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Nei primi 9 mesi del 2016 fotovoltaico ed eolico coprono il 14% della domanda di energia

Raggiunto da gennaio a settembre il massimo storico di produzione da eolico e solare, mentre calano in contemporanea le emissioni di CO2 e i consumi energetici

 

 

L'Enea ha pubblicato il Bollettino del Sistema Energetico Italiano dedicato al terzo trimestre 2016, che mostra dati molto interessanti su emissioni inquinanti, consumi e rinnovabili.

Intanto fotovoltaico ed eolico, coprendo il 14% della domanda di energia, contro il 13,8% dei primi nove mesi del 2015, hanno raggiunto il loro massimo storico,  e in totale la percentuale di energia elettrica prodotta da tutte le fonti rinnovabili si attesta intorno al 41%.

Crescono dunque le fonti green e, il dato significativo, è che anche se c'è stato un leggero aumeto del PIL, sono diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2015 i consumi di energia primaria (-2%) e delle emissioni di CO2 (-3%).

Francesco Gracceva, dell’Unità Studi e Strategie ENEA, responsabile del gruppo di ricerca che cura l’analisi, ha sottolineato che si tratta di un'interessante novità visto che fino ad oggi nel nostro paese, a differenza delle altre importanti economie europee, la diminuzione delle emissioni è stata legata alla crisi economica.    

 

Continuando con questa tendenza a fine anno si stima una diminuzione delle emissioni del 29% rispetto al 2005, in linea con gli obiettivi di riduzione fissati per il 2020 dalla Strategia Energetica Nazionale per il 2020 e con i target in discussione per il 2030.

 

Lo studio dell'Enea evidenzia che nel terzo trimestre 2016 l’ISPRED, ovvero l’Indice Sicurezza energetica, PRezzo Energia e Decarbonizzazione, che può assumere valori compresi tra 0 e 1, è migliorato arrivando con 0,62 al massimo degli ultimi 5 anni. Miglioramento legato da una parte alla diminuzione delle emissioni di CO2 e dall'altra al peggioramento dell'indicatore relativo ai prezzi dell’energia.

 

Per quanto riguarda il gas, i prezzi medi per i consumatori industriali registrano un tasso di riduzione del 9,5% a fronte di un calo del 17% della media dei principali paesi Ue, il che comporta un peggioramento della posizione italiana. Inoltre, la forbice fra i prezzi italiani e quelli sul mercato di riferimento europeo (TTF) resta molto alta, 2€/MWh, non giustificata dai costi del trasporto internazionale. I prezzi dell’energia elettrica per le industrie negli ultimi due trimestri 2016 sono cresciuti del 3% rispetto al primo semestre, con un probabile ulteriore allargamento della forbice fra Italia e resto d’Europa.

Salgono anche i prezzi del gasolio italiano che con 1,3 €/l nel periodo giugno – settembre si è avvicinato ai massimi dell’Unione, pari a 1,35 €/l.

 

Infine, l’analisi segnala una ripresa delle importazioni di greggio (+3%) nel terzo trimestre, con l’import dall’area mediorientale in forte crescita (+38%), in particolare da Iraq e Iran. Si conferma la crescita della domanda di gas naturale (+1,9%), che fa seguito all’incremento del 4,8% registrato nel secondo trimestre. 

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