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Rinnovabili: Ortis “Incentivi da rivedere, altrimenti bolletta a rischio aumenti del 20%”

Il Presidente dell’Autorità per l’energia ha presentato la relazione 2010. Le famiglie risparmiano sulle bollette di gas e luce. Migliora la tutela dei consumatori e la qualità del sevizio. Ma il nostro paese è troppo dipendente dal petrolio. Importante prestare attenzioni alle energie alternative
Il sistema di incentivi alle fonti rinnovabili va rivisto per il loro livello ”eccessivamente elevato” perchè senza interventi ”c’è il forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20%, da qui al 2020”. E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, Alessandro Ortis, nel corso della sua relazione annuale al Parlamento.
Di fronte ad obiettivi europei per le fonti rinnovabili ”condivisibili” ma ”molto sfidanti” serve la ”massima efficienza”. Oggi ha proseguito Ortis, ”il nostro sistema è invece molto inefficiente” visto che il costo sopportato dai consumatori per il raggiungimento degli obiettivi ”è superiore a quello necessario”. Non solo, ma ”il livello eccessivamente elevato delle incentivazioni genera inoltre distorsioni e opacità nel settore”.
La relazione, che traccia anche un bilancio del lavoro svolto dall’attuale collegio in sette anni, ha messo in primo piano l’importanza della liberalizzazione del settore energia che ha permesso un risparmio, a beneficio di famiglie e imprese, pari a 4,5 miliardi, dovuto per il 60% alla concorrenza e per il 40% alla riduzione delle tariffe elettriche di trasporto, distribuzione e misura decise dall’autorità. Il tutto si traduce in una minor spesa per la bolletta della luce: ogni famiglia risparmia 25 euro, mentre spende di più per il gas, 23 euro.
Migliorano anche tutela dei consumatori, che si sono visti restituire 32,5 milioni di rimborsi automatici, e qualità dei servizi, dove i minuti di interruzione sono scesi dai 130 del 2000 ai 46 del 2009, una riduzione percentuale del 65%.
Anche gli investimenti sono cresciuti negli ultimi anni, raddoppiando nel settore elettrico e incrementandosi del 70% in quello gas. Resta comunque più efficiente il mercato gas rispetto all’elettrico; in questo senso va evidenziata una disparità da colmare in futuro e dovuta prevalentemente alle imissioni e al monopolio ENI che controlla il 92% delle infrastrutture di importazione e il 62% delle immissioni di gas sul mercato.
Secondo Ortis, “la scarsa concorrenza nel settore gas ci penalizza rispetto ai Paesi UE, dove le bollette pesano meno, per una percentuale pari al 10%. Sulla nostra spesa grava soprattutto la fiscalità, che incide per il 14,4% sull’elettricità e per il 37,6% sul gas”.
Resta centrale però che sull’Italia grava sempre una eccessiva dipendenza dal petrolio, onerose sono infatti le importazioni di idrocarburi. L’importante è fare attenzione a nuovi scenari emergenti.
Le parole di Ortis sono state commentate da Stefano Saglia, sottosegretario  allo Sviluppo Economico, dicendo che la separazione della rete gas non è un tabù e aggiungendo: ”ma in operazioni come queste è determinante la tempistica. Sino a quando l’organizzazione verticale assicura la sicurezza dell’approvvigionamento, la separazione non è di attualità”.
Alla richiesta di separazione, lo scorporo di Snam da Eni avanzata dal presidente dell’Autorità dell’energia, ha risposto Antonio Catricalà, affermando che: “non è all’attenzione dell’Antitrust, stiamo esaminando altre questioni”.

Scarica la Relazione 2010 di Alessandro Ortis

Fonte http://www.affaritaliani.it/

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