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Detrazioni fiscali del 65% e 50% e ristrutturazioni edilizie, facciamo il punto

Cosa offre la Legge di Stabilità 2016 in termini di Ecobonus, detrazioni fiscali per l’efficienza energetica e la riqualificazione edilizia. Chi e in che misura può beneficiare del bonus

A cura di: la redazione

La Legge di Stabilità pubblicata in GU il 30 dicembre 2015 ha definito la politica di bilancio per il 2016 e, tra le altre cose, ha introdotto una seria di provvedimenti per l’anno in corso dedicati all’edilizia.

Vi proponiamo qui di seguito i principali aspetti che riguardano questo mondo, come sempre con un occhio di riguardo a riqualificazione energetica e sostenibilità.

 

Sono confermate per tutto il 2016 le detrazioni fiscali del 65% per interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico degli edifici, previste dal decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.


Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per chi acquista unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, sarà possibile detrarre in dieci quote annuali, il 50% dell'importo corrisposto per il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto, fino alla concorrenza del suo ammontare.


Le detrazioni del 65% sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari per le spese sostenute, dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica. 


Le detrazioni del 65% si applicano anche per le installazione di sistemi domotici, per le spese sostenute per l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti.
Tali dispositivi devono:

a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
c) consentire l'accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.


La Legge di Stabilità 2016 ha confermato l’ecobonus anche per i lavori di riqualificazione energetica effettuati nei condomìni.

E' confermata per pensionati, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi che si trovano nella “no tax area” e risultano incapienti, di cedere la detrazione del 65% ai fornitori che effettuano gli interventi con modalità da definire entro 60 giorni (ovvero entro il 1 marzo 2016), attraverso un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, che spieghi come operare concretamente la cessione. I fornitori potranno recuperare il credito in dieci anni.

 

In realtà su questo punto c’è parecchia incertezza. Nei giorni scorsi è stato approvato un ordine del giorno dalla Camera dei deputati, che vede come primo firmatario l’On. Sara Moretto, che impegna il Governo a rivedere questa norma e di valutare l’opportunità di consentire la trasformazione della detrazione decennale in credito d’imposta cedibile agli intermediari finanziari.” La mozione fa riferimento al fatto che "le medesime imprese edili che eseguono i lavori accumulano ulteriori crediti Iva per l'applicazione del regime del «reverse charge», e dello «split payment», con rilevanti difficoltà di compensare detti crediti per l'incapienza dei debiti tributari dovuti. Considerato che l'esperienza di questi anni dimostra che i tempi di recupero della detrazione spesso inibiscono l'utilizzo dell'agevolazione concessa per la riqualificazione energetica e appare quindi opportuno riflettere sulle modalità per rendere tale strumento più flessibile e adeguato alle esigenze delle famiglie attraverso un meccanismo che consenta l'anticipazione del credito di imposta attraverso l'utilizzo degli intermediari finanziari".

CNA in questo senso sottolinea che “La scelta adottata di vedere come unico cessionario del credito l’impresa che esegue i lavori, avrebbe determinato più problemi che benefici per le stesse imprese. Queste, infatti, avrebbero maturato ingentissimi crediti d’imposta che si sarebbero aggiunti ai crediti delle imposte sui redditi maturati in ragione della ritenuta dell’8% applicata sui bonifici finalizzati al riconoscimento della detrazione”.

Renovate Italy, che raccoglie numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, evidenzia che si tratta di una norma apprezzabile, ma che presenta una serie di criticità che, molto probabilmente, la svuoteranno di efficacia:

  • l’ambito di applicazione è troppo ristretto (interessa solo i contribuenti in condizioni di completa esenzione d’imposta, non quelli privi di  reddito né quelli in parziale o totale incapienza fiscale);
  • la norma parla di “credito” e non di detrazioni, ma sono già circolate interpretazioni restrittive secondo le quali il credito potrebbe essere esigibile solo in compensazione di debiti tributari o previdenziali in capo ai fornitori;
  • la cessione del credito ai fornitori creerà a costoro problemi di liquidità nell’ipotesi in cui il credito ceduto sarà esigibile in dieci anni;
  • la limitata validità temporale della nuova agevolazione limiterà ulteriormente la quantità di interventi che ne saranno coinvolti.

In sintesi, per fornire reale efficacia alla norma per Renovate Italy è necessario ampliare la platea dei fruitori della misura agevolativa, precisare che la cessione riguarda un vero e proprio credito e non la mera possibilità di compensare debiti fiscali o contributivi; consentire la cessione del credito ai soggetti disposti a finanziare gli interventi e garantire all’agevolazione una validità almeno triennale.

 

Ricordiamo che possono beneficiare della detrazione per gli interventi di efficientamento energetico le persone fisiche, compresi i professionisti, società di persone, società di capitali, associazioni tra professionisti, enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, purché soggetti al pagamento dell'Ires .

Le detrazioni sono suddivise in 10 anni, tramite quote di pari importo, per una cifra pari al 65% della spesa sostenuta. Tale ecobonus non è cumulabile - per i medesimi interventi – con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il conto termico. Le spese devono essere pagate mediante bonifico bancario o postale. 

 

La Legge di Stabilità ha prorogato per tutto il 2016 l’ecobonus del 50% per le ristrutturazioni e per il bonus mobili su una spesa massima di 10 mila euro rimborsabile in 10 anni per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica destinati ad arredare un'abitazione sottoposta a ristrutturazione.

Le detrazioni del 50% delle spese del 2016 per l'arredo si applicano anche alle giovani coppie, anche conviventi da 3 anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato il 35 anni, e acquirenti di una prima casa. Sono previste 10 quote annuali su un ammontare complessivo non superiore a 16.000 euro. La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere antecedente a quella di acquisto dei mobili

 

Viene confermata l’esenzione dalla Tasi per la prima casa, tranne che per gli immobili di lusso, e l'esenzione dell'Imu sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati. E’ inoltre prevista la riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d'uso a figli o genitori.

 

Detrazione massima per i diversi interventi 

- fino a 100.000 euro per le opere di riqualificazione energetica di edifici esistenti e interventi che incidono sulle prestazioni energetiche dell’edificio; 

- fino a 60.000 per gli interventi di coibentazione dell’involucro degli edifici, parti di edifici o unità immobiliari esistenti, sostituzione di serramenti; 

- fino a 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie ad alta efficienza; 

- fino a 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; 

- fino a 30.000 euro l’installazione di scaldacqua (scaldabagno) a pompa di calore per acqua calda sanitaria; 

- fino a 60.000 euro l’acquisto e la posa in opera di schermature solari;

- fino a fino a 30mila euro per di l'installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse.



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