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Vineyard Surface Water Treatment Plant


  • Luogo
    California, STATI UNITI AMERICA
  • Progettisti
    MWH
  • Categoria di intervento
    INFRASTRUTTURE

 

Metti un impianto di trattamento acque e un edificio direzionale costruiti nella California Central Valley con i più avanzati criteri di risparmio energetico e idrico. Aggiungici un progetto di architettura vernacolare ispirato alla tradizione italiana e armonicamente inserito nel  paesaggio circostante.
Ecco riassunto in poche righe il progetto Vineyard Surface Water Treatment Plant,uno spettacolare esempio di come anche l'architettura industriale possa essere un successo dal punto di vista sia ambientale che estetico.
Ad occuparsi di questo innovativo progetto è MWH,multinazionale di ingegneria e consulenza ambientale focalizzata in maniera particolare sulle tematiche dello sviluppo sostenibile, che si è occupata a partire dal 2008 della progettazione e della direzione dei lavori, finalizzati da pochi mesi.
Questo progetto presenta sicuramente un'originale scelta estetica: l'impressione, infatti, non è quella di avere davanti un impianto di trattamento acque, bensì una grande cascina toscana dai tratti un po' modernizzati e nel cuore della California. L'ammirazione americana verso il Bel Paese è nota, così come la vocazione viticola californiana. Il tutto ha fornito un'ispirazione unica ed originale ai progettisti di Vineyard. 
Davvero innovativi anche gli aspetti ambientali, tanto che l'autorità per il servizio idrico della municipalità di Sacramento - committente del progetto - ha deciso di finanziare parte del processo di candidatura dell'annesso edificio direzionale per la LEED Gold Certification. Il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è un sistema di certificazione degli edifici che nasce su base volontaria e che viene applicato in oltre 140 Paesi nel mondo da parte di Green Building Council, associazione no profit che ha come scopo la promozione e lo sviluppo di un approccio globale alla sostenibilità.
Entriamo un po' più nei dettagli del progetto. Innanzitutto, l'impianto nasce dall'esigenza di contribuire all'approvvigionamento di acqua potabile attraverso il trattamento acque di superficie provenienti dal fiume Sacramento. In questo modo il sistema di acque sotterranee, che prima rappresentata l'unica fonte di approvvigionamento, sarà meno sollecitato e potrà rigenerarsi. Una volta concluso, il Vineyard sarà l'impianto più grande nel suo genere mai realizzato nella regione e a regime si calcola che potrà approvvigionare oltre centomila famiglie ed imprese
L'annesso edificio direzionale si sviluppa su due piani ed occupa quasi 3.200 mq di superficie. E' stato progettato per sfruttare al massimo la luce naturale e razionalizzare l'uso dell'acqua. Alcuni dei materiali utilizzati per la costruzione sono riciclati, con un basso utilizzo di prodotti contenenti composti organici volatili.  
Sono stati rispettati anche altri criteri di green building di cui beneficeranno i futuri utilizzatori del complesso: servizi di trasporto alternativo, parcheggio preferenziale per i veicoli ecologici, massimizzazione degli spazi aperti e minimizzazione di quelli adibiti a parcheggio. I marciapiedi sono realizzati con speciali colori riflettenti per ridurre il surriscaldamento, così come saranno riflettenti i tetti, per contenere il calore all'interno degli edifici.
Si calcola che il risparmio idrico sarà del 34% rispetto a un progetto standard e quello energetico del 24%. Si privilegeranno materiali di produzione locale per ridurre i trasporti e quindi i costi e le emissioni. Gran parte dei materiali di scarto della costruzione sarà riutilizzata o riciclata, ma non destinata a discarica.
Inoltre, tutto il legno utilizzato nel progetto sarà certificato Forest Stewardship Council (FSC) e 103 nuovi alberi saranno piantati per compensare le emissioni prodotte dall'impianto e contribuire ulteriormente al piacevole impatto estetico dello stesso sul territorio.
Infine, è in corso di valutazione l'eventuale applicazione di pannelli solari all'impianto per usufruire in parte anche di energia rinnovabile autoprodotta. I numeri ci sono tutti. Adesso si attende solo che il Green Bulding Council, organismo internazionale preposto alla certificazione LEED, si pronunci in maniera ufficiale.
 
 

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