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Acquistare un’auto elettrica: cosa c’è da sapere

Nella scelta di un’auto elettrica il prezzo è ancora un ostacolo. Oggi però grazie a superbonus e incentivi regionali, dove previsti, è superabile. E poi ci sono altri vantaggi economici

A cura di: Andrea Ballocchi

I vantaggi di acquistare un'auto elettrica

 

Indice degli argomenti:

Perché acquistare un’auto elettrica? La risposta potrebbe essere: perché è conveniente. Sì, avete letto bene. Comprare una delle diverse proposte di electric vehicle non è più un’opzione “per chi se la può permettere”.

 

Certo, il fattore prezzo può essere ancora un ostacolo, ma non come prima. Anzi, in certi casi può essere già oggi economicamente interessante. «Consideriamo gli incentivi messi a disposizione in alcune regioni, cumulabili con il superbonus: in alcuni casi si arriva a 10mila euro di sconto sul prezzo di listino. Così il costo di alcune auto elettriche può essere confrontabile con quello di un modello di pari categoria, ma endotermico», afferma Gianfranco Pizzuto, impreditore e pioniere del segmento EV, consulente del settore automotive e influencer, che da anni sta portando avanti progetti legati alla mobilità elettrica e che sta lavorando per portare nel 2022 nel circuito di Formula E il primo team italiano.

 

In effetti, guardando per esempio alla Seat Mii electric si possono spendere meno di 14mila euro – contando su superbonus e incentivi regionali, dove previsti; per la Renault Zoe, sempre contando sugli incentivi si arriva a meno di 16mila euro (e ha un’autonomia accreditata a poco più di 390 km). La Skoda ha in listino la piccola Citigoe iV a 22.300 euro, che solo con il superbonus arriva a poco più di 17mila euro.

 

«E poi c’è l’opzione dell’auto elettrica usata: già con 9-10mila euro si possono trovare alternative garantite. Quindi il gap si continua a ridurre» sottolinea Pizzuto.

Acquistare un’auto elettrica: gli incentivi regionali

Quali sono le regioni che propongono incentivi per l’acquisto di un’auto green?

 

Incentivi regionali per acquistare un'auto elettrica

 

In Trentino Alto Adige gli incentivi sono, di fatto, permanenti. Nelle due province sono previsti per l'acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. A Trento si va dai 1.500 ai 4.000 euro (il massimo è proprio per auto elettrica) e, qui, a differenza di quello che accade in altre regioni, non vige l'obbligo di rottamazione.

 

Degli incentivi possono beneficiare persone fisiche e enti privati, tra i quali le onlus. Anche i rivenditori di autoveicoli con sede operativa in Provincia di Trento possono accedere al bonus.

 

Il Friuli Venezia Giulia prevede un contributo concesso per la rottamazione di un vecchio veicolo a benzina o a gasolio e per il conseguente acquisto di un veicolo di categoria M1 fino a 5mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici nuovi o a km zero.

Sono anche previsti 2500 euro se auto elettrica è usata.

 

In Veneto è stato dato avvio a un bando rivolto ai privati cittadini per la concessione di un contributo da 1.500 a 4.500 euro (anche in questo caso il massimo incentivo è per le auto elettriche (sempre cumulabile con i 6000 euro del superbonus) a fronte della rottamazione di autoveicoli altamente inquinanti (benzina euro 0,1,2,3 e diesel fino a euro 4) e dell’acquisto di automezzi a basso impatto ambientale.

 

La mobilità elettrica è incentivata ad ampio spettro in Valle d’Aosta: veicoli e biciclette a pedalata assistita; hoverboard, segway, monopattini, monowheel, ma anche le stazioni di ricarica domestica, oltre che le auto elettriche. Per queste ultime è previsto un contributo di 5mila euro, che arriva a 12mila euro per i privati “esercenti attività economica attinente al trasporto passeggeri” nonché per “gli enti locali e loro forme associative, gli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e gli enti strumentali”.

 

Inoltre la misura massima del contributo previsto senza rottamazione è maggiorato a seconda se l’auto sia euro 0 (- 20%), euro 1, 2 oppure euro 3 o 4 (- 5%).

 

In Piemonte, il bando per l’emobility emesso lo scorso febbraio vale per i Comuni della regione, le Unioni di Comuni o gli enti di gestione delle aree protette. Lo stanziamento di 1 milione di euro, previsto per stanziare contributi per favorire la mobilità sostenibile attraverso il rinnovo – tramite acquisto o noleggio – delle flotte pubbliche è valido per veicoli a benzina (fino a euro 1) benzina/metano o gpl (sempre fino a euro 1) e diesel (fino a euro 4). Stanziamenti sono previsti anche per le micro, piccole e medie imprese piemontesi.

 

La Lombardia l’anno scorso aveva stanziato 26,5 milioni di euro per il 2019-2020: 8.5 milioni di euro destinati alle imprese e 18 milioni ai cittadini. Era previsto che nuove risorse sarebbero state stanziate anche per il 2020, sotto forma di incentivi non più legati alle tecnologie motoristiche, ma alle emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera (PM, NOX e CO2). Anche in questo caso la misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese. Per la presentazione della domanda di contributo c’è tempo fino al 30 settembre.

 

In Sardegna, il passaggio alla mobilità elettrica è incentivato tramite un bando regionale dedicato alle Pmi sarde per sostituire un veicolo a motore con un veicolo full electric nuovo. L’aiuto è concesso in regime de minimis e consiste in una sovvenzione fino a un massimo del 75% dei costi ammissibili ed entro i massimali stabiliti dal bando per tipologia di veicolo elettrico, pari a 15mila euro per autovettura, 20mila euro per furgone e 25mila euro per pullmino.

 

Infine, in Emilia Romagna sono stati previsti incentivi per l’acquisto di un’auto nuova - con prima immatricolazione tra il 24 giugno 2019 e il 30 aprile 2020 – elettrica, ibrida (benzina/elettrica), a metano (mono e bifuel benzina) o gpl (mono e bifuel benzina). Per i mezzi elettrici o ibridi è previsto un contributo regionale per l’acquisto di 3 mila euro.

 

Si legge nel bando che: “La procedura per la richiesta di contributo si articola in tre fasi tutte online: prenotazione del contributo entro il 29 ottobre 2019; invio dell’ordine di acquisto entro il successivo 31 ottobre e rendicontazione attraverso un applicativo regionale entro il 30 aprile 2020”.

Acquistare un’auto elettrica: gli altri vantaggi da considerare

Un altro elemento nel vantaggio da considerare nel pensare all’acquisto di un’auto elettrica è il total cost of ownership (costo totale di proprietà): il parco auto italiano è uno dei più “datati”, con l’età media delle auto di proprietà di 11 anni. «In questo caso è un ulteriore fattore a vantaggio per propendere all’acquisto di un’auto elettrica in quanto i costi di manutenzione e quelli di carburante», spiega sempre Gianfranco Pizzuto.

 

auto elettrica colonnine di ricarica

 

Il TCO è un concetto nato nel mondo IT e utilizzato per calcolare tutti i costi del ciclo di vita di un'apparecchiatura, per l'acquisto, l'installazione, la gestione, la manutenzione e il suo smaltimento.

 

Un fattore non trascurabile, come pure il fatto che i veicoli elettrici godono dell’esenzione del pagamento del bollo fino al quinto anno di vita. «Non dimentichiamoci che i costi per il “carburante” per un’auto elettrica è decisamente più basso di una a motore termico: parlando per esperienza personale, da felice possessore di una vettura elettrica, pago circa 20 centesimi al kWh. Per percorrere 100 km mi sono necessari 20 kWh, quindi per coprire quella distanza spendo 4 euro. Facendo un paragone, è come percorrere con l’auto termica la stessa percorrenza con soli due litri di carburante. Se poi consideriamo l’energia prodotta dal fotovoltaico di proprietà, tolti i costi iniziali di installazione e contando sul credito d’imposta e con la possibilità di generare per almeno 20 anni energia solare diventa ancora più interessante».

 

Il prezzo per un “pieno elettrico” potrebbe così ridursi drasticamente. Altri costi evitati? Quelli per il cambio olio, per la cinghia, per la frizione. «Inoltre il sistema frenante delle auto elettriche usufruisce del recupero dell’energia da motore, che in parte rientra nella batteria, fungendo quasi da “freno motore” anche se è improprio definirlo così, che riduce sensibilmente il consumo dei componenti frenanti», spiega Pizzuto.

A bordo di un’auto elettrica: come cambia lo stile di guida?

Lo stesso imprenditore spiega quanto siano distanti gli stili di guida di un’elettrica rispetto a una a benzina o diesel: «la differenza che passa tra guidare un’auto elettrica rispetto a una vettura tradizionale è la stessa che c’è tra muoversi con una barca a vela e un motoscafo».

 

Interno auto elettrica

 

La mancanza di un motore e della trasmissione sono le differenze più marcate: nell’auto elettrica la coppia motrice viene erogata totalmente non appena si muove. «È una continua spinta, parte senza esitazione. E poi conta sull’assenza completa di vibrazioni e del rumore del motore che permette di godere di un relax e di un comfort di guida ineguagliabile. Occorre un po’ farsi l’abitudine all’inizio, ma poi è impagabile la qualità che regala alla guida. Personalmente la trovo più rilassante e tendo a “spingere” meno sull’acceleratore, proprio perché conto su una spinta sempre e subito disponibile. Certo, incide di più rispetto a un’auto normale, in termini di autonomia, la guida sul bagnato o sul terreno pesante, e anche il freddo è un fattore sensibile».

Acquistare un’auto elettrica: chi la vende è preparato?

Pizzuto guida già elettrico da molto tempo, ma è in attesa dell’arrivo della sua nuova auto “a spina”. A lui chiediamo cosa accade quando si sceglie una vettura elettrica piuttosto che una tradizionale e ci si reca a un punto vendita.

 

«Purtroppo, solo una casa automobilistica al mondo è dedicata esclusivamente all’elettrico e si dimostra preparata in termini di assistenza vendita. È organizzata con una rete vendita propria; nel caso delle altre Case, spesso ci si trova con un’impreparazione e una discutibile conoscenza delle auto elettriche rispetto a quelle con motori tradizionali, che rappresentano ancora la quota prevalente del venduto. In questo caso dovrebbero essere gli stessi costruttori a preparare la forza vendita».

 

Questa competenza sarebbe utile anche nel caso di consulenza sul sistema incentivante attuato a livello regionale. «Deve cambiare l’approccio, come avviene in alcuni Paesi: in Norvegia, ad esempio, ho notato un’attenzione e un’esperienza notevole in fatto di assistenza e vendita auto: d’altronde, lì il mercato auto propende fortemente verso l’elettrico».

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