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First Aid Clinic


  • Luogo
    INDIA
  • Committente
    Politecnico di Milano
  • Progettisti
    Bianchi Alessandro
  • Team progettuale
    Gian Luca BRUNETTI, Marina CANALA, Gianluigi FERRARI, Rachel ISLAND, Federico MINOLI, Matteo NOVARINO, Andrea PIROLLO, Claudia TESE
  • Categoria di intervento
    OSPEDALI, CASE DI RIPOSO

 

Clinica portatile per Nuova Delhi

Questo lavoro presenta un progetto di piccoli e intelligenti edifici che sono da intendersi come cellule rigenerative di base delle città intelligenti, elementi chiave (hi-tech) che permettono alla città di evolvere verso il modello di una smart-grid infrastrutturale connessa.

Questo è l'obiettivo che ha animato l'attività di un team progettuale integrato (architetti e ingegneri) formatosi nel quadro di un’avanzata esperienza di design e industrializzazione all’interno dell'Alta Scuola Politecnica (acronimo ASP, organizzata congiuntamente dai Politecnici di Milano e Torino) per definire il prototipo virtuale di un piccolo edificio definito in ogni singolo dettaglio; una clinica/pronto soccorso sostenibile, energeticamente indipendente, concepita per portare servizi di assistenza di base in contesti in via di sviluppo, poveri e sovrappopolati, come baraccopoli formatesi intorno alle megalopoli ad alta densità abitativa. Il management e la comunicazione di tale progetto è invece affidato ad Abad Architetti di Milano (www.abad.it), che già aveva curato il progetto di “smart school” pubblicato su Infobuild Energia all’indirizzo http://www.infobuildenergia.it/progetti/playing-architecture-139.html

L'idea alla base di tale ambito di ricerca progettuale va cercata - per accelerare il miglioramento delle condizioni umane di persone socialmente svantaggiate - nella necessità di energia e acqua pulita a buon mercato, condensati in pochi, piccoli smart-tech "Hub", che possano svolgere un ruolo fondamentale per l’attivazione di una virtuosa interazione tra competitività economica e salubrità ambientale, e che questi fattori possano a loro volta contribuire a limitare le barriere materiali e culturali tra periferie degradate e il resto della città.

Un primario criterio definito per la scelta della posizione di questi piccoli edifici all’interno degli slams (testato attraverso lo specifico caso di studio di New Delhi) è quello di mantenere una distanza massima da percorrere per raggiungere le smart-clinic come punti di riferimento delle zone degradate.
Questo aspetto migliora l'ottenimento di un’elevata accessibilità in termini spazio-temporale del tessuto urbano, questione definibile cruciale in aree caotiche e affollate, dove le persone si muovono a piedi o in bicicletta e gli ostacoli per i mezzi sono ovunque.

Il risultato del progetto è quindi uno smart building, sostenibile, energeticamente indipendente e produttivo per i fabbisogni quartierali, a chilometro zero, reversibile e portatile. Al raggiungimento dei propri scopi verrà semplicemente smontato e ricollocato.

 

Il progetto è stato premiato al SIE di Bologna, il Salone dell’Innovazione Impiantistica per gli Edifici, che ha evidenziato i migliori progetti/prodotti ad alta efficienza energetica nel campo dell'impiantistica, residenziale o terziaria, applicata al nuovo o all'esistente. A valutare i contest una giuria composta dai membri del Comitato Tecnico dell’evento e dai referenti delle riviste tecniche RCI, GT, Progettare, Impianto Elettrico e Arketipo, sulla base di criteri di sostenibilità ambientale, grado di innovazione e di integrazione edificio impianto, sia funzionale sia estetica; sperimentazione di nuove soluzioni e grado di fattibilità tecnica/economica/gestionale. 

 

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