combustibili fossili, esportazioni nette dell'industria, riduzione del prezzo di picco dell'energia".
 
Valerio Natalizia, Presidente di GIFI-ANIE ha dichiarato: "La campagna mediatica sui costi del fotovoltaico è strumentale e di parte. Ha ragione il Ministro Corrado Clini: non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi. Nel solo 2011 il settore fotovoltaico ha generato 40 miliardi di euro di investimenti, per lo più privati, mentre il gettito IVA ha raggiunto i 4 miliardi. Negli ultimi 5 anni il fotovoltaico ha creato 100 mila posti di lavoro dei quali 20 mila addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni."
"La poca flessibilità degli impianti di produzione centralizzata è il vero limite allo sviluppo e all'innovazione del sistema elettrico italiano - continua Natalizia. L'obiettivo delle maggiori economie mondiali è la decarbonizzazione degli approvvigionamenti energetici. Solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica dalle instabilità geopolitiche."
"Concordo con il Ministro Corrado Clini  - conclude Natalizia - sulla necessità di ripulire le bollette elettriche da oneri impropri. Le famiglie italiane continuano a pagare per le fonti assimilate (che poco hanno di rinnovabile), per il nucleare e per gli sconti concessi alle grandi industrie come le acciaierie: questi oneri non generano ne innovazione e tantomeno competitività".

 
"Bene l'intervento del ministro Clini sul tema delle rinnovabili: ne ha sottolineato la strategicità per il sistema Paese e il ruolo fondamentale per arrivare ad un sistema elettrico meno rigido e più articolato che consenta di allentare la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili". Così commentano il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici, e Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. Il ministro Clini, continuano i parlamentari del Pd, "sgombra il campo da alcune forzature che negli ultimi giorni hanno irrigidito il dibattito sul peso che le energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, hanno sulle bollette elettriche in Italia. Ben venga - dicono - un 'tagliando' al sistema di incentivazione, ma che sia contestuale all'eliminazione dei costi che ancora immotivatamente si annidano nelle bollette come il Cip6 o gli sconti alle grandi industrie energivore. Sarebbe un errore imperdonabile - concludono - azzoppare il settore delle energie rinnovabili, perché i benefici di medio e lungo periodo che possono garantire, con una maggiore occupazione, export netto dell'industria e una riduzione del prezzo di picco dell'energia, sono stimati nell'ordine di quasi 80 miliardi di euro nei prossimo 20 anni da studi condotti dall'Università Bocconi"
 
Intanto oggi si svolge l'incontro di tutte le associazioni del settore rinnovabili ed efficienza energetica, organizzato da Ises Italia e Kyoto Club, con i responsabili dei ministeri dello Sviluppo economico, Ambiente e Politiche agricole con l'obiettivo di "un confronto trasparente sulle misure da prendere" per riformare gli incentivi alle rinnovabili.
 

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