Risparmio energetico, a Piacenza la Scuola Edile esempio di retrofit energetico

La Scuola Edile di Piacenza fa da apripista in Italia sulla via del risparmio energetico e avvia, attraverso un concorso pubblico, un piano di riqualificazione della propria sede. Il cappotto esterno costituito da elementi contenenti paglia, l'impiego di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari termici, una maggiore coibentazione interna porterà l'edificio a un consumo medio anno pari a 30 kWh/m2, rientrando così negli standard della classe A. 
Ad annunciarlo è il Formedil, l'Ente nazionale per la formazione e l'addestramento professionale nell'edilizia che coordina il lavoro delle 103 Scuole Edili sparse sul territorio nazionale, precisando che quella di Piacenza è la prima fra le Scuole Edili ad avviare un progetto volto a intervenire sull'esistente per allinearsi con largo anticipo agli standard europei.
 
Per realizzare una riqualificazione dell'edificio che contribuisca a raggiungere efficienza e risparmio energetico, l'Ente Scuola Edile ha bandito lo scorso novembre il concorso di architettura "ESE Obiettivo Zero: la Scuola Edile si mette in gioco", al quale hanno partecipato studi provenienti da ogni parte della Penisola.
 
Il bando è stato vinto dal progetto di Nadia Battaglio e Iride Barbano di Torino, che per la coibentazione esterna punta sull'integrazione di un isolamento a cappotto realizzato con paglia, isolante in vetro cellulare, legno, serramenti in alluminio a taglio termico e un triplo vetro basso emissivo. A cui si aggiungono un impianto di meccanica con recuperatore di calore per evitare le dispersioni dovute ventilazione e una torre geotermica da posizionare in una zona verde limitrofa all'edificio che consenta di preriscaldare l'aria durante l'inverno e di rinfrescarla nei mesi più caldi, più l'impiego di pannelli solari e fotovoltaici.
 
"Il progetto dello studio Battaglio è stato premiato per la capacità di coniugare i criteri di realizzabilità tecnica con l'uso di materiali ad alta sostenibilità ambientale e con un'attenzione particolare al benessere degli occupanti, attraverso la redistribuzione degli spazi e dei percorsi interni e la revisione di alcuni particolari del linguaggio architettonico. Un elemento determinante è stato infine il basso costo di messa in opera, che ne consente una maggiore fattibilità" spiega il Presidente della Scuola Edile di Piacenza, Filippo Cella.
 
Quattro i criteri per la valutazione dei progetti presi in considerazione dalla giuria composta da presidente e vicepresidente della Scuola Edile Filippo Cella e Paolo Carrera, dal capo sezione Ance Piacenza Maurizio Croci, dal professore di ingegneria industriale del dipartimento energia del Politecnico di Milano sede di Piacenza, Renzo Marchesi, e dal presidente dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Piacenza Benito Dodi. Si tratta di: accresciuta efficienza energetica fabbricato, qualità architettonica della proposta, miglior fruibilità degli spazi interni e migliorati standard di benessere degli occupanti.
 
 

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