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Ristrutturazione a Chiavari


  • Luogo
    Bacezza, Genova
  • Superficie di intervento
    380 mq
  • Progettisti
    Paolo e Stefano Radice
  • Impresa
    3R Immobiliare
  • Aziende fornitrici
    EDILTECO
  • Categoria di intervento
    RESIDENZE
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La struttura a lavori terminati

 

Ristrutturare con piglio innovativo puntando al risparmio energetico.
Nel rispetto della tradizione.
Tetto in tripla con abbaini alla genovese, camini alla genovese, facciata a bugnato isolata mediante cappotto, lastre in ardesia, persiane alla genovese e pannelli solari per l’acqua sanitaria e il riscaldamento. Un obiettivo ambizioso quello di Paolo e Stefano Radice, titolari dello studio 3R, quanto mai abili nell’individuare il punto d’incontro tra memoria storica e soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Invaghito delle dolci forme collinari, lo sguardo mai sazio corteggia il Golfo del Tigullio.
Siamo vicino a Chiavari, località Bacezza.
Qui, sulla sommità del colle, sorge il Santuario della Madonna dell’Olivo , luogo di devozione mariana tra i più antichi della Liguria. A navata singola, custode di una “mirabile armonia” di marmi intarsiati, la chiesa deve i propri natali ad uno dei quei miracoli “minori” che, seppur senza sconvolgere, creano proseliti. E’ il 2 febbraio 936. Come d’incanto, ad un tessitore di Rovereto già in marcia di buon mattino, appare un ritratto della Vergine Maria con tanto di bambinello avvinghiato al collo. Il quadretto è appollaiato in equilibrio precario su un ramo d’ulivo. Senza alcun indugio viene costruita una modesta cappella che in breve tempo diventa meta prediletta di sentito omaggio.

La Vergine degli Olivi riscuote infatti enorme consenso nel cuore commosso dei liguri.

Tanto che nel 1145 una sua immagine, alla stregua di “lieto auspicio di pace”, verrà immolata nelle fondamenta del neonato castello. Dell’attuale Santuario costruito “sopra e all’intorno della primitiva chiesa di Nostra Signora dell’Ulivo e ultimato nel 1165, restano due chiese una dentro l’altra, servendo tuttora la prima da coro sotterraneo e la seconda da coro superiore”. Facile intuire che ristrutturare un edificio ad un tiro di schioppo da uno dei sacri tempi dedicati alla Vergine Maria impone non pochi obblighi e una cura al dettaglio di stampo certosino.Abbiamo svuotato l’edificio preservando l’involucro esterno. I locali abitati in passato da un singolo inquilino occupavano il secondo piano. Tanto il primo piano quanto il sottotetto venivano di fatto usati come deposito di materiali vari, mentre il piano terra ospitava le cantine. L’obiettivo – spiegano i fratelli Radice – è sempre stato quello di conciliare le caratteristiche tipiche delle case liguri con strutture  del tutto nuove e all’avanguardia. La facciata esterna, ad esempio, è stata isolata mediante intervento a cappotto (e ciclo termodeumidificante nella parte bassa) realizzato grazie alla posa dei pannelli Ecap L100 firmati Edilteco (e di spessore pari a 10 centimetri). Perché abbiamo scelto i prodotti Edilteco? Puntare al risparmio energetico è per noi un imperativo. Tanto che oggi i monolocali ricavati dall’intervento di ristrutturazione vantano in tal senso classificazione A+”.

Se è infatti vero che lungo la costa ligure l’inverno sorride perlopiù magnanimo - raro che le temperature scendano al di sotto dello zero - è altrettanto vero che, complice la tramontana, valli e colline spesso devono sopportare qualche brivido di troppo.

Ecco dunque che rendere immuni le abitazioni dai repentini  voltafaccia climatici si traduce in un’opzione non negoziabile. Edilteco, azienda di San Felice sul Panaro leader internazionale nella produzione di malte leggere termoisolanti, grazie a Ecap, pannello prefinito ideale per isolamenti termici a parete e a soffitto - fornito di sormonti è prerasato con rete in fibra di vetro annegata -garantisce una protezione efficace da qualsivoglia attacco umorale del meteo.

Ma isolamento termico nel linguaggio Edilteco non si traduce solo nella posa di Ecap.

Lasciamo che siano gli stessi fratelli Radice a guidarci nei dettagli di un’operazione immobiliare del valore di 1600 euro al metro quadrato.

Cui va l’indubbio merito di aver donato un volto nuovo ad una “vecchia casa” che, forte di quattro piani fuori terra di 93mq l’uno, è di fatto custode di un robusto vissuto storico. Un’intervento importante che ha cambiato la destinazione d’uso delle cantine e ha optato per il recupero a scopo abitativo del sottotetto. “Tutto questo mantenendo le caratteristiche tipiche dell’immobile genovese.

Ossia – puntualizzano i titolari di 3R Immobiliare -  tetto in tripla, abbaini alla genovese, camini alla genovese, fasciamento a piano terra con lastre in ardesia, persiane alla genovese in tinta verde vagone. Le unità esterne di climatizzazione degli alloggi sono state posizionate in quella stessa intercapedine che abbraccia i muri perimetrali. E che, areata e di larghezza pari a 1 metro, è stata realizzata ad una quota inferiore rispetto al pavimento interno finito. La pavimentazione, al pari dei muri, presenta rivestimento in pietra ardesia. Abbiamo riutilizzato alcuni lastroni già presenti nell’edificio con modalità “opus incertum”. Il piano terra ospita oggi un trilocale frutto dell’unione dei due monolocali previsti in origine dal nostro progetto, mentre quello superiore vanta due alloggi monostanza di oltre 28 mq l’uno, dotati di servizi igienici e antibagno.

Poste in modo da garantire un’altezza minima interna pari a 2 metri e 70, le nuove solette hanno permesso di rendere abitabili i locali del sottotetto. L’alloggio  realizzato al secondo piano contempla due camere e una zona giorno pensata ad hoc per l’appartamento ottenuto dal recupero della soffitta.

Rinforzati con una maglia strutturale in cemento armato o metallica, i muri perimetrali sono stati isolati grazie ad un doppio paramento interno in mattoni forati cui si interpone un’intercapedine riempita con opportuno materiale isolante. In tal senso, il contributo di Edilteco, si è rivelato importante. Abbiamo utilizzato l’intonaco premiscelato deumidificante ad elevato potere termoisolante Isolsan su una superficie pari a 120 metri quadrati. La protezione acustica del pavimento è stata ottenuta grazie alla posa del materassino dBred F3 7210 (200 metri quadrati), mentre per l’isolamento termico sono è stato impiegato l’aggregato superleggero Politerm Blu per la realizzazione dei sottofondi.

La posa in opera dei  prodotti targati Edilteco ha  permesso all’edificio di rientrare nella classe energetica A. Il passaggio più complicato? Raggiungere lo spessore di ben 17cm di Isolsan, conditio sine qua non per aggiudicarsi l’eccellenza. Una prima contabilizzazione dei consumi effettivi dello stabile ha evidenziato un notevole risparmio nella gestione della climatizzazione”. L’azienda di San Felice sul Panaro passa dunque l’esame a pieni voti. E non solo per quanto concerne il vantaggio conquistato dal punto di vista energetico.

Anche in materia di tutela dal rumore e dagli effetti nefasti delle vibrazioni Edilteco non teme infatti rivali. Con l’obiettivo di ottenere una gamma di proposte specifiche per l’isolamento acustico che si distingua per prestazioni e cura del dettaglio, Edilteco Group ha stretto la mano al principale produttore mondiale di materiali in gomma riciclata, da oltre mezzo secolo attivo sul mercato internazionale. Frutto del fortunato connubio, la linea dBred Noise Reduction garantisce un confort acustico a lungo termine.  La presenza di fibre in gomma SBR consente infatti il corretto controllo industriale del peso specifico del prodotto e garantisce la costanza della prestazione in opera. 

S’impone a questo punto un ultimo sforzo di immaginazione. Osservate le ringhiere in ferro dei poggioli dall’elegante seppur semplice decoro. Ammirate la facciata esterna: isolata a cappotto  vanta effetto bugnato a livello del piano terra e fregi pittorici a riquadro delle aperture. In alluminio ma di bianco vestiti, i serramenti esaltano le persiane alla genovese di un verde suggestivo che, in perfetta sintonia con i portoncini blindati dell’ingresso, promettono un dolce ritorno al passato. Entrate. Tanto la prima rampa del vano scala interno, ampliata nell’ottica di un eventuale servo scale per disabili, quanto la seconda rampa, demolita e ricostruita in cemento armato e profilati metallici e tavelloni, indossano uno splendido abito in marmo e ardesia. Neanche a dirlo, nel rispetto della tradizione ligure. Ogni alloggio vanta impianto di climatizzazione con calderina interna mentre le canne fumarie sono ospitate da tre camini alla genovese. Tepore, silenzio, un panorama da urlo. E la Madonna dell’Olivo che veglia su di voi. Potete desiderare altro?

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Prima dei lavori
Alcuni scorci interni prima e dopo i lavori di ristrutturazione

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