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Althesys, rinnovabili sempre più internazionali. Ma l'Europa continua a guidare gli investimenti

E' sato presentato ieri presso la sede del GSE l'Irex International Report di Althesys, "The strategies of the 50 leading companies in the global renewable industry", che analizza le performance dei maggiori 50 player internazionali dell'industria mondiale delle energie rinnovabili, per comprendere l'evoluzione del settore nel suo complesso e le principali strategie adottate dalle aziende.
Le Top 50 sono state selezionate considerando la dimensione delle loro attività nelle rinnovabili e la quota di fatturato al di fuori del mercato domestico.
 
Dallo studio emerge che  sta cambiando al geografia delle energie rinnovabili con i paesi emergenti che nel 2011 sono riusciti ad attrarre il 19,4% delle operazioni dei 50 maggiori gruppi mondiali. E il valore è destinato ad aumentare.
L'Europa resta leader con il 45,1% degli investimenti seguita dagli Stati Uniti. Il mercato cinese - già primo nell'eolico - inizia a puntare forte anche sul fotovoltaico: per fatturato, due delle prime tre posizioni dello scacchiere solare internazionale sono occupate da aziende del gigante asiatico.
Le aziende italiane hanno dimostrato di essere in grado di cogliere le opportunità offerte dal mercato internazionale. "Il settore delle rinnovabili, anche italiane, è sempre più internazionale - conferma Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca - con alcuni top player che hanno fatto da apripista. Nel 2011 anche società di dimensioni più ridotte hanno realizzato una parte cospicua del proprio fatturato all'estero". 

Un esempio del successo italiano è rappresentato da Enel Green Power che siede tra le 50 realtà al mondo con maggiori performance: "In Italia - ha detto l'amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace - si riuscirà probabilmente a raggiungere l'obiettivo europeo in termini di generazione da fonti rinnovabili senza ricorrere ad importazione dall'estero, se si manterrà un adeguato tasso di crescita, anche in presenza di una riduzione degli incentivi. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sui migliori progetti, in grado di sopravvivere a un clima più severo".
 
"La crescita verde del nostro Paese non può essere slegata da uno sbocco internazionale", ha detto al convegno il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, commentando i dati della ricerca. "Fino ad oggi, in Italia, è mancata una visione di sistema ma come ministero abbiamo già avuto incontri internazionali per proporre un modello Italia che permetta di promuovere le nostre tecnologie anche nei mercati della Cina e del Brasile. Inoltre ho saputo ieri sera che nel decreto sviluppo sono previsti 500 milioni per l'occupazione nella green economy".

D'accordo col ministro Clini è Piero Manzoni, amministratore delegato di Falck Renewables: "Il business delle rinnovabili in Italia nasce principalmente come capacità di assemblare attività di terzi attraverso una logica finanziaria. Ora tutti devono voltare pagina ed estrarre valore industriale vero,ottimizzando gli asset esistenti e facendo innovazione sui processi produttivi".

Alcuni dati del Rapporto
Dopo il boom degli ultimi anni, nel 2011 il comparto ha sofferto grandi difficoltà, anche se gli investimenti mondiali ammontano a 257 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi nel fotovoltaico che, per il secondo anno consecutivo, ha superato l'eolico.
Nel 2011 le cinquanta aziende top delle energie rinnovabili hanno effettuato 572 operazioni in tutto il mondo per 63,2 gigawatt e un business da 69,3 miliardi di dollari. L'eolico è ancora la prima tecnologia, con il 46,3% delle operazioni davanti al fotovoltaico a quota 40,2%.
 
I principali settori delle FER negli investimenti delle top 50

  
Ma, se si considera l'intero universo dei player mondiali - e non solo i "Top 50" - per il secondo anno consecutivo il business dell'energia del sole batte quello del vento.
Guardando ancora alle "Top 50", l'Irex International Report individua come più promettenti tra le nuove tecnologie l'eolico offshore (6,7% delle operazioni) e il solare a concentrazione (4,6%). Un minor peso continuano ad avere le biomasse e l'energia da rifiuti (0,9%), l'energia dalle maree (0,9%) e il geotermico (0,4%).
Le operazioni prevalenti sono la costruzione di nuovi impianti (37,9%), seguite da quelle finanziarie - come fusioni, acquisizioni, joint venture e partnership - che hanno pesato per il 16,9%.
Le società analizzate impiegano più di 350mila addetti in tutto il mondo, circa il 15,4% del totale. 
 
 
 
 
 

TEMA TECNICO:

Solare fotovoltaico

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