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Water Management Report

Qual è la reale “dimensione” del water management in Italia, considerando le principali tecnologie e soluzioni disponibili. Si tratta di un sistema complesso di tecnologie, soluzioni ed attori

Il 30 gennaio a Milano presentazione del Water Management Report

 

La seconda edizione del Water Management Report, che come la prima si focalizza sugli utilizzi civili ed industriali della risorsa idrica (lasciando per il momento “a secco” il comparto della agricoltura), compie un significativo passo avanti nella comprensione della reale “dimensione” del water management in Italia, sia dal punto di vista degli investimenti, che degli operatori che se ne occupano.

 

Particolare attenzione è stata dedicata nel Rapporto alla indagine empirica e alla raccolta di informazioni “alla sorgente” relativamente ai temi della gestione della risorsa idrica.

 

Vi proponiamo in anteprima i principali risultati del Rapporto, invitandovi a partecipare al convegno iscrivendovi alla presentazione del report
Ai presenti sarà consegnata in omaggio una copia della 2a edizione del Water Management Report.

 

A fondo pagina il PDF con l'Executive Summary completo, a firma degli Ing. Francesca Capella e Martino Bonalumi.

 

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Il Water Management: un sistema complesso di tecnologie, soluzioni ed attori

Il primo passo fondamentale del rapporto è stato quello di mappare le principali tecnologie e soluzioni disponibili per il water management lungo l’intero ciclo dell’acqua: dalla captazione alla depurazione pre-impiego, dall’impiego al trattamento delle acque reflue e la re-immissione in ambiente, senza dimenticare il ruolo dei sistemi di controllo e misura.

 

Ciascuna di queste macro-fasi è stata analizzata, mettendo in evidenza le alternative tecnologiche oggi disponibili sul mercato e la loro possibilità di impiego (a seconda delle caratteristiche) nei comparti civile e/o industriale.

 

Nel complesso è stato possibile identificare 4 cluster tecnologici fondamentali: la componentistica di base, i trattamenti, la componentistica elettrica ed elettro-pneumatica, i sistemi di controllo e misura. 

 

All’interno del cluster componentistica di base sono state classificate tutte quelle soluzioni che, all’interno del ciclo integrato dell’acqua e per ciascuna fase, costituiscono l’infrastruttura senza la quale non sarebbe possibile passare dalla captazione, all’impiego, alla re-immissione in ambiente.

 

La componentistica di base è costituita da elementi semplici quali, ad esempio, serbatoi, tubazioni, valvole, che risultano fondamentali per il processo. La componentistica di base è forse tra i cluster precedentemente evidenziati, quello meno interessato e meno soggetto a cambiamenti tecnologici, dal momento che si tratta di soluzioni ormai altamente consolidate, anche se l’interesse verso materiali più performanti in grado di garantire una vita utile dei prodotti superiore a quella attuale, rappresenta una sfida anche in questo campo. Oltre ad elementi semplici come quelli sopracitati, all’interno di questo cluster rientrano anche tutte le opere murarie che devono essere costruite e predisposte per la gestione della risorsa, quali ad esempio, pozzi e cunicoli di presa.

 

All’interno del cluster trattamenti sono state classificate tutte quelle soluzioni che, all’interno del ciclo integrato dell’acqua e per ciascuna fase, vengono utilizzati per rendere l’acqua pulita ed ottenere le caratteristiche desiderate sulla base del suo utilizzo finale.

 

Il cluster trattamenti è costituito da:

  • (i) elementi strutturali, quali ad esempio le vasche, i raccoglitori, i sistemi raschianti, … che di fatto costituiscono l’infrastruttura senza la quale sarebbe decisamente difficoltoso riuscire a trattare l’acqua e separarla dalle sostanze inquinanti presenti;
  • (ii) elementi caratterizzanti, quali i filtri, le membrane, le tele drenanti che sono un elemento chiave per la linea trattamenti;
  • (iii) elementi chimici, di cui fanno parte tutti gli agenti, chimici, coagulanti, batterici, necessari al fine di ripulire l’acqua dalle sostanze inquinanti, anche attraverso reazioni chimiche indotte.

All’interno del cluster componentistica elettrica ed elettro-pneumatica sono state classificate tutte quelle soluzioni che, all’interno del ciclo integrato dell’acqua e per ciascuna fase, sono caratterizzate da una componente elettrica e/o da un azionamento elettro-pneumatico e che sono a supporto del processo, quali ad esempio pompe, motori, elettrovalvole, … .

 

All’interno del cluster controllo e misura sono state classificate tutte quelle soluzioni che, all’interno del ciclo integrato dell’acqua e per ciascuna fase, vengono utilizzate per monitorare e misurare: (i) la qualità; (ii) la quantità; (iii) l’infrastruttura.

 

La componentistica e le soluzioni relative alla misura e controllo, hanno l’obiettivo di misurare dimensioni quali la portata, i livelli, la pressione, il pH, la corrosione, il flusso, la temperatura, … e sono generalmente utilizzate lungo tutto il ciclo idrico dell’acqua.

 

Il controllo e misura è forse tra i cluster precedentemente evidenziati, quello più interessato e più soggetto a cambiamenti tecnologici, dal momento che si tratta di soluzioni in continua evoluzione e che hanno sempre più l’obiettivo di rendere facile ed immediato il monitoraggio e la misura delle diverse dimensioni.

 

E’ interessante sottolineare come alle tecnologie e le soluzioni analizzate, corrispondono – anche se la classificazione può considerarsi “per difetto”, in quanto per alcune famiglie tecnologiche è difficile “selezionare” la sola componente connessa al ciclo dell’acqua – oltre 450 imprese, per 65.000 addetti ed un fatturato complessivo di oltre 22 miliardi di €.

 

Il potenziale di mercato del water management in Italia

 

E’ possibile stimare quale sarà il potenziale di mercato del water management in Italia? L’operazione è piuttosto complessa, per la numerosità delle variabili in gioco e per l’incertezza (una tra tutte quella normativa) che le caratterizza, e pur tuttavia necessaria per far comprendere la rilevanza del comparto.

 

Vale la pena partire dal comparto civile. Il periodo regolatorio 2016-2019 ha visto gli investimenti messi a piano nel Servizio Idrico Integrato arrivare ai massimi storici: nel biennio 2018-2019 questi dovrebbero toccare quota 3,5 miliardi di €/anno, quasi il doppio rispetto ai 2 miliardi € degli anni precedenti.

 

Questo livello di investimenti non è ancora sufficiente a colmare il gap con il resto d’Europa, per il quale si ritengono necessari circa 5 miliardi di €/anno per i prossimi 20 anni. Tuttavia, la definizione del secondo Metodo Tariffario Idrico (in vigore nel periodo regolatorio attuale) ha portato un deciso miglioramento rispetto al passato, che potrebbe diventare ancora più consistente con l’entrata nel prossimo periodo regolatorio, relativo al quadriennio 2020-2023.

 

Nel Rapporto si sono previsti due possibili scenari. Lo scenario «low» si riferisce al caso di proseguimento dell’incertezza normativa, che reca con sé una diminuzione degli investimenti: questa è stata stimata per il nuovo periodo regolatorio, il quadriennio 2020-2023, in circa il 18% in meno rispetto al quadriennio 2016-2019, ovvero in circa 2,7 miliardi di €/anno, tornando sui livelli del 2016. Lo scenario «high» si riferisce invece alla evidenza di un quadro normativo più stabile e, con l’entrata in vigore del periodo regolatorio 2020-2023, ad un aumento ulteriore degli investimenti rispetto al 2019: mediamente nel periodo si stima possano essere investiti circa 4,2 miliardi di €/anno, avvicinandosi alla «soglia» dei 5 miliardi di €/anno citata in precedenza. Questo rappresenta una crescita di circa il 30% rispetto all’attuale quadriennio.

 

Si tratterebbe in ogni caso di un ulteriore «balzo» rispetto al quadriennio di regolazione precedente a quello in corso, con investimenti del 35% superiori nello scenario «low» e di oltre il doppio nello scenario «high».In buona sostanza - a meno di modifiche normative che mettano in discussione le fondamenta di questa modalità di gestione, e rispetto alle quali appare però oggi impossibile evidenziare dei trend di investimento – si tratta di un passo verso la direzione giusta.

 

I numeri visti in precedenza si riferiscono al totale messo a piano dai gestori, a cui però va applicato il «fattore di realizzazione», ad oggi stimato in circa il 30%: se questo rimanesse lo stesso il mercato sarebbe pari a circa 1 miliardo di €/anno. Se si passasse dal 30% al 50% di realizzato il mercato potrebbe salire a 1,7 miliardi di €/anno; se si riuscisse ad arrivare all’80% di realizzato si arriverebbe a 2,8 miliardi di €/anno in media.

 

È evidente insomma come non sia importante solamente puntare sull’incremento degli investimenti, ma anche sull’effettiva realizzazione degli stessi.

 

Investimenti messi a piano nel Servizio Idrico Integrato

 

Per quanto riguarda invece il comparto industriale, si è partiti dall’analisi di quattro tra i settori con i maggiori consumi d’acqua: gomma e plastica, carta, tessile e alimentare.

Allo stato attuale, nei quattro settori analizzati gli investimenti annuali relativi alla risorsa idrica ammontano mediamente a 0,7 €/m3; se tutte le imprese che consumano acqua investissero questa cifra si otterrebbe un mercato pari a quasi 4 miliardi di € all’anno, superiore a quello relativo al comparto civile.

Tuttavia, considerando anche il «tasso di pervasività», ipotizzabile intorno al 25%, si può stimare un mercato reale inferiore ad 1 miliardo di € all’anno per l’intero comparto industriale.

In uno scenario invece “high”, più coerente con i risultati ottenuti dall’analisi, dove la pervasività sale al 35%, il mercato reale del water management nel comparto industriale salirebbe a circa 1,6 miliardi di €, più del 50% in più rispetto ad oggi.

 

La crescita pare tuttavia lenta, in quanto ad oggi la risorsa idrica è ancora piuttosto economica,e pertanto non sempre sufficiente a garantire la convenienza degli interventi da un punto di vista prettamente finanziario. Se ciò è vero per i settori analizzati, tra quelli con i consumi maggiori di acqua, ci si aspetta che lo sia ancor di più per gli altri.

 

Se si mettono insieme gli scenari ipotizzati si arriva da una forchetta complessiva di valori compresa tra i 4,3 e i 5,7 miliardi di € di investimenti annui.

 

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Water Management Report

30 gennaio h. 9.30

Politecnico di Milano - Campus Bovisa, via Lambruschini 4, Edificio BL28 - Aula Magna Carassa Dadda

Scarica l'Executive Summary delWater Management Report

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