Il solare, oltre la crisi

Il settore del fotovoltaico, in Italia, rischia di essere messo in crisi per la sostenuta pressione sui prezzi e per la continua necessità di rincorrere più che di anticipare il mercato. Sono le considerazioni di Alessandro Sotgiu, amministratore delegato di Solarday e relatore alla tavola rotonda di presentazione del rapporto curato dall'Energy Strategy Group dal titolo "Il sistema industriale italiano nel business dell'energia solare: il futuro oltre la crisi", la cui presentazione si terra' il 25 marzo 2010 al Politecnico di Milano.

L'industria fotovoltaica rappresenta da alcuni anni un settore in costante crescita e con grandi potenzialità. Tutti gli altri paesi hanno saputo valutare questa occasione cogliendone le opportunità di sviluppo economico ed industriale: non a caso i paesi asiatici hanno costruito in pochi anni l'intera filiera. "L'Italia, purtroppo, troppo spesso intraprende azioni di inseguimento più che di sviluppo".

La nostra azienda – prosegue Sotgiu – "ha ricevuto un incremento delle richieste che impegnano completamente la produzione fino ad agosto ma, oggi come oggi, non possiamo affrontare nuovi investimenti di ampliamento poiché temiamo che si rivelino inutili nel caso le tariffe incentivanti venissero ulteriormente ridotte. Oltre ai ritardi nell'approvazione del nuovo conto energia che doveva già essere operativo a fine gennaio 2010, ci scontriamo con le lungaggini burocratiche. A fine dicembre per far partire un impianto occorrevano ben 61 passaggi tra operatori di rete e Gse oltre a 20 regole diverse per 20 regioni. L'introduzione di sistemi energetici da fonti rinnovabili rappresentano soluzioni vincenti per il cittadino così come per il nostro Paese. Purtroppo però manca ancora un'adeguata informazione sui vantaggi che un impianto fotovoltaico può realmente dare alle famiglie.

L'autoproduzione non e' ancora un concetto pienamente percepito: quale beneficio migliore di non pagare più l'energia?. Come Solarday ci siamo posti l'obiettivo operativo di migliorare sempre la qualità dei nostri prodotti. Lavoriamo costantemente per ottimizzare i processi di produzione e aumentare il rendimento del modulo mentre, per quanto riguarda i risultati economici, vogliamo consolidare i risultati del 2009, con un fatturato che ha quasi raggiunto i 61 milioni di euro"

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