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Il Senato approva il DDL Destinazione Italia, rinnovabili sempre tartassate

Confermate le misure a scapito delle rinnovabili: incentivi diluiti e contributi ridotti

Il Senato ha approvato mercoledì 19 febbraio – con 121 voti a favore e 91 contrari – il ddl n. 1299 (non ancora pubblicato in GU), con modificazioni del decreto-legge 23 dicembre 2013, n.145, recante interventi urgenti di avvio del piano “Destinazione Italia“, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015.
L’articolo 1, prevede misure volte a ridurre i prezzi dell’energia elettrica e del gas.
Per quanto riguarda i risparmi in bolletta il Senato ha confermato il cosiddetto spalma-incentivi, a scapito ancora una volta delle energie rinnovabili. Gli operatori del settore sono tenuti ad accettare un taglio retroattivo degli incentivi, che vengono ridotti ma prolungati di 7 anni; in caso contrario non potrebbero effettuare interventi di miglioramento sugli impianti già esistenti.
La nuova norma sugli incentivi alle rinnovabili dovrebbe permettere, insieme alla revisione della tariffa bioraria, un risparmio complessivo di oltre 700 milioni di euro l’anno. A questo si aggiungono altri 150 milioni provenienti dal “ritiro dedicato”, ovvero la cifra che il GSE per l’energia derivante da impianti rinnovabili di potenza fino a 10 MW.

Il Coordinamento Free, in una nota  sottolinea che la nuova legge non abbassa realmente i costi delle bollette e penalizza soprattutto l’eolico: “Il rischio che l’intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in legge del decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l’approvazione, senza modifiche, avvenuta ieri al Senato di questo provvedimento che colpisce in particolare gravemente l’eolico, senza peraltro lasciar prevedere significativi benefici per la bolletta elettrica, visto che di fatto esclude la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3”. Inoltre, “alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell’incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori”.
L’adozione di tale legge, “peraltro con un Governo dimissionario, conferma lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte del Ministro Zanonato e dei ministri succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come, la Robin Tax, l’introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo”.

Certificatori energetici

Per quanto riguarda i requisiti per i certificatori energetici il Senato ha confermato quanto approvato dal Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera che aveva aumentato il numero dei professionisti abilitati alla certificazione energetica degli edifici, includendo lauree e diplomi prima esclusi.

APE – Attestato di prestazione Energetica
E’ stato confermato l’obbligo di allegare entro 45 giorni l’attestato di prestazione energetica (APE) al contratto di vendita, o ai nuovi contratti di locazione, a pena la nullità degli stessi contratti. In caso di omessa dichiarazione o allegazione dell’attestazione di prestazione energetica, i contratti saranno comunque ritenuti validi ma trascorsi i 45 giorni scatterà la multa, a carico di conduttore e locatore in parti uguali, che sarà variabile dai 3mila ai 18mila euro. Anche dopo il pagamento dell’eventuale sanzione, rimarrà l’obbligo di presentare l’APE entro 45 giorni. Ii contratti di compravendita, gli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e i nuovi contratti di locazione devono avere una clausola con la quale l’acquirente o l’affittuario dichiarino di aver ricevuto tutte le informazioni e la documentazione – compreso l’attestato energetico – sulle prestazioni energetiche dell’edificio o dell’unità immobiliare.

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