Infissi moderni di ultima generazione: massimo isolamento

Per avere interni senza dispersioni termiche e con un microclima costante di giorno e di notte è indispensabile dotarsi di infissi studiati ad hoc in ogni loro componente e con un alto fattore isolante. Al valore isolante di un serramento concorrono diversi elementi, primi fra tutti i materiali della struttura e la superficie vetrata. I progetti di nuova generazione garantiscono ottime performance isolanti pur mantenendo alto l’apporto di luce negli interni. Meglio PVC, legno o alluminio? Quali sono le finestre più performanti e quelle per risparmiare energia? Come si accede alle detrazioni fiscali? Ecco alcuni consigli insieme al parere dell’esperto

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Infissi moderni di ultima generazione: massimo isolamento

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La progettazione e l’utilizzo di infissi e vetri con caratteristiche performanti da un punto di vista termico si è resa sempre più necessaria con il succedere degli eventi e adesso che siamo alle porte dell’inverno il tema si presenta quanto mai attuale.

“Le problematiche ambientali e la crisi legata a forniture e prezzo del gas costringono sempre più ad azioni volte all’efficientamento energetico. Tale obiettivo può essere perseguito essenzialmente in tre modi: diminuendo i consumi, intervenendo sull’impiantistica oppure sull’involucro. Concentrandoci sulla terza soluzione, uno dei contributi prevalenti è dato dal foro finestra che, mediamente, incide sul 30% dell’energia necessaria per riscaldare un ambiente”, spiega l’ingegner Dario Poletti, responsabile tecnico di Anfit (Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra).

Niente deve essere tralasciato, insomma, dalla progettazione dello spessore, alla stratigrafia della parte vetrata, fino alla posa in opera: è una vittoria che si consegue di concerto.

Materiali dei serramenti

Un tempo la scelta si giocava soprattutto sul fattore economico e sulla facilità di manutenzione (scelgo i profili in PVC perché sono economici, resistenti e duraturi, oppure faccio una scelta di stile e opto per il legno).

Oggi la finestra è diventata un autentico elemento di design e nei progetti più professionali sono architetti e interior designer a suggerire quella più adeguata al contesto, forti anche del fatto che la ricerca ha abbattuto limiti e luoghi comuni e che si può avere una finestra in legno con grandi prestazioni tecnologiche e semplice manutenzione, come una in alluminio con alte prestazioni isolanti e naturalmente una in PVC dalla forte personalità.

Le più all’avanguardia non lasciano niente al caso, dai materiali dei profili (legno, alluminio, PVC) al vetro, per garantire livelli ottimali di isolamento termico e acustico.

Il PVC è da sempre la scelta più economica tra gli infissi, per i costi competitivi rispetto agli altri materiali, ma è molto apprezzato anche per le alte prestazioni, è un materiale termoplastico (cloruro di polivinile), con grande resistenza agli agenti chimici e quindi duraturo, è leggero ed economico, ma non è un materiale naturale.

Oggi le qualità più alte di finestre in PVC garantiscono anche profili molto sottili, che privilegiano le dimensioni del vetro e quindi migliore estetica e maggior passaggio della luce.

Finestra in PVC Prismatic Evolution di Oknoplast
Finestra in PVC Prismatic Evolution di Oknoplast con un profilo da 76 mm a 3 guarnizioni per un coefficiente di isolamento termico Uw fino a 0.78 W/m2K. L’ampia superficie vetrata permette un grande apporto di luce all’interno.
Sistema per infissi in PVC Schüco LivIngSlide Panorama Evolution
Schüco Schüco LivIngSlide Panorama Evolution. Sistema per infissi in PVC con sette camere di isolamento presenti all’interno del telaio. Sono impiegate le guarnizioni in EPDM (materiale usato nell’automotive e aeromotive) che garantiscono alte rese anche nell’isolamento acustico. Il PVC di Schüco è composto principalmente da sale ed è riciclabile fino a 7 volte. Ogni infisso in PVC Schüco PWS Italia contiene mediamente almeno il 30% di PVC riciclato.

Il materiale più utilizzato, invece, in fatto di ottimizzazione dei profili è da sempre il metallo, soprattutto in quei progetti che presentano grandi superfici vetrate. La ricerca nel suo caso ha lavorato negli ultimi decenni per migliorarne la resistenza alla corrosione e offrire una più ampia varietà di finiture.
L’alluminio è molto utilizzato per la sua robustezza e la durabilità ma è un ottimo conduttore, l’alluminio instaura i cosiddetti ponti termici ovvero il passaggio dell’aria calda all’esterno (in inverno) quando c’è molta differenza di temperatura tra interno ed esterno.
Per ovviare a questo inconveniente alcuni serramenti in alluminio vengono realizzati “a taglio termico”, un meccanismo interno che rompe il ponte termico.

Il vetro in questo tipo di serramenti dovrebbe essere basso-emissivo in modo da aumentarne le prestazioni di tenuta.

Il legno è esteticamente il materiale ancora oggi più quotato per gli infissi, si coordina bene con elementi d’arredo e rivestimenti e anche esternamente è l’ideale nelle ristrutturazioni. Inoltre, da sempre il legno è il materiale con il minor valore di conducibilità termica.

Tra i suoi limiti c’è, invece, la minor resistenza agli agenti atmosferici e quindi una durabilità inferiore. A questo le aziende di produzione hanno in parte trovato una soluzione utilizzando il legno lamellare che risulta più resistente del legno massello essendo strutturato in diversi strati incollati.

È un materiale composito con molte virtù: presenta ottimi livelli di isolamento termico e acustico ed è indeformabile. Il legno è un isolante naturale sia a livello termico che acustico.

Un buon infisso in legno tiene fuori il freddo ma anche il caldo e abbinato a vetri di nuova generazione assicura un ottimo coefficiente fono-isolante. A differenza del PVC il legno è permeabile all’aria ma garantisce un’ottima resa a livello di trasmittanza termica.

Le finestre Chios di Navello sono realizzate in legno con rivestimento esterno in alluminio
Le finestre Chios di Navello sono realizzate in legno con rivestimento esterno in alluminio. I profili di alluminio sono accoppiati al legno alla distanza di 5 mm, mediante clips girevoli, in modo da consentire la libera dilatazione dei due materiali e la corretta ventilazione interna, evitando possibili condense dannose per il legno. L’alluminio è verniciato nel rispetto del marchio di qualità europeo “Qualicoat” e del marchio di qualità tedesco “RAL”. Trasmittanza termica: Uw = 1,3.

Vi sono poi i serramenti costituiti di materiali misti: legno/alluminio, legno/bronzo, legno/PVC/alluminio; in questo caso la sezione in metallo è posta all’esterno e quella in legno all’interno.

AELLE 100 STH, finestra in legno alluminio di Metra
AELLE 100 STH di Metra è la finestra che unisce il calore del legno, che riveste il lato interno, alla solidità e durabilità dell’alluminio, visibile sul lato esterno e disponibile in illimitate finiture.

Anche per le finestre da tetto le aziende propongono soluzioni termoisolanti e ad alto risparmio energetico. E non solo, la ricerca in questa tipologia si è orientata anche per migliorare la sicurezza e il grado di antieffrazione.

La finestra per tetti FPP-V preSelect di Fakro offre la possibilità di doppia apertura, assicurando assoluta stabilità sia nella funzione vasistas che in quella a bilico. La finestra per tetti FPP-V preSelect di FakroIl battente della finestra può ruotare di 180°. Dotata di una superficie vetrata molto ampia e del nuovo sistema di ventilazione V40 che permette un ottimale ricambio d’aria anche a finestra chiusa. Il sistema di fissaggio delle cerniere topSafe garantisce una maggiore resistenza contro l’effrazione.

I vetri

Anche i vetri possono essere di diverse tipologie. Vetro camera o vetro doppio: una struttura con almeno due lastre di vetro all’interno delle quali è posto un telaio (in materiale non conduttivo) dello spessore di 6 – 15 mm; vetro prodotto con metodo Float, ovvero vetri bassoemissivi. In fase di produzione questo prodotto galleggia (da qui il nome) su una superficie liquida di metalli nobili ed è questo rivestimento che limita le perdite di calore.

Vetro Planitherm Clear 1.0 e Planitherm Clear 1.0 di Saint Gobain Glass Italia
Planitherm Clear 1.0 e Planitherm Clear 1.0 di Saint Gobain Glass, il vetro dall’aspetto neutro con valore Ug di 1,0 W/m2K in vetrata isolante. In vetrata isolante tripla permette di raggiunge un valore Ug di 0,4 W/m2K. Si caratterizza per maggior trasmissione luminosa (T l), minor riflessione luminosa verso l’esterno (Rl e) e riduzione della dispersione di calore.

Per ottenere una colorazione più chiara è necessario sottoporlo a un preciso procedimento; vetro stratificato, un prodotto composito dove le varie lastre sono intervallate da sezioni di polivinilbutirrale (PVB) che tiene insieme la struttura anche in caso di rottura. Lo strato di PVB permette di elevare il livello di insonorizzazione introdotto dal vetro e blocca il 99% della radiazione ultravioletta. I vetri possono essere anche riflettenti o a controllo solare che, grazie alla capacità di riflettere la luce del sole favoriscono in comfort interno, senza impedire il passaggio della luce.

Come si misura il coefficiente di isolamento di una finestra

È il valore di trasmittanza termica (Uw) a indicarci il livello di isolamento della finestra. Il valore del coefficiente Uw per le finestre non dovrebbe essere superiore a 0,9 W/m2K. Ovviamente a determinare questo dato intervengono tutte le componenti del prodotto: dal materiale del telaio, a quello dei serramenti, i vetri e tutte le finiture interne.

AGC - FINEO: il vetro sottovuoto di ultima generazione
AGC – FINEO: il vetro sottovuoto di ultima generazione dallo spessore ultra slim (da 6 mm) che assicura massimo comfort abitativo ed elevatissime prestazioni in termini di isolamento e un’alta trasmissione luminosa. Sotto il profilo prestazionale si comporta come le triple vetrate. Si evidenzia il raggiungimento di un valore UG pari a 0,7, fino ad oggi ipotizzabile appunto solo con una tripla vetrata.

Per le superfici vetrate, invece la trasmittanza termica è indicata con il valore Ug. Dipende da diversi fattori, tra cui: spessore del vetrocamera, canalina, trattamento basso emissivo del vetro e dal suo spessore, gas inserito all’interno. Il valore Uw indica la trasmittanza termica della finestra nel suo complesso, mentre il valore Ug è relativo alla sola superficie vetrata.

Le finestre per tetti Velux Vetrata Performance
Le finestre per tetti Velux Vetrata Performance sono disponibili con sei tipologie di vetrata, stratificate e bassoemissive, con trasmittanza fino a 0,5 W/m2K e fattore ggl+sh (fattore solare della combinazione vetro/ dispositivo di controllo solare) fino a 0,02.

Detrazioni infissi Ecobonus, Superbonus e Bonus Casa

La sostituzione degli infissi è un intervento che permette l’accesso a diversi meccanismi di detrazione fiscale. Il principale motivo riguarda l’efficientamento energetico che si ottiene installando nuovi infissi, che fa ricadere l’intervento in quelli ammessi dall’Ecobonus, con una percentuale del 50% e un tetto di spesa massimo di 60.000 euro. Nel caso in cui la sostituzione sia combinata ad un intervento trainante e si rispettino tutti i requisiti previsti dal Superbonus, tra cui un salto complessivo di due classi energetiche, la detrazione può salire al 110%. Questo vale per gli edifici singoli fino a fine 2022, mentre prosegue fino al 2024 per i condomini.

Infine, anche se non si effettuano interventi di efficientamento energetico, la sostituzione degli infissi può rientrare nel Bonus Casa per le ristrutturazioni, con un tetto massimo di 48.000 euro di spesa e una percentuale di detrazione pari al 50% delle spese sostenute.


La parola all’esperto Dario Poletti/Anfit – La qualità della vita tra le mura di casa passa anche dalla valorizzazione delle sue aperture

L’efficientamento di questo componente dell’involucro si sviluppa attraverso il concorso di quattro attori principali: vetrazione, telaio, giunto di contatto e posa in opera.
Per quanto riguarda l’elemento vetrato, che in termini di superficie è il preponderante all’interno del serramento, l’incidenza è difficilmente al di sotto del 45%. In relazione al telaio, tale percentuale oscilla tra il 35% e il 40 % ed è strettamente legata al materiale, allo spessore e alla stratificazione che caratterizza il prodotto. Per quanto riguarda il giunto di contatto tra vetro e telaio, il contributo al comportamento energetico del serramento incide nell’ordine del 15%, con tale valore che è sostanzialmente funzione delle caratteristiche del materiale di cui il distanziatore è costituito e, più precisamente, della conducibilità di quest’ultimo. Infine, la posa in opera. L’analisi di dettaglio di questo apporto è molto recente rispetto a quella riferita al “prodotto serramento”, ma risulta essere sempre più decisiva. In seguito alla pubblicazione della normazione in materia, alla posa è richiesto di garantire in opera il mantenimento delle prestazioni dell’infisso, con tale esito che risulta ottenibile solo grazie ad alti standard in relazione alla progettazione e alle competenze personali dei posatori di serramenti.

Etichetta energetica

Anfit ha istituito un’etichetta energetica corredata da una documentazione che viene consegnata in fase di acquisto. L’etichetta rivela: la classe energetica dell’infisso, sia nella stagione estiva che in quella invernale, gli indici prestazionali, la zona climatica di riferimento. Nella documentazione si trovano le informazioni di base del prodotto: i materiali utilizzati e una dichiarazione di origine associata, insieme ad un codice uguale a quello che si trova sull’etichetta. Inserendo il codice nello spazio apposito all’interno del sito si verifica il Paese di produzione, uno strumento utile per la tracciabilità.


21/4/2022

Infissi per l’efficienza energetica

Gli infissi possono incidere sull’efficienza energetica di un edificio e, pertanto, la loro sostituzione merita un’attenta valutazione.

Arch. Gaia Mussi

Infissi per l'efficienza energetica

Indice degli argomenti:

Gli infissi possono fare la differenza per l’efficienza energetica di un edificio, in quanto l’involucro trasparente incide sulla classe di un edificio e sulle sue prestazioni finali. L’Europa punta alla decarbonizzazione nei prossimi decenni e, per fare questo, è fondamentale agire su tutti i settori più impattanti, tra cui proprio l’edilizia. Per questo si sono messe in campo importanti azioni per aumentare l’efficienza energetica del comparto edile, tra cui la predisposizione di diverse forme di detrazione fiscali per specifici interventi migliorativi. Aumentare l’efficienza energetica degli edifici permette di ridurre le emissioni in atmosfera, il consumo di risorse ed energia. Agire su un edificio esistente non significa di volta in volta studiare attentamente lo stato di fatto e agire cercando di risolvere le principali criticità che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Quanto incidono gli infissi sulla classe energetica di un edificio

Come anticipato, gli infissi incidono sulla classe energetica di un edificio. Anche se l’isolamento dell’involucro opaco è sicuramente una delle più importanti azioni da attuare per aumentare le prestazioni di un fabbricato, non va mai trascurata l’importanza dell’involucro trasparente. Ad esempio, posare un sistema a cappotto all’esterno dell’edificio senza intervenire sugli infissi, deteriorati e poco performanti, non risolve sicuramente il problema dell’elevata dispersione energetica.

Quanto incidono gli infissi sulla classe energetica di un edificio

Infatti, le finestre sono una via privilegiata per la fuga di calore e, anche, causa di surriscaldamento estivo. Certamente non si può pensare di raggiungere i risultati che si ottengono con la coibentazione di un muro tramite diversi cm di isolante, in quanto di per sé il vetro rappresenterà sempre qualche debolezza in più. Ma assicurare che non ci siano infiltrazioni d’aria, che gli infissi siano ben isolati e che il vetro sia performante, permette di risparmiare molta energia.

Il salto di classe energetica dipende dagli infissi installati prima dell’intervento e da quelli nuovi scelti, oltre che da eventuali altri interventi combinati. In generale, comunque, gli infissi possono incidere fino al 40% sulle dispersioni termiche di un edificio.

Quali sono le migliori finestre per il risparmio energetico?

Dato che la tipologia di infissi installati incide sull’efficienza energetica dell’edificio, una scelta ponderata dei prodotti è fondamentale. Le migliori finestre per il risparmio energetico hanno conducibilità e trasmittanza termica bassa, sono impermeabili ad aria e acqua, resistenti agli agenti atmosferici.

Detto ciò, è possibile optare per soluzioni in diversi materiali, come legno, PVC o alluminio, piuttosto che per prodotti che combinano questi differenti materiali. Ad esempio, il legno è un ottimo materiale da un punto di vista di isolamento termico e acustico, ma si deteriora più velocemente di altri.

Quali sono le migliori finestre per il risparmio energetico?

L’alluminio, invece, ha una conducibilità termica maggiore ed è necessario ricorrere all’inserimento di un materiale isolante o a profilati a taglio termico, ma è molto resistente e duraturo. Il PVC, infine, presenta buone prestazioni termiche e resiste agli agenti atmosferici, ma non è naturale. Per quanto detto, si capisce come mai alcuni produttori decidano di combinare questi materiali, come il legno all’alluminio, risolvendo le criticità e massimizzando i benefici.

Attenzione, poi, anche alla scelta del vetro. Oggi, tutti gli infissi presentano tutti un vetrocamera con almeno doppio vetro, spesso contenenti gas isolanti che migliorano le prestazioni globali. Ci sono poi diverse tipologie di vetri, come quelli selettivi o bassoemissivi, per ottenere i migliori risultati.

Tutte le soluzioni per l’efficienza energetica sono comuni alle diverse tipologie di infissi, incluse grosse vetrate e le finestre da tetto. Si tratta di aperture genericamente molto esposte alla radiazione solare, ma fondamentali per apportare luce nei locali. È fondamentale scegliere finestre efficienti, ma anche sicure.

In materia di efficienza energetica, in conclusione, è necessario considerare il valore di trasmittanza termica globale, relativa all’intera finestra, che combina i valori del telaio e del vetro.


3/07/2020

Benefici e detrazioni fiscali con infissi moderni

La sostituzione generale degli infissi esistenti con infissi moderni di ultima generazione beneficia dell’ecobonus 110% se rientra nell’ambito di una più ampia opera di ristrutturazione volta all’efficientamento energetico dell’edificio.

a cura di Claudia Capperucci

Infissi MetraIndice degli argomenti:

Sebbene ad oggi non siano ancora ben definiti campi d’azione, entità per singoli interventi e procedure del Superbonus 110%, che ha lo scopo di rilanciare il settore dell’edilizia, è chiaro che tra le opere principali che mirano all’efficientamento degli edifici, nonché al miglioramento della loro classe energetica, rientra sicuramente anche il ricambio degli infissi.

E allora come muoversi, qual è la scelta migliore, i materiali, le tipologie e ovviamente quali sono quelli che permettono di far risparmiare energia?

Infissi moderni: ecco le certificazioni

Oltre alla normativa europea UNI EN 14351 che stabilisce le caratteristiche prestazionali delle finestre e delle porte esterne pedonali e alla EN 16034 che si occupa delle caratteristiche di resistenza al fuoco e di controllo fumo per porte pedonali e finestre, esistono altre certificazioni in materia, di carattere volontario.

L’Agenzia CasaClima ha istituito la certificazione Finestra Qualità in cui rientrano quei prodotti con alto standard qualitativo secondo i criteri di sostenibilità promossi dall’ente (sul sito è presente l’elenco delle aziende che rientrano in questi standard).

Per la posa, inoltre, di fondamentale importanza è la norma UNI 11673 che stabilisce: come si deve fare la progettazione del giunto di posa al fine di avere prestazioni non inferiori a quelle delle ante, le caratteristiche dei materiali e come risolvere le situazioni di criticità nel caso di sola sostituzione dei serramenti.

La parola dell’architetto Marco Campagna sul tema degli infissi

 Quando è opportuno pensare ad una sostituzione totale degli infissi?

In linea di massima, occorre valutare una sostituzione completa quando l’infisso comincia a perdere le sue caratteristiche isolanti o di funzionalità (perdita di tenuta, deterioramento delle superfici esposte agli agenti atmosferici, deterioramento dei meccanismi di apertura) oppure quando è ormai palesemente incongruo rispetto agli infissi di ultima generazione; invece, finché un infisso svolge bene il suo ruolo non sarebbe sempre necessario pensare ad una integrale sostituzione, a meno che non ci si trovi in una situazione in cui, a prescindere dal grado di manutenzione, è preferibile la sostituzione per questioni di efficienza energetica.

Se ad esempio in un immobile si eseguono interventi di efficientamento energetico (cappotto termico, miglioramento dell’impianto di riscaldamento, quali ad esempio quelli previsti nel nuovo ecobonus 110%) può essere inopportuno mantenere in essere degli elementi che non sono in linea con le moderne prestazioni degli infissi di nuova generazione, anche per contribuire al miglioramento dell’efficienza complessiva dell’immobile, che è un parametro di calcolo in alcune tipologie di intervento di riqualificazione energetica (nonché espressamente previsto nell’ecobonus 110%: faccio riferimento al salto di due classi).

Attenzione anche a valutare correttamente le qualità dell’infisso presente: non basta infatti che un infisso abbia il vetrocamera per poterlo classificare di buon livello, gran parte del calore fluisce attraverso il telaio e se questo non è a taglio termico, il vetrocamera incide poco sul risparmio energetico. Inoltre, i vetrocamera di qualche decennio fa non avevano strati basso emissivi e avevano intercapedini con aria e non con specifici gas: in questi casi, rispetto ad un vetrocamera moderno, hanno prestazioni molto inferiori. Questi aspetti possono essere valutati osservando l’infisso con gli occhi di un tecnico, oppure effettuando misurazioni anche con termocamera“.

Quali consiglierebbe (metallo, PVC, legno..) e perché

La tecnologia va scelta in funzione delle specifiche esigenze del cliente, perché ogni sistema ha dei pro e contro. Possono però esserci fattori esterni che influenzano la scelta: per esempio immobili vincolati, contesti storici, condomini nei quali occorre allinearsi all’estetica generale, tipologie costruttive vincolanti, presenza di vincoli paesaggistici o di qualunque altro strumento che implichi specifica attenzione ai materiali ed all’aspetto estetico degli interventi edili.

Indipendentemente dal materiale e dalla tecnologia del telaio, comunque, oggi tutti i prodotti in commercio rispettano i requisiti di legge in termini di contenimento del consumo energetico, ma per alcune tipologie di profilo raggiungere prestazioni superiori a quelle minime di legge è più facile. I profili con struttura metallica devono necessariamente avere dei profili interni in pvc che separino in due il telaio, altrimenti il solo metallo comporterebbe un ponte termico ingestibile per infissi che devono rispettare i limiti di legge vigenti. Il PVC generalmente si sceglie per il prezzo e per le buone prestazioni termiche, ma offre una resa estetica che ad alcuni non piace ed è complesso da rendere anti-effrazione. I recenti profili PVC-alluminio (struttura in pvc rivestita esternamente con lamine di alluminio) offrono ottima durevolezza e resistenza agli agenti atmosferici.

Il legno è sempre un ottimo prodotto e conferisce all’infisso una sua naturale bellezza ma, rispetto agli altri materiali, ha minore resistenza agli agenti atmosferici o comunque richiede una manutenzione, per cui sarebbe ideale accoppiarlo ai rivestimenti esterni in alluminio (legno-alluminio), i quali però attualmente appaiono tra i più costosi del mercato. Il legno naturale è spesso la soluzione obbligata per gli interventi in centro storico o su immobili vincolati.

Gli infissi di acciaio a taglio termico hanno livelli di costo molto impegnativi, ma offrono anche la migliore resistenza contro l’effrazione. L’alluminio ha delle sue personalissime caratteristiche estetiche per cui risulta adatto in alcuni interventi di recupero, ed è un materiale estremamente durevole che quindi può ritenersi ideale in contesti in cui l’infisso è particolarmente esposto agli agenti atmosferici senza sistemi diretti di protezione.

Attenzione al fatto che gli infissi moderni, per espressa previsione normativa, non hanno “spifferi” mentre quelli di oltre trent’anni fa non ne possono essere privi. Lo “spiffero” è considerato un aspetto negativo dell’infisso e probabilmente in linea generale lo è, ma non si può ignorare che questa caratteristica dei vecchi infissi garantisce una ventilazione naturale e costante degli ambienti nei quali, se ci sono i presupposti per problemi di umidità e quindi di muffa (ponti termici, contatto con terreno, carenze realizzative, piccole infiltrazioni), questa si manifesterà puntualmente nel momento in cui verrà installato un infisso “a tenuta”.

Alcuni infissi possono essere dotati di sistemi integrati di micro-ventilazione, che occorre valutare nel caso di installazione in ambienti progettati diversi decenni fa, oppure preoccuparsi di gestire la ventilazione con altri sistemi. Oltre al materiale del telaio, è importante saper scegliere correttamente anche il vetro: ve ne sono del tipo ad elevata prestazione termica, o anche a grande abbattimento di rumore. I vetri a selezione solare vanno scelti per quegli infissi che sono normalmente esposti all’irraggiamento diretto, per limitare il surriscaldamento estivo“.

Ha lavorato di recente ad un intervento di questo genere?

Facilmente nelle ristrutturazioni che seguo si prevede la riqualificazione o sostituzione degli infissi, perché ad oggi se gli infissi originari hanno qualche decina d’anni, anche se funzionali, stride lasciarli in essere a fronte di una completa ristrutturazione di un immobile.

Spesso mi capita di gestire anche interventi in contesti vincolati e qui bisogna porre attenzione a diversi fattori nella scelta dell’infisso. Anzitutto, bisogna valutare se sia effettivamente necessaria la sostituzione, in quanto la conservazione materica è uno degli elementi chiave del recupero e del restauro. Se si valuta la necessità di sostituzione, occorre orientare il progetto in base ai seguenti fattori: mantenimento del materiale originario o, se gli infissi non sono quelli originari del fabbricato (pensiamo ad un immobile di oltre cento anni che ha subito diverse riqualificazioni), effettuare ricerche per capire quale era il materiale originario per riproporlo; mantenere la partizione dell’infisso o ripristinare quella originaria, e riproporre eventuali elementi grafici come germanelle, scuri, colorazione dei vetri e ovviamente coloritura del telaio (e, in caso di legno naturale, occorre anche scegliere correttamente l’essenza); scegliere profili dallo spessore ridotto e coerente con l’infisso originale, per non modificare l’impatto estetico. Tutti questi fattori possono incidere notevolmente sui costi, pertanto negli interventi in contesti vincolati occorre contattare prima un professionista che valuti il contesto piuttosto che direttamente il serramentista per un preventivo“.

In termini di costi, qual è la cifra orientativamente che si deve mettere in conto per un intervento di questo genere?

Non si può pensare di sostituire gli infissi senza mettere a budget almeno 350 euro/mq per la sola finestra, esclusi altri elementi quali tapparelle o grate. A volte l’infisso in sé costa anche meno, ma occorre sempre mettere in conto eventuali assistenze murarie (adeguamento del vano, sostituzione del davanzale, sistemazione del cassonetto avvolgibile, ecc…).

Nei contesti storici, ed in caso di necessità di infissi con particolari prestazioni, si può considerare normale una spesa minima di almeno il doppio, se non il triplo di quanto indicato. Inoltre, non guasta investire una parte del budget nella consulenza di un tecnico terzo, estraneo al fornitore degli infissi, che valuti la situazione del contesto in cui devono essere installati, verifichi la necessità di una istanza autorizzativa edilizia ed effettui una visura vincolistica per essere sicuri di non andare a violare le relative norme, che in casi estremi possono contemplare anche sanzioni penali.

Si valuti anche l’eventuale necessità di acquisire una autorizzazione edilizia, che incide ovviamente anche sui costi generali. In linea di massima, sostituire un infisso con uno nuovo di identiche caratteristiche intese come colore, materiale, partizione, dimensioni dei telai, è classificato come attività edilizia libera ma nei contesti vincolati può essere comunque soggetto all’acquisizione di autorizzazioni o pareri preventivi.

Negli immobili vincolati ai sensi della parte II del Codice dei Beni Culturali l’autorizzazione dell’ente preposto alla tutela è sempre necessaria, ed eseguire opere in sua assenza espone il committente ad ipotesi di reato. Laddove invece si intende modificare anche solo una delle caratteristiche dell’infisso, si approda ad un intervento che prevede la presentazione di una istanza edilizia (si può facilmente ricadere in CILA), mentre laddove alla sostituzione dell’infisso si accompagna anche una modifica del vano architettonico (pensiamo al caso tipico della trasformazione di una finestra in porta-finesta mediante “sparapettamento” o trasformazione di una “finestra a bandiera” in “porta-finestra”) allora si ricade facilmente in ristrutturazione edilizia, che è un intervento che necessita di un Permesso di Costruire (o SCIA alternativa) ed è soggetto all’onerosità della concessione di cui all’art. 16 del DPR 380/01.

Tutto questo oltre ad incidere sui costi, incide anche sui tempi, ma se l’infisso viene sostituito nell’ambito di una più ampia ristrutturazione, questo aspetto può essere secondario perché sarà già prevista una pratica edilizia all’interno della quale potrebbe ricomprendersi l’intervento sugli infissi. Anche per questo, può essere una buona cosa valutare la sostituzione dell’infisso nell’ambito della ristrutturazione o comunque contattare preventivamente un tecnico, piuttosto che direttamente il serramentista. Attenzione anche al fatto che la legge non esclude la semplice sostituzione degli infissi dagli adempimenti del d.lgs. 192/05, pertanto anche questo deve essere un costo da considerare“.

Secondo lei quanto aumenta il valore dell’abitazione?

L’aumento di valore non è direttamente valutabile, a meno di particolari contesti: è chiaro comunque che un infisso datato in un immobile ristrutturato di recente può apparire incongruo agli occhi di un potenziale acquirente quindi, per converso, una finestra di recente installazione e scelta con attenzione incide sulla percezione positiva di un immobile in vendita.

L’infisso nuovo poi contribuisce a limitare la dispersione termica, ma non lo fa in modo così incisivo come ci si potrebbe aspettare in quanto l’involucro disperdente di ogni immobile non è composto da soli infissi ma, anzi prevalentemente, da superfici opache (pareti, soffitti, pavimenti): per questo motivo può non avere senso spendere molti soldi in più per un infisso con grande prestazione termica in un involucro dalle pessime caratteristiche, perché il maggiore esborso non si tradurrebbe direttamente in un percepibile risparmio economico. Se la sostituzione degli infissi si inserisce all’interno di una più ampia riqualificazione energetica, allora può contribuire all’incremento di valore dell’immobile in modo significativo, ma sempre difficile da quantificare perché il mercato immobiliare da questo punto di vista non è omogeneo“.

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