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Scuola "green"


  • Luogo
    Palestina, ISRAELE
  • Cronologia
    - progetto: 2011
  • Committente
    PRO BONO
  • Progettisti
    Cucinella Mario
  • Team progettuale
    Structural design: F&M favero&milan ingegneria_Ing. Maurizio Milan, Ing. Hazem Abdul Karim Environmental design:b&a associati architetture sostenibili_Arch. Mario Butera The University of Nottingham_ Prof. Brian Ford Water harvesting system design: artecAMBIENTE_Geom. Mauro Lajo MEP: ManensTiFS_ing.Roberto Zecchin, ing. Andrea Fornasiero, ing. Ugo Piubello
  • Categoria di intervento
    EDIFICI SCOLASTICI

 

Questo progetto rappresenta una proposta architettonica per una scuola e un centro ricreativo/associativo rivolta ai giovani dei campi palestinesi.
Il prototipo è stato ideato dall'arch. Mario Cucinella, nell'ambito del primo tavolo tecnico italo-palestinese sull'eco-architettura e delle energie rinnovabili, tenutosi a Ramallah nel marzo 2010.
Il tavolo è stato organizzato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo e dal Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con i Ministeri della Pianificazione e delle Opere Pubbliche dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Il concpet generale è stato sviluppato tenendo conto delle attuali condizioni economiche e sociali dei Territori Palestinesi, ascoltando i bisogni reali dei residenti nei campi profughi.
La scarsità della risorsa acqua e gli alti prezzi delle fonti energetiche rappresentano le attuali criticità di questi territori.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l'UNRWA (The United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) e finanziato dalla Islamic Development Bank - Kuwait Fund for Development.
Esso consiste nella costruzione di un edificio autosufficiente che produce tutta l'energia di cui ha bisogno attraverso le risorse rinnovabili disponibili in loco (energia solare e geotermica) e capace anche di coprire l'intero fabbisogno di acqua per le pulizie, i servizi igienici e l'irrigazione con il recupero delle acque piovane in copertura e al trattamento delle acque reflue tramite fitodepurazione.
Il disegno promuove l'utilizzo di materiali disponibili in loco nonché l'adozione di semplici sistemi costruttivi in modo da limitare i costi di costruzione e facilitare le operazioni di cantiere dove potranno essere coinvolti i rifugiati stessi.

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