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Accumulo a idrogeno: così l’antico maso immagazzina energie rinnovabili

In provincia di Bolzano si sperimenta un sistema di accumulo energetico a idrogeno per fonti rinnovabili per alimentare un maso del Settecento

 

a cura di Andrea Ballocchi

 

Accumulo a idrogeno: così l’antico maso immagazzina energie rinnovabili

 

Indice degli argomenti:

Un’alternativa praticabile e altamente innovativa per l’accumulo energetico passa per l’idrogeno e da una tecnologia di energy storage che consente un migliore utilizzo delle energie rinnovabili.

 

In Italia c’è già un prototipo funzionante che alimenta i fabbisogni di corrente elettrica e di acqua calda di un antico maso del XVIII secolo in provincia di Bolzano. Proprio così: un’antica abitazione ristrutturata è al centro di una sperimentazione di un sistema di stoccaggio dell'idrogeno a base di polvere metallica. 

Accumulo a idrogeno: il progetto “casa dei minatori”

Il maso in questione si trova a Casere, frazione di Predoi, in Valle Aurina, dove erano attive fino a mezzo secolo fa miniere di rame. Da qui prende il nome del progetto Knappenhaus, “casa dei minatori”, dove è stato installato a fianco di un antico maso a 1600 metri di altezza il sistema di stoccaggio Hy2green della azienda GKN Sinter Metals.

 

L’abitazione è energeticamente autonoma grazie all’energy storage system che permette di  effettuare accumulo energetico e contare su energia elettrica e calore per lunghi periodi.

 

Il sistema di accumulo energetico a idrogeno Hy2Green e le sue parti

Il sistema Hy2Green e le sue parti: a sinistra il componente per la gestione termica, in centro quello per lo stoccaggio del idrogeno e a destra la cella combustibile per l’elettrolisi

 

Ad alimentare il sistema è l’energia idroelettrica ottenuta sfruttando il vicino torrente. La prima e più importante novità è il sistema ad accumulo: i serbatoi di Hy2green contengono polvere metallica. Quando l’idrogeno viene immesso nei serbatoi, si lega al metallo in modo stabile e senza alcuna compressione ulteriore.

 

Come spiega l’azienda, Hy2green fornisce così elettricità e calore. L’idrogeno viene generato dall’energia elettrica per elettrolisi e immesso in serbatoi di stoccaggio riempiti di polvere metallica. L'idrogeno si lega alle particelle metalliche per formare idruri metallici, composti stabili e sicuri.

 

Con semplici regolazioni della temperatura, l’idrogeno può essere rilasciato in una cella a combustibile e riconvertito in energia elettrica. Il calore di scarto generato viene raccolto dal sistema integrato di gestione del calore e introdotto nel ciclo termico della casa. 

Accumulo a idrogeno: oggi il prototipo, domani a larga scala

Il progetto Knappenhaus ha di fatto portato il sistema di stoccaggio Hy2Green da progetto pilota a sperimentazione reale, il tutto in un’area complessa quale può essere un maso a 1600 metri di quota, dove è in funzione da inizio 2019.

 

Le manifestazioni di interesse non mancano: «molti chiedono questo sistema di stoccaggio, però l’ostacolo è rappresentato dal costo. Stiamo cercando di ottimizzare il sistema» segnala Martin Beikircher, project engineer di GKN Sinter Metals, segnalando che l’azienda sta lavorando per rendere Hy2Green un’alternativa economicamente e commercialmente praticabile e a più ampio raggio, incrementando la potenza.

 

In ogni caso rimane l’interesse per un sistema di elevato grado di innovazione tecnologica e dalle potenzialità davvero grandi: pensando alle abitazioni in aree dove l’allacciamento a una rete elettrica o energetica è assai critico se non impraticabile, la tecnologia permette di eliminare il problema legato all’intermittenza di approvigionamento energetico dato dalle fonti rinnovabili come condizioni meteo e climatiche.

 

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