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La bioplastica che cattura la CO2

Due architetti italiani progettano soluzioni ispirate al bio-digital design. A Dublino, in occasione di un summit sul clima, hanno installato una facciata rivoluzionaria che cattura e immagazzina l’anidride carbonica grazie alla luce diurna e alle microalghe. Il progetto, denominato Photo.Synth.Etica, è di ecoLogicStudio di Londra

 

a cura di Pietro Mezzi

 

La bioplastica che cattura la CO2

 

Loro sono Claudia Pasquero e Marco Poletto. Sono due architetti italiani, laureati al Politecnico di Torino, che lavorano a Londra. ecoLogicStudio, fondato nel 2005, è il loro studio e si occupa di progettazione architettonica e di urban design. In particolare di bio-digital design, rivolto alla sperimentazione in campo ecologico-ambientale. I loro progetti e le loro installazioni-realizzazioni diventano spesso dei laboratori interattivi.

 

Claudia Pasquero e Marco Poletto di EcoLogicStudio di Londra

 

Nel 2014 ecoLogicStudio è stato classificato tra i primi dieci studi emergenti al mondo.

 

Recentemente hanno presentato una facciata di un edificio rivoluzionaria, che, grazie alle microalghe, cattura e immagazzina l’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

 

 

La loro installazione è avvenuta al Climate Innovation Summit 2018 di Dublino, in occasione del quale la facciata dell’edificio che ospitava il simposio, il Printworks Conference Centre della capitale irlandese, è stata completamente rivestita da una bioplastica dagli effetti sorprendenti.

 

L’introduzione delle microalghe nella bioplastica della facciata (foto ©Naaro)

L’introduzione delle microalghe nella bioplastica della facciata 

 

Il progetto si chiama Photo.Synth.Etica e prende il nome dal consorzio Photosynthetica, diretto da Pasquero e Poletto in collaborazione con lo Urban Morphogenesis Lab della Bartlett School of Architecture di Londra e del Synthetic Landscapes Lab dell’università di Innsbruck.

 

La tenda si compone di 16 moduli di due metri per sette e ogni modulo funziona come un fotobioreattore, un contenitore in bioplastica progettato digitalmente e realizzato su misura, che utilizza la luce diurna per nutrire le culture viventi di micro alghe e rilascia effetti luminescenti durante la notte.

 

La facciata dell’edificio con le bioplastiche installate (foto ©Naaro)

La facciata dell’edificio con le bioplastiche installate

 

L'aria urbana non filtrata viene introdotta nella parte inferiore della facciata e, mentre le bolle d'aria salgono naturalmente attraverso il mezzo acquoso all'interno dei fotobioreattori bioplastici, entra in contatto con microrganismi voraci. Le molecole di CO2 e gli inquinanti atmosferici vengono così catturati e immagazzinati dalle alghe e trasformati in biomassa, che può essere raccolta e impiegata nella produzione di bioplastica.

 

Al termine del processo l'ossigeno fotosintetizzato viene rilasciato nella parte superiore di ciascuna unità di facciata e, all’esterno, nel microclima urbano. Grazie al loro design a serpentina, i moduli ottimizzano il processo di sequestro del carbonio.

 

Si calcola che la tenda urbana possa immagazzinare un chilo di anidride carbonica al giorno, l’equivalente di quanto riescono a intercettare circa venti di alberi di grandi dimensioni. L'innovativo sistema potrebbe essere in futuro impiegato negli edifici esistenti e in quelli di nuova costruzione.

 

La sperimentazione di Dublino rientra nella collaborazione avviata dallo studio londinese con Climate-Kic, l’iniziativa europea per la lotta ai cambiamenti climatici.

 

I programmi futuri di ecoLogicStudio includono una scultura fotosintetica per il Centre Pompidou e la progettazione di un sistema di facciata con microrganismi per un nuovo museo a Innsbruck.

 

Scheda Progetto 

  • Realizzazione Photo.Synth.Etica. Prototipo di facciata
  • Località Printworks Conference Centre, Dublino, Irlanda
  • Progettazione architettonica EcoLogicStudio di Claudia Pasquero e Marco Poletto, Londra
  • Progettazione strutturale Manja van de Worp, Nous Engineering, Usa
  • Realizzazione del supporto di bioplastica James Woollard, Polythene, Regno Unito
  • Fornitura delle microalghe Fiona Moejes, Bantry Marine Research Station, Irlanda
  • Fotografie ©Naaro

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