IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Progetti > Padiglione Brasile

Padiglione Brasile


  • Luogo
    Milano
  • Cronologia
    - realizzazione: 2015
  • Superficie di intervento
    4133 metri quadri
  • Progettisti
    Arthur Casas, Atelier Marko Brajovic e Studio MOSAE
  • Aziende fornitrici
    TECNOSUGHERI
  • Categoria di intervento
    INFRASTRUTTURE
Richiedi informazioni

 

Flessibilità, fluidità, decentralizzazione

Basandosi sul tema “Sfamare il mondo con soluzioni”, il padiglione brasiliano adopera la metafora della rete - flessibilità, fluidità, decentralizzazione - per mostrare la connessione e l’integrazione dei diversi soggetti grazie ai quali il Brasile ha conquistato il ruolo di primato mondiale come produttore di cibo.
 
Nell’area di 4133 metri quadri il Brasile mostra ai visitatori di Expo MIlano 2015 tutte le possibilità in fase di studio e di realizzazione per aumentare e diversificare la produzione alimentare e venire così incontro alla domanda di cibo delmondo intero, usando tecnologie avanzate in modo sostenibile.
 
 
 
 
Concept
Il Brasile è tra i più grandi produttori agricoli del mondo. La sua attività agroindustriale è prospera e rinomata, mentre è meno nota la capacità tecnologica che supporta questo notevole rendimento.
La partecipazione a Expo Milano 2015, con un Padiglione che si estende su uno spazio complessivo di 4133 metri quadri, è l’occasione per mostrare al mondo le attività di ricerca del Paese e i suoi modelli di produzione e consumo di cibo. Il miglioramento delle coltivazioni si basa infatti sull’adattamento alle diverse condizioni poste dalle varie caratteristiche territoriali, biologiche, climatiche e culturali.
 
 
 
 
Le attrazioni del Padiglione
 
Il cuore pulsante del Padiglione del Brasile è una rete interattiva che collega i tre piani. Camminando sulla rete sospesa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante: dei sensori, infatti, rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante. La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery), con ortaggi, piante, fiori e frutti accompagnati da tavoli interattivi, che offrono giochi e informazioni sulle etnie del Brasile. Una rampa porta al primo piano, dove una proiezione guida i visitatori. Al secondo piano, un’altra proiezione su uno schermo trasparente mostra un video che si attiva grazie ai sensori di prossimità.
 
 
 
 
L'uso del sughero

Il padiglione del Brasile è stato progettato dagli studi Arthur Casas, Atelier Marko Brajovic e Studio MOSAE, che ha individuato il sughero come materiale per il rivestimento delle facciate dell'edificio.
“La scelta del sughero MD Facciata di Tecnosugheri ha permesso di offrire, allo stesso tempo, una innovativa soluzione architettonica ed un buon livello di isolamento termico all'edificio, in soli 8cm di spessore. Il tutto impiegando un materiale 100% naturale che non ha impatti negativi sull'Effetto Serra.” dichiara l'Arch. Dario Pellizzari. 
Anche da un punto di vista estetico, la scelta del sughero a vista trova una sua spiegazione ben precisa, come ci racconta l'Arch. Klaus Scalet: “Il padiglione si sviluppa su due corpi contigui ma con caratteristiche distinte: da una parte abbiamo la galleria aperta, realizzata con acciaio corten, che ospita la rete pedonale a mezz'altezza, permettendo di vedere la biodiversità delle colture brasiliane, piantate al piano terra.

 

 

Dall'altro si trova il corpo chiuso su tre livelli, dove al primo e secondo piano si trovano le esposizioni e i contenuti che affrontano il tema "SFAMARE IL MONDO CON SOLUZIONI", oltre a uffici, audtorium, bar, ristorante e altre attività. Tale edificio è stato rivestito di sughero faccia a vista per circa 1000m2 di facciata. Sapendo che il sughero, lasciato all'aperto, schiarisce naturalmente, abbiamo dovuto solo aspettare che l'ossidazione avesse inizio, per arrivare a quella tonalità chiara che avevamo immaginato in abbinamento al color “ruggine” del corten”.

 

 

Un altro aspetto fondamentale che ha portato alla scelta del sughero come rivestimento è stata la sua ecosostenibilità, come ha ricordato l'Ing. Luisa Basiricò: “Essendo il padiglione un edificio temporaneo, abbiamo cercato di pensarlo che avesse il minor impatto ambientale possibile, scegliendo materiali che potessero essere riutilizzati, ancor prima che riciclati. Per lo stesso motivo, abbiamo optato per un fissaggio dei pannelli di sughero di tipo meccanico, che ci permetterà di smontare i pannelli e di poterli impiegare in altri progetti o sullo stesso padiglione, una volta destinato ad altro utilizzo post EXPO”.
Il sughero MD Facciata non ha solo rivestito l'edificio, ma è anche presente all'interno, sotto forma di divani modulari. Posti al terzo piano, i divanetti si compongono di blocchi smussati, come sedute, e di pannelli fissati a muro, come schienali. Questa soluzione modulare ha permesso di realizzare un divano di oltre 20 metri di lunghezza.

 
 

Richiedi informazioni

Consiglia questo progetto ai tuoi amici

Commenta questo progetto

Il progetto è inerente le seguenti categorie
RISPARMIO ENERGETICO