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Segnali positivi per l’idrotemosanitario

Innovazione tecnologica e progettazione di soluzioni a efficienza energetica per la ripresa

L’Ufficio Studi ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine, alla vigilia dell’apertura di MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la manifestazione specializzata nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili, in calendario da domani al 21 marzo 2014 in Fiera Milano (Rho), ha presentato i dati 2013 e le previsioni per il 2014. Nonostante le difficoltà del mercato interno e uno scenario europeo non roseo, il settore dell’idrotermosanitario tiene e “ha chiuso il 2013 – si legge nel comunicato – con una sostanziale stabilità del valore della produzione rispetto all’anno precedente e si prevede nel corso del 2014 una crescita che si attesterà intorno all’1,2%”. Le esportazioni verso i mercati tradizionali di Francia, Germania, Inghilterra e USA a cui si sono aggiunti nuovi mercati extra UE, quali Turchia, Cina, Arabia Saudita e Russia e che, tutti insieme assorbono il 60% dell’intera produzione, nel 2103 hanno raggiunto il +2% a cui si aggiungerà nel corso del 2014 un ulteriore, seppur lieve, aumento (+0,6%). +0.4% anche per gli investimenti rispetto al 2012, che si prevede possano crescere nel corso di quest’anno.

Sandro Bonomi, Presidente ANIMA sottolinea: “Le tecnologie legate al caldo, al freddo, alla produzione di acqua calda sanitaria e al trattamento dell’acqua, all’impiantistica civile in generale e rappresentano un’eccellenza manifatturiera italiana. Le nostre aziende continuano a essere tra le migliori al mondo, ma mancano ancora del loro mercato più importante: l’Italia. I consumi domestici in caduta libera favoriscono tecnologie poco efficienti, a basso costo se non addirittura obsolete. I nostri associati stanno sopravvivendo alla crisi solo grazie all’export. Una minima crescita del mercato domestico però potrebbe portare grandi benefici all’intero settore che è pronto a investire negli stabilimenti presenti in Italia per creare occupazione, crescita e valore sul territorio. Il pagamento di debiti della PA entro settembre e un allentamento della legge di stabilità potrebbero effettivamente sbloccare tanti progetti legati all’edilizia oggi fermi anche in quei Comuni italiani che, in teoria, avrebbero la disponibilità economica per far partire i cantieri”.

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