Digital Origami

L’intervento rappresenta un forte segnale urbano e nel paesaggio.
Non solo l’antenna e il nuovo edificio ma anche il terreno e l’intero complesso sono pensati come una scultura, un’opera di land art.
Nella notte il centro è avvolto in una rete luminosa che parte dal terreno e culmina nell’antenna/scultura, visibile in lontananza.
Il centro diventa di per sé uno strumento di comunicazione, un dispositivo interattivo e non un contenitore passivo.
Ma la rete che avvolge parte del complesso non è solo uno spazio di comunicazione, funziona anche come una pelle bio-climatica.
E’ un sistema ecologico in parte passivo (protezione dal caldo/freddo) in parte attivo (con l’inserimento di pannelli fotovoltaici).

Criteri generali dell’intervento – il concetto
il progetto nasce e si sviluppa intorno ad alcune linee guida:
1.integrazione delle diverse parti del complesso (edifici esistenti e nuovo edificio, parcheggi, parco) in un unico insieme organico.
2.sviluppo di un prototipo di edificio sensibile ai temi della sosteni­bilità ambientale e della salvaguardia del territorio.
3.creazione di un potente segnale e strumento di comunicazione an­che a livello di territorio.

1.
Si è scelto di conservare quasi tutti gli edifici esistenti, per preser­vare la memoria e la continuità con il passato industriale dell’area, ma gli stessi edifici sono inseriti all’interno di un complesso intera­mente nuovo.
La continuità e l’integrazione tra le diverse parti del centro viene ot­tenuta attraverso:
– il verde. l’intero lotto è interpretato come un’isola verde, una su­perficie modellata, un paesaggio continuo.
– Il sistema degli spazi urbani. il progetto lavora sui vuoti, sugli spazi tra gli edifici, più che sui pieni, sui volumi. una grande piazza/arena centrale rappresenta il cuore del nuovo edificio e insieme dell’inte­ro complesso. La piazza/arena è in forte continuità con il piazzale esistente, le due piazze sono i poli sui quali accessi e percorsi con­vergono.
– la rete dei percorsi. l’intero lotto è attraversabile su più livelli. è previsto a una quota sopraelevata un itinerario di visita “volante” del tutto indipendente dalla circolazione degli addetti e dei lavora­tori del centro.

2.
Il progetto sviluppa il tema della sostenibilità ambientale su di­versi piani, pratici e programmatici.
– sono previsti numerosi strumenti e sistemi per il risparmio ener­getico e l’uso di fonti di energia rinnovabili così come l’impiego di materiali sostenibili o riciclati.
Una pelle bio-climatica avvolge il nuovo edificio e parte degli edifi­ci esistenti. E’ un dispositivo in parte passivo (protezione dal caldo/ freddo) in parte attivo (con l’inserimento di pannelli fotovoltaici).
– ma il centro si propone anche come prototipo e manifesto di un approccio sensibile nei confronti dell’ambiente, della salvaguardia del territorio, del risparmio di suolo e delle altre risorse. l’intero complesso si presenta come un polmone verde, un parco attrezzato, segnale della volontà di avere più natura nella città.
La destinazione a parco può rappresentare un’importante occasio­ne per aumentare il valore “ambientale” del territorio, attraverso la valorizzazione e ricostruzione di specifici elementi naturalistici e paesaggistici, realizzando una “rete ecologica” di riconnessione tra il sistema costiero e quello dell’entroterra.
La presenza dell’acqua (il reticolo idrografico e le acque correnti in ambito urbano e peri-urbano) rappresenta un elemento fondamen­tale di raccordo della rete stessa, svolgendo un ruolo importante di promozione della risorsa idrica e producendo effetti diretti sulla qualità e sulla funzionalità dell’ambiente circostante.

3.
La collocazione baricentrica dell’edificio nel territorio, la natura speciale del tema del concorso, il valore simbolico del centro come catalizzatore di energie e motore di sviluppo impongono una parti­colare attenzione agli aspetti di comunicazione e interazione visiva a differenti livelli:
– l’edificio rappresenterà un forte segnale urbano e nel paesaggio. non solo l’antenna e il nuovo edificio ma anche il terreno e l’inte­ro complesso sono pensati come una scultura, un’opera di land art. nella notte il centro è avvolto in una rete luminosa che parte dal ter­reno e culmina nell’antenna/scultura, visibile in lontananza.
– il centro sarà di per sé uno strumento di comunicazione, non un contenitore passivo ma un dispositivo interattivo. la rete metallica che avvolge il nuovo edificio e parte degli edifici esistenti non ha solo una funzione bioclimatica ma è anche una pelle “intelligente” che interagisce sia con l’uso degli spazi interni dell’edificio che con l’am­biente circostante. la superficie dell’edificio diventa così un nuovo tipo di spazio di comunicazione disponibile per videoproiezioni, in­formazioni di varia natura, mostre e nuove forme d’arte, con la pos­sibilità di convogliare a distanza l’attenzione dell’intera città.
il centro può diventare il segnale di una nuova vocazione di Reggio Calabria a divenire polo simbolico di innovazione tecnologica e rin­novamento urbano.

Il programma funzionale
Il programma funzionale adottato segue lo schema indicativo pro­posto dal bando del concorso, apportando alcune variazioni mirate alla concentrazione delle funzioni a carattere più pubblico e rappre­sentativo all’interno del nuovo edificio e creando un nuovo sistema di connessioni alle diverse quote.
il nuovo edificio accoglie dunque le attività collettive e direzionali disposte su due livelli all’interno di una struttura a ferro di cavallo affacciata su uno spazio pubblico centrale con la funzione di piazza-cavea dedicata alle relazioni quotidiane e agli eventi speciali.
Corridoi, ponti, affacci e terrazze intercettano le diverse funzioni creando particolari effetti di trasparenza tra i diversi ambienti e va­riando continuamente il confine tra lo spazio esterno e lo spazio al chiuso.
Nel dettaglio le funzioni previste in questo edificio sono:
Piano interrato
– parcheggio
– locali tecnici
– ascensori , rampe e montacarichi
Piano terra
– piazza – cavea
– spazi espositivi
– uffici
Primo livello
– uffici, sale docenti, amministrazione
– sale riunioni, conferenze
– terrazza caffetteria
Secondo livello
– libreria-spazio commerciale
– bar – caffetteria
Direttamente a contatto con la piazza pubblica e con l’ingresso al centro viene recuperato il padiglione F; questo edificio, di piccole di­mensioni, ospita le funzioni di – biblioteca – mediateca – videoteca ed emeroteca. Spazi dove è possibile consultare materiali su supporti informatici ed interattivi, oltre che conservare documentazione di tipo tradizionale cartacea o audiovisiva.
I padiglioni D ed E corrispondono attualmente ad una tipologia a ca­pannone, sono cioè grandi contenitori privi di un vero e proprio ca­rattere architettonico. Questi edifici, opportunamente trasformati mediante l’inserimento di nuovi sistemi di copertura, di partizioni interne e di nuovi impianti tecnologici, possono migliorare notevol­mente la loro qualità architettonica e accogliere quelle particolari funzioni che richiedono spazi di grandi dimensioni per le manovre di macchinari e il montaggio di scenografie.
L’edificio D, dedicato agli studi televisivi e le sale regia, viene ristrut­turato utilizzando sistemi costruttivi che permettono la massima trasformabilità degli spazi consentendo l’allestimento di produzioni di diversa entità e complessità. La conformazione tipo prevede la re­alizzazione di due sale da 400mq, una da 650mq e una di 100mq
Nell’edificio E vengono collocate le aree di lavoro e di supporto alle produzioni, prevedendo laboratori di falegnameria, di scenografia e di sartoria. In questi ambienti, direttamente connessi agli studi sono previsti inoltre i depositi costumi, i camerini e le sale trucco per gli attori
Le attività didattiche sono concentrate nel padiglione C; questo edi­ficio opportunamente trasformato, permette, per la sua conforma­zione tipologica, una particolare ricchezza di soluzioni spaziali e una corretta suddivisione tra gli ambienti di servizio, i laboratori specia­listici di post – produzione e le aule vere e proprie.
Nel dettaglio le funzioni collocate nel padiglione C sono:
– ingresso – foyer
– uffici
– sale audio
– sale grafica
– sale montaggio
– area informazioni
– studio radiofonico
I padiglioni C-D-E-F sono collegati tra loro da un percorso pubblico sospeso che intercetta le diverse funzioni rendendole visitabili dal pubblico e riconnette questo comparto con l’edificio centrale, i par­cheggi e la piazza-cavea.
Il comparto terminale del lotto, l’area triangolare delimitata dalla viabilità carrabile, è, come già detto, conformato da uno spazio ver­de modellato su di diverse quote che raccordano i dislivelli esistenti, accogliendo un parcheggio a raso immerso nel verde e collegato al resto del centro mediante un ponte pedonale; al di sotto del par­cheggio sono ricavati i locali tecnologici e i magazzini.

Le prestazioni biotecnologiche e funzio­nali
Un tema fondamentale del progetto è quello di ottenere un nuovo assetto del centro con elevate prestazioni biotecnologiche e funzio­nali.
Tale obiettivo è raggiungibile operando da una parte sul recupero e la riconversione dei manufatti esistenti, con il loro adeguamento tipologico e tecnologico e dall’altra inserendo nuovi organismi ed at­tività capaci di definire un sistema edilizio completamente rinnovato con maggiori qualità ambientali.
L’orientamento progettuale è stato quello di minimizzare ogni pos­sible impatto negativo, prevedendo e tutte le misure necessarie a contenere i consumi energetici e ridurre i carichi ambientali secon­do quanto indicato dal Protocollo Itaca Sintetico redatto a cura del “Comitato Tecnico per l’Edilizia Sostenibile” relativamente ai se­guenti obiettivi:
– riduzione del consumo di risorse
– ridurre i consumi energetici per la climatizzazione invernale
– ridurre i consumi energetici per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso l’impiego dell’energia solare;
– inerzia termica – contenimento consumi energetici estivi
– ottimizzazione dello sfruttamento della luce naturale ai fini del risparmio energetico e del comfort visivo.
– diminuzione dei consumi annuali di energia elettrica degli edifici
– utilizzo materiali eco-compatibili- Ridurre il consumo di ma­terie prime non rinnovabili;
– utilizzo materiali eco-compatibili – Favorire l’impiego di ma­teriali riciclati e/o di recupero per diminuire il consumo di nuove ri­sorse.
– riduzione dei consumi di acqua potabile per l’irrigazione del­le aree verdi.
– riduzione dei consumi di acqua potabile all’interno degli edi­fici
– contenimento dei carichi ambientali
– minimizzare le emissioni di gas serra in atmosfera,
– favorire, attraverso una corretta differenziazione, il riutilizzo dei rifiuti solidi organici e non.
– minimizzare la quantità di effluenti scaricati in fognatura. Im­piego di sistemi di raccolta e depurazione delle acque grigie,
– minimizzare l’interruzione e l’inquinamento dei flussi natura­li d’acqua.
Il tetto verde offre la possibilità di immagazzinare l’acqua utile ai fini domestici, irrigui e per l’umidificazione dell’aria median­te processi di vaporizzazione ed evaporazione.

La pelle bioclimatica
Una rete metallica avvolge il nuovo edificio, parte degli edifici esi­stenti e il ponte che connette le due zone.
E’ una pelle bioclimatica che crea una zona ombreggiata che rende piacevole il percorso pedonale attraverso il centro ma è anche un dispositivo di comunicazione potente sia a livello urbano che per i visitatori del centro.
L’edificio stesso si trasforma in un medium del tutto nuovo e origi­nale.
La pelle metallica in alcune parti aderisce all’edificio e ne costitui­sce la facciata ma in altre se ne separa e tra la rete e l’edificio si crea uno spazio intermedio, abitabile, percorribile.
La rete è una superficie modellata, così come quella del terreno, de­formata.
La deformazione nasce dall’interazione con l’ambiente circostante, ne risulta una forma simile a quella di un origami.
L’arte giapponese di piegare la carta (ori= piegare, gami=carta) per­mette attraverso le manipolazioni della superficie di un foglio di au­mentarne la resistenza strutturale e dare vita a una nuova forma.
Questa tecnica antica è simbolo della capacità dell’architettura di non collocarsi passivamente all’interno di un ambiente ma di inte­ragire con questo.
L’interazione in questo caso avviene anche utilizzando questa super­ficie come schermo, la pelle esterna dell’edificio diviene un grande origami digitale.
Uno spazio disponibile per: informazioni sulle attività del centro, giochi di luci, videoproiezioni integrate con manifestazioni e mostre all’interno del Cetes, performances digitali, allestimenti e installa­zioni multimediali che possono prevedere anche dispositivi in grado di interagire con gli utenti.
L’obiettivo è catalizzare le energie di artisti locali e internaziona­li, istituzioni culturali e didattiche, suscitare interesse nei confronti delle attività del Cetes.
L’edificio potrà modificare il suo aspetto a seconda delle ore del giorno, dei periodi dell’anno, delle attività previste e anche del com­portamento dei visitatori.
Il centro potrà essere di stimolo verso un nuovo rapporto con l’ar­chitettura e l’ambiente, sempre più fluido, mutevole, sempre meno determinato a priori.

CONCORSO “Ce.Te.S.” per la realizzazione di un Centro Televisivo Sperimentale e Didattico/culturale negli stabilimenti dell’ex Italcitrus di Reggio Calabria
PROGETTISTI: AKA (AKA studio associato Caccavale, Casadei, Pineschi architetti)
GRUPPO DI PROGETTAZIONE: arch. Federica Caccavale, arch. Alessandro Casadei, arch. Paolo Pineschi, arch. Nadav Engel
PRIMO PREMIO

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