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Quartiere CasaNova di Bolzano


  • Luogo
    Bolzano
  • Cronologia
    - progetto: 2009
    - realizzazione: da 2009 a 2012
  • Committente
    IPES Bolzano
  • Progettisti
    Fritz van Dongen
  • Categoria di intervento
    RESIDENZE

 

Nuovo quartiere sostenibile

A Bolzano, nel quartiere CasaNova, è stata nel 2012 portata a termine la realizzazione del progetto architettonico sviluppato dall’architetto Siegfried Delueg, vincitore del concorso di progettazione di livello europeo indetto da IPES nel 2006 per “Edifici residenziali nel nuovo quartiere CasaNova di Bolzano: lotto EA1”.
Il progetto del quartiere CasaNova fa parte delle iniziative attuate da IPES Bolzano (Istituto per l’edilizia sociale della Provincia di Bolzano) a incentivo della messa a disposizione a canone sociale di alloggi in affitto per famiglie meno abbienti.
Accanto ad un forte impegno sociale, l’imponente e moderno complesso residenziale del quartiere CasaNova, che conta 158 alloggi e 250 posti auto, si fa anche esempio di un convinto impegno nell’ambito ambientale, urbanistico ed energetico.
Alla base del progetto c’è il concetto di sostenibilità, ottenuta attraverso elevate prestazioni energetiche, l’utilizzo di energia rinnovabile, la pianificazione della mobilità, la gestione dell’acqua e la creazione di spazi verdi.
Il concetto energetico include sia un sistema di teleriscaldamento al servizio dell’intero quartiere con recupero di calore da un inceneritore, sia linee guida energetiche per i singoli lotti.

I limiti di fabbisogno energetico per il riscaldamento variano tra 30 e 50 kWh/m²a, in funzione del volume dei singoli edifici. Per rispettare il valore di fabbisogno energetico si è dovuto agire su due fronti: in primo luogo attraverso la riduzione delle dispersioni adottando elevati valori di isolamento e scegliendo una forma compatta e regolare dell’edificio, che permette di massimizzare il volume minimizzando la superficie disperdente; in secondo luogo ottimizzando gli apporti solari attraverso la variazione dell'altezza degli edifici a seconda della loro posizione, limitando così gli effetti di ombreggiamento.

Infatti, gli edifici a nord di un "castello" sono più elevati di quelli a sud.
Inoltre è previsto anche un impianto di teleraffreddamento a servizio delle utenze terziarie del quartiere. Una centrale alimentata dalla rete di teleriscaldamento e in posizione baricentrica, infatti, produrrà acqua refrigerata grazie a delle macchine ad assorbimento.

In questo modo il recupero di calore dall’inceneritore sarà sempre attivo: in inverno per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, in estate per la produzione di acqua calda sanitaria e per l’alimentazione degli assorbitori.
All’interno del quartiere è fatto largo uso di energia rinnovabile attraverso lo sfruttamento della fonte solare per la produzione di acqua calda sanitaria e per di elettricità. Inoltre un castello sfrutta anche l’energia geotermica sia per il raffrescamento estivo degli ambienti, sia per il preriscaldamento dell’acqua calda sanitaria e il riscaldamento degli ambienti nel periodo invernale, utilizzando una pompa di calore geotermica, che scambia calore con il terreno mediante la platea di fondazione.
L’intero concetto energetico porta a una riduzione dei consumi del 65% rispetto ad un quartiere costruito in modo tradizionale.

 

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