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La Digital Energy e le Smart Cities in Italia

Che cosa significa "Digital Energy" al di là di utilizzare le tecnologie digitali per "controllare" i consumi di energia? A che punto sono le tecnologie digitali in Italia e come stanno evolvendo smart city e smart community? A Milano il 14 febbraio la presentazione della 2a edizione del Digital Energy Report.

Il 14 febbraio presentazione a Milano Digital Energy Report

 

Il Digital Energy Report ha come obiettivo principale quello di map­pare e identificare l’utilizzo delle soluzioni di digital energy all’inter­no del paradigma della Smart City, di cui si parla molto ma che, almeno nel nostro paese, non rappresenta ancora una realtà consolidata, anche se si registra un crescita importante soprattutto nell’ultimo triennio del numero di progetti di “digital energy”. 

 

Vi proponiamo in anteprima i principali risultati del Rapporto, invitandovi a partecipare al convegno iscrivendovi alla presentazione del report


Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia della 2a edizione del Digital Energy Report.

 

A fondo pagina il PDF con l'Executive Summary completo, a firma dell'Ing. Francesca Capella 

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Il contesto urbano si sta evolven­do sempre di più verso quello che è un paradigma digitale all’inter­no del quale trovano spazio molti dei trend che negli ultimi anni han­no caratterizzato il panorama ener­getico italiano europeo e mondiale.

 

Tra i principali trend di riferimento tro­viamo quello delle rinnovabili e della generazione distribuita che, soprattut­to nel caso degli impianti fotovoltaici ha permesso di sviluppare il paradig­ma prosumer nel contesto urbano a diversi livelli: residenziale, commer­ciale e industriale. L’elevato interesse e conseguente sviluppo della temati­ca prosumer si è legata alla diffusione dello storage che ad oggi non risulta ancora particolarmente sostenibile a livello di investimento puramente economico. Tuttavia è verosimile pen­sare a un rafforzamento della cresci­ta di questa tecnologia a causa della decrescita di quello che è il costo al kWh dello storage, oggi pari a 1.700- 2.000 €/kWh a livello residenziale.

 

L’avvento della generazione distribu­ita, dello storage e del modello pro­sumer implica per la rete elettrica il passaggio da un funzionamento uni­direzionale, caratterizzato da una pro­duzione centralizzata, a un modello «smart grid», caratterizzato da flussi di energia bidirezionali. In questo senso appare quindi necessario procedere ad una digitalizzazione di quella che è la rete elettrica attraverso una se­rie di strumenti quali gli smart meter che permettono di prevedere meglio quelli che sono i carichi, soprattutto a livello residenziale, permettendo una miglior gestione degli impianti di ge­nerazione e delle reti di distribuzione.

 

Tra i trend emergenti, che portano a rafforzare la necessità di implementare smart grid elettriche, vi è quello dell’e-mobility. Questo trend influenza la rete elettrica nazionale per quanto riguarda l’incremento della domanda nazionale di energia elettrica. La mobilità urbana non si sta evolvendo unicamente lun­go il vettore elettrico ma vede anche l’integrazione di nuovi servizi per il cit­tadino quali i servizi di mobility sharing (bike/car/fleet sharing). L’introduzione di questi nuovi paradigmi permette di ridurre il traffico a livello urbano, fa­vorendo il passaggio da un modello di trasporto fortemente caratterizzato dell’utilizzo di mezzi privati ad uno inve­ce basato sull’utilizzo di mezzi pubblici e di mezzi condivisi per quanto riguar­da il trasporto all’interno della città.

 

La città si sta trasformando an­che a livello di building, che stan­no evolvendo verso una configurazione più smart, adottando soluzioni di efficienza energetica e di intelligent building volte ad ottimiz­zare quello che è il comfort abitativo e la gestione dei consumi energetici.

 

La Digital Energy e le Smart Cities in Italia

I pillar di riferimento

Sono tre i pillar lungo i quali è possibile leg­gere la digitalizzazione energetica delle Smart City. Il living che ha a che vedere con gli edifici e le infra­strutture di illuminazione pubblica; il mobility che riguarda le soluzioni e le infrastrutture per la mobilità; ed infine l’environment che riguarda la produzione di energia, le infrastrut­ture di rete e la gestione dei rifiuti.

 

La digitalizzazione energetica delle Smart City in Italia

 

Ad ognuno di questi pillar, cui è de­dicato ampio spazio all’interno del Rapporto, corrispondono una gran­de varietà di soluzioni tecnologiche e possibili configurazioni che si diffe­renziano per: (i) livello di digitalizza­zione della configurazione: indica il grado di adozione di soluzioni digitali per la gestione e ottimizzazione del­la configurazione; (ii) livello di com­plessità della configurazione: indica il livello difficoltà della gestione e ot­timizzazione della configurazione; (iii) focus sulla tematica energy: indica quanto la configurazione sia focaliz­zata e applicata a contesti energetici. 

 

Dall’incrocio di queste tre dimen­sioni è stato possibile identifica­re una classificazione dei pro­getti di Smart Cities in Italia secondo tre categorie (Analogic energy, Digital Enabled Energy, Progetti digitali).

Digital Energy & Smart Cities:  lo stato dell’arte delle città italiane

Le soluzioni appartenenti alle diverse categorie sono state analizzate su un campione di 15 città italiane, rispet­to alle quali è stata mappata l’evolu­zione ed il posizionamento tempora­le dei diversi progetti, con l’obiettivo di riuscire evidenziare il momento in cui le tecnologie digitali hanno iniziato ad essere presenti e utilizzate a livello città.

 

E’ opportuno ribadire come le so­luzioni mappate in questa sezione siano quelle che hanno visto una azione di regia esplicita da parte della città analizzata. E’ evidente come vi siano altri (e a dire il vero mol­to maggiori) investimenti in tecnolo­gie per la digital energy da parte dei privati e delle imprese sul territorio. Pur tuttavia, una cosa è "dotarsi" di soluzioni e tecnologie di digital energy in maniera indipendente e autonoma (ossia attraverso un inve­stimento privato non coordinato), al­tro è «integrare» con una forma di regia queste soluzioni e tecnologie, con l’esplicito obiettivo di offrire un servizio che migliori l’efficacia e l’ef­ficienza «energetica» della comunità.

 

Il quadro che uscirà da questa ana­lisi, quindi, che non è certo roseo, va interpretato come uno «stimolo» ad aumentare gli investimenti coor­dinati e – se e ove possibile – a in­tegrare e «fare leva» su quanto dal punto di vista infrastrutturale della di­gital energy è stato fatto dai privati.

 

Nel complesso in Italia sono stati mappati 353 progetti attualmente in essere, relativi al comparto energia, dei quali il 28% sono stati classificati all’interno del pillar «environment», il 40% si riferiscono al pillar «mobility» e il 32% al pillar «living».

 

353 progetti digital mappati in Italia

 

Si conferma il trend che vede i progetti analogici notevol­mente preponderanti rispetto alle se­zioni digital-enabled e digital. I pro­getti digital enabled pesano per poco più del 20%, molto più limitata è la quota parte legata ai progetti digitali che pesa invece per il 5%. La presenza di queste 2 categorie di progetti, de­linea tuttavia un trend positivo di svi­luppo per il futuro. 

 

Vi sono differenze, tuttavia, tra le diverse città.

Tra le città mappate è possibile notare come le grandi città presentino po­chi progetti digital, generalmente sotto il 10% del totale, ma presen­tino una percentuale significativa di progetti digital enabled, general­mente dalle 2 alle 3 volte superiore la percentuale dei progetti digitali. Questo trend potrebbe essere rappre­sentativo di una strategia che potreb­be indicare come queste città, quali Milano, Firenze e Torino, tra le gran­di ma anche Modena, Rimini o Reg­gio nell’Emilia, tra le piccole, stiano «educando» gradualmente i cittadini, attraverso la costruzione di un «terre­no fertile» sul quale poi implementare in futuro nuovi progetti più digitali. 

 

Dalla rappresentazione emerge che il bilanciamento dei progetti digitali su tutti e tre i pillar analizzati nel rapporto, la cosiddetta multi-pillarità, è l’approccio cui le città dovrebbero tendere poiché il focus su un singolo pillar è meno efficace. Per raggiungere questo obiettivo le città devono comunque partire da una solida base di tecnologie analogiche e digital-enabled, implementate sia nel settore pubblico che in quello privato, nonché da una appropriata architettura di piattaforma dati capace non solo di raccogliere ma anche di elaborare i dati raccolti.

 

La cabina di regia dei progetti di digital energy nelle smart cities in Italia

Ogni progetto, come detto in precedenza, è stato realizzato grazie alla collaborazione di numerosi enti. Per capire i tipi di modelli esistenti e come ha funzionato l’insieme degli attori che hanno definito ed implementato il progetto ed i ruoli, si rimanda al PDF a fondo pagina.

 

Cabina di regia nei progetti digital

 

Le soluzioni di Digital Energy emergenti per le Smart Cities
Lo sviluppo delle Smart City è intrinsecamente legato allo sviluppo delle tecnologie digitali. Ma quali sono gli ultimi trend tecnologici di maggiore rilievo per le Smart City, e quali sono gli impatti che si possono anticipare sul loro futuro?
A queste domande dedichiamo la sezione finale dell’osservatorio, che si pone l’obiettivo di fornire una visione d’insieme relativa a quelle che sono le principali soluzioni digital applicate al settore dell’energia lungo i tre pillar (focus di analisi) della Smart City. Tra i principali trend tecnologici in ambito digitale, abbiamo analizzato nel dettaglio le soluzioni relative al paradigma blockchain e al paradigma big data and analytics.

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Digital Energy Report

14 febbraio - h. 9.30

Politecnico di Milano - Campus Bovisa, via Lambruschini 4, Edificio BL28 - Aula Magna Carassa Dadda

Scarica l'Executive Summary del Digital Energy Report

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