Rinnovabili ed efficienza energetica, l’Italia è (troppo) indietro

Rinnovabili, efficienza energetica e mobilità elettrica: dove siamo e dove dobbiamo arrivare considerando gli obiettivi fissati dall’Europa e dal PNIEC. Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano: serve un cambio di passo radicale

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Rinnovabili ed efficienza energetica, l'Italia è (troppo) indietro

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In occasione dell’Evento di apertura di Key Energy, fiera dedicata alle Energie rinnovabili e alla Mobilità Sostenibile che, a causa dell’emergenza sanitaria, si svolge esclusivamente in modalità on line, Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, ha tracciato una panoramica molto interessante della situazione presente e delle prospettive future dei settori delle energie rinnovabili, efficienza energetica e mobilità elettrica, considerando i target al 2030 fissati dall’Unione europea e dal PNIEC e nel caso in cui aumentasse al 55% (dal 40% attuale, percentuale sulla quale è stato tarato il PNIEC) il target di riduzione delle emissioni al 2030 rispetto ai valori del 1990, come recentemente richiesto dalla commissione europea.

Ha introdotto i lavori Gianni Silvestrini, direttore scientifico KEYENERGY che ha ricordato che il mondo intero sta assumendo impegni molto precisi per combattere il cambiamento climatico: l’Europa entro il 2050 dovrebbe diventare carbon neutral, posizione che andrà formalizzata entro fine anno, impegno assunto anche da Giappone e Corea del Sud, mentre la Cina ha recentemente annunciato il proprio obiettivo di neutralità climatica al 2060. E’ probabile che anche gli Stati Uniti seguiranno la medesima strategia, nonostante l’incertezza legata anche alle nuove elezioni. Molti Stati, tra cui per esempio la California, si son già posti precisi e sfidanti obiettivi climatici.

Nonostante la grave emergenza sanitaria, economica e sociale, il periodo – ha sottolineato Silvestrini – è favorevole grazie soprattutto alle risorse messe a disposizione dall’Europa per il clima, ma è necessario capire le priorità e partire da queste, per raggiungere gli obiettivi.

Obiettivi per il clima, siamo in ritardo

Dai dati presentati è chiaro che l’Italia è in ritardo per quanto riguarda gli obiettivi delle rinnovabili elettriche e al momento non si vede l’accelerazione necessaria e c’è un grave problema legato agli iter autorizzativi troppo complessi, che rallentano la messa in esercizio di nuovi impianti.

Per quanto riguarda le emissioni il Prof. Chiesa ha ricordato che in Italia si sono ridotte rispetto al decennio scorso e, se centrassimo l’obiettivo fissato dal PNIEC, raggiungeremmo il target fissato dall’Europa di riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030. Se il target passasse al 55% la sfida diventa molto più ambiziosa in tutti i comparti, per garantire l’ulteriore riduzione di 94MtonCO2eq.

Rinnovabili

Nel complesso la potenza installata in Italia è di 55,2GW, nel 2019 la nuova potenza installata è stata di circa 1.2 GW (+4% rispetto all’anno precedente), con un ruolo dominante di fotovoltaico (737 MW), seguito da eolico (413 MW).

Si tratta di un tasso di crescita del tutto insufficiente per raggiungere i 52GW di fotovoltaico previsti al 2030: continuando con il passo attuale potremmo arrivare a 28,4 GW, con un gap rispetto all’obiettivo di oltre 23 GW. Inferiore, di “soli” 3,5GW, il gap per l’eolico, che arriverebbe a 15,8 GW rispetto ai 19,3 previsti.

La buona notizia è il calo continuo dei costi delle tecnologie ma per raggiungere il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni, è necessario il contributo di tutti i settori, anche perché la Commissione europea sta valutando di aumentare al 65% il contributo delle FER elettriche, il che significherebbe un target di 68GW per il fotovoltaico, contro i 52 (con il -40% per le emissioni) e 23,8GW per l’eolico, contro i 19,3GW.

In tutto questo è prevista una buona crescita per i sistemi di accumulo, la cui potenza totale installata attualmente di 7500 MW, secondo gli obiettivi PNIEC dovrebbe raggiungere la soglia di 17.930 MW nel 2030.

Efficienza energetica

In Italia nel complesso vale circa 7,2 miliardi di euro, le principali soluzioni, considerando terziario e residenziale, ovvero i comparti che assorbono la maggior parte dei consumi energetici, interessano le pompe di calore, le superfici opache e l’illuminazione. Inizia a farsi strada anche la building automation.

Il PNIEC prevede un risparmio annuo di 9,3 Mtep, con il maggior contributo nel residenziale e terziario, seguito dai trasporti, chiude l’industria.

Raggiungere l’obiettivo di diminuzione delle emissioni del 55% richiede una riduzione del 60% delle emissioni legate ai consumi energetici negli edifici, considerando soprattutto che i sistemi di riscaldamento e raffrescamento rappresentano l’80% circa dei consumi energetici. Per poterlo raggiungere è necessario raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici, residenziali e non, incrementando anche gli interventi di riqualificazione profonda.

Mobilità Elettrica

Il Prof. Chiesa riprendendo i dati dello Smart Mobility Report 2020 presentato nei giorni scorsi,  ha sottolineato che le immatricolazioni di auto elettriche in Italia nel 2019 sono state più di 17.000, in aumento del 78% rispetto all’anno precedente.

Nel 2020, nonostante la crisi vissuta dal comparto delle auto, le vendite delle elettriche, pari a 30.000 unità nei primi 9 mesi, son cresciute. Bene dunque ma son numeri distantissimi da quelli necessari a raggiungere i target europei. “Stiamo parlando di migliaia di auto, dovremmo parlare di milioni”. Un elemento di grande interesse è l’attenzione delle case automobilistiche e l’aumento delle proposte dei modelli.

A livello di mobilità sostenibile, in Italia ci sono 530 bus elettrici, aumenta la diffusione delle bici elettriche e  dei ciclomotori che registrano una presenza nel mondo elettrico pari a circa il 20% del venduto nel 2019.

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Tema Tecnico

Efficienza energetica, Mobilità elettrica, Solare fotovoltaico

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